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SALVARE L'EURO E STIMOLARE LA CRESCITA, UNA STRADA OBBLIGATA E-mail
di Marcello Messori
07 ottobre 2011
salvare euroMai come oggi la sopravvivenza dell’Unione monetaria europea (Ume) è stata a rischio. La Grecia è a un passo dall’insolvenza sul suo debito pubblico e dal connesso fallimento del suo settore bancario senza che siano operative istituzioni europee dotate di funzioni e di risorse adeguate a contenerne gli effetti economici e sociali e ad arginarne il contagio rispetto agli altri Stati membri e ai loro settori finanziari.
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UNA RICETTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'EURO* E-mail
di Emilio Barucci, Giuseppe De Michele
07 ottobre 2011
uscire trappola euroLa storia sembra riproporsi: tre anni fa c’era il problema degli asset tossici collegati ai mutui subprime che erano sopravvalutati, adesso lo stesso destino tocca ai titoli di Stato a causa del rischio del debito sovrano. In ambedue i casi il leverage elevato delle banche – che detengono questi titoli - rischia di portare ad una crisi di liquidità dei maggiori intermediari finanziari con conseguenze per l’economia reale difficili da prevedere.
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IL BIVIO E-mail
di Roberto Tamborini
30 settembre 2011
bivioGli ultimi mesi hanno visto un netto peggioramento del quadro economico-finanziario mondiale. Dopo l'incredibile sceneggiata americana sull'autorizzazione all'aumento del debito pubblico (una lezione su cui devono meditare gli zeloti delle camicie di forza costituzionali sulla politica economica), l'epicentro è ora chiaramente collocato in Europa, come ha mostrato al mondo intero la fallimentare trasvolata atlantica del ministro americano Geithner, accolto come l'ambasciatore dello Stato libero di Bananas. Ora il cammino dell'euro e dell'Unione è a un bivio decisivo, e tutto dipende da Germania e Italia.
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QUALI SOLUZIONI ALLA CRISI? E-mail
di Sergio Cesaratto, Lanfranco Turci
09 settembre 2011
soluzione crisiLa BCE: da banca straniera a banca sovrana - L’articolo di Guido Tabellini pubblicato su Il Sole-24 Ore lo scorso 14 luglio ci apparve come uno spartiacque nelle posizioni sulla crisi europea sinora prevalenti sul più autorevole quotidiano finanziario nazionale, e una crepa fra quelli che, per comodità, possiamo definire gli economisti bocconiani, quelli per capirci del “rigore di bilancio espansivo”.
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SOLIDARIET└ EUROPEA DA "ULTIMA SPIAGGIA" E-mail
di Francesco Farina
29 luglio 2011
solidarieta europeaLo spettro dell’implosione del bene comune – l’Euro – ha dato coraggio ai governanti europei. Dopo Irlanda (85 md di euro) e Portogallo (78 md di euro), anche la Grecia è stata salvata sull’orlo del baratro ed il contagio verso un grande paese come l’Italia è stato evitato.
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LA TRAGICA EUROPA DELLE PATRIE E-mail
di Roberto Tamborini
01 giugno 2011
europa delle patrieLa notizia (smentita) che il governo greco sta valutando l'opzione di uscita dall'Unione monetaria è sul tavolo delle cancellerie europee. La crisi libica è un pasticcio in salsa francese e una figuraccia all'amatriciana. Stiamo scivolando nel baratro di miopia, insipienza e irresponsabilità dell'Europa delle Patrie.
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EMU E DEBITO GRECO: OCCORRE AGIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI E-mail
di Marcello Messori
27 maggio 2011
debito greco1.  Premessa - La risposta dell’Unione europea (EU) e dell’Unione monetaria europea (EMU) alla crisi finanziaria del 2007-’09 e alla conseguente crisi ‘reale’ è stata, per molti versi, positiva. Dall’aprile del 2009, il Parlamento e la Commissione europea hanno operato per estendere l’area di regolamentazione e per limitare gli eccessi speculativi nei mercati finanziari.
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LA NUOVA GOVERNANCE PER L'UE? UN PASSO POSITIVO MA ANCORA NON BASTA E-mail
di Marcello Messori
01 aprile 2011
governance ue1. Recependo gran parte delle proposte elaborate da vari organi europei nel mese precedente, alla fine della scorsa settimana (24 e 25 marzo) il Consiglio europeo ha definito i contenuti e le procedure che caratterizzeranno la nuova governance dell’Unione europea (UE) e dell’Unione monetaria europea (UME).
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COME POTREBBERO FUNZIONARE GLI EUROBONDS E-mail
di Marcello Messori
11 febbraio 2011
eurobonds1. I problemi aperti
In un precedente articolo (cfr. “Perché gli eurobond servono”, nel merito, 21-01-2011), si è ricordato che, dopo la crisi del debito pubblico ellenico e i conseguenti finanziamenti bilaterali alla Grecia da parte degli altri stati-membri dell’Unione monetaria europea (UME), nel maggio del 2010 l’ECOFIN ha varato lo European financial stabilization mechanism (EFSM) e - nel mese successivo - i paesi dell’UME hanno creato un veicolo denominato European financial stability facility (EFSF).
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PERCH╔ NON POSSIAMO NON DIRCI EUROPEI E-mail
di Francesco Farina
27 gennaio 2011
non possiamo dirci europeiNel suo nelMerito del 21.1.11, Marcello Messori è tornato sul tema della centralità del nesso fra crescita economica e sostenibilità fiscale dei paesi dell’Unione Monetaria Europea (UME) nel cammino futuro dell’Europa.
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LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE E-mail
di Riccardo De Bonis
21 gennaio 2011
ricchezza famiglieParlare di ricchezza delle famiglie – di ricchezza finanziaria, reale e di debiti - è di moda. Ma, a ben guardare, gli economisti si sono sempre occupati della ricchezza. Il consumo delle famiglie dipende dal reddito disponibile, ma è influenzato anche dalla ricchezza. Le informazioni sugli strumenti finanziari - depositi, azioni, titoli, prodotti assicurativi - in cui le famiglie investono ci danno informazioni sulla loro propensione al rischio. La ricchezza fornisce segnali sulle caratteristiche dei sistemi finanziari, perché in ogni paese gli intermediari offrono alcuni strumenti piuttosto che altri, in virtù di regolamentazioni, potere di mercato e peso del fisco. Con la crisi dei sistemi pensionistici pubblici è diventato più importante che in passato lo studio degli strumenti che le famiglie accumulano per far fronte alla vecchiaia. Nella maggioranza dei paesi la ricchezza immobiliare delle famiglie è maggiore delle loro attività finanziarie, sollevando sempre interesse per l’evoluzione dei prezzi delle case.
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PERCH╔ GLI EUROBOND SERVONO E-mail
di Marcello Messori
21 gennaio 2011
eurobondIl 2011 sarà un anno cruciale per il futuro dell’Unione monetaria europea (UME). Nei prossimi mesi le istituzioni europee dovranno realizzare o rendere operative quattro iniziative già avviate o completate nel corso del 2010: la riforma del “Patto di stabilità e crescita” (PSC), il coordinamento macroeconomico fra stati-membri dell’Unione europea (UE), la definizione di meccanismi stabili in grado di fronteggiare le tensioni sui debiti sovrani dei paesi in difficoltà, le nuove regole e le nuove forme di vigilanza dei mercati finanziari.
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