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LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITÀ INTERNO: CHI HA RACCOLTO LA SFIDA? E-mail
di Chiara Rapallini
07 maggio 2010
conti pubbliciLe recenti vicende legate al c.d. Patto di Stabilità Interno dei Comuni sono la chiara dimostrazione che in Italia il centro destra “sbandiera” il federalismo fiscale, mentre il centro-sinistra lo “pratica”.

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MIOPIA ISTITUZIONALE: LA SPESA IN CONTO CAPITALE DEL SETTORE PUBBLICO IN ITALIA E-mail
di Giuseppe Coco, Mauro Masselli, Vito Peragine
26 febbraio 2010
contabilita nazionaleLa spesa in conto capitale pubblica è diminuita in rapporto al PIL in quasi tutti i paesi sviluppati dal 1970 al 1990 per poi tornare a crescere sebbene in misura marginale.

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ALLARME DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE: ESPLODONO I DEBITI PUBBLICI DELL’OCCIDENTE E-mail
di Edoardo Reviglio
10 settembre 2009

fmi_reviglio.jpgLa crisi finanziaria avrà importanti conseguenze sulla finanza pubblica della maggior parte dei paesi del mondo. Lo sostiene il Fondo Monetario Internazionale in un recente Rapporto "Fiscal Implications of the Global Economic and Financial Crisis" (Giugno, 2009). Le previsioni di breve, medio e lungo periodo, compongono un quadro su cui è necessario incominciare a riflettere fin da subito. 

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UNA RIFORMA “FEDERALE” (MA STATOCENTRICA) DELLA LEGGE DI CONTABILITÀ E-mail
di Guido Rivosecchi
12 giugno 2009

contabilita_finanza_pubblica_rivosecchi.jpgL’armonizzazione dei sistemi di contabilità tra i diversi livelli di governo costituisce la necessaria premessa per garantire trasparenza dei processi decisionali, efficacia nel sistema dei controlli e coordinamento delle finanze pubbliche. Il disegno di legge approvato dalla Commissione bilancio del Senato persegue questi rilevanti obbiettivi, anche in vista dell’attuazione del federalismo fiscale, ma in un’ottica che, dietro l’apparenza, rischia ancora una volta di essere penalizzante per il sistema delle autonomie territoriali.

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IL BILANCIO FALLIMENTARE DOPO SOLO 7 MESI E-mail
di Marco Leonardi
04 dicembre 2008

leonardi_governo_berlusconi.jpgA Tremonti e Berlusconi bisogna riconoscere una qualità, sanno vendere bene quello che fanno, anche quando fanno decisamente male. Una breve ricognizione delle misure prese in questi sette mesi dall’avvento del quarto governo Berlusconi ci svela il perché. Dopo 10 giorni dalla vittoria elettorale il governo approva due misure chiave: l’abolizione dell’ICI e la detassazione degli straordinari. Entrambe si sono rivelate assai inopportune.

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QUALE MIGLIORE USO PER I PROVENTI DELLE DISMISSIONI:RIDUZIONE DEL DEBITO O DELLA PRESSIONE FISCALE?* E-mail
di Marco Camilletti, Luca Cappellani
19 giugno 2008

tremontiIl debito pubblico italiano è risultato nel 2007 pari al 104 per cento del Pil. Nonostante la riduzione rispetto al 2006 (106,5 per cento), il suo livello è il più elevato d’Europa, con un differenziale di quasi 40 punti percentuali rispetto alla media dell’Area euro. La dimensione del debito risente delle scelte del passato quando il finanziamento del bilancio in disavanzo lo aveva portato, nel 1994, a superare il 120 per cento del Pil. Da allora, diversi fattori(1) consentono al debito di avviarsi su un sentiero di riduzione che, pur con qualche interruzione, è proseguito fino ai nostri giorni.
* Articolo pubblicato anche su www.cer-online.it

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IL “DILEMMA DI BILANCIO” E-mail
di Edoardo Reviglio
29 aprile 2008

eurobondNon ci sono risorse per realizzare le politiche che il nostro Paese necessita. Le uniche riforme possibili hanno un costo, almeno nel breve e medio periodo, e quindi sono politicamente difficili. La ragione per la quale non ci sono risorse per realizzare le politiche necessarie è lo squilibrio del nostro bilancio. Il risultato è che da qualche anno in Italia la politica è "simbolica". Questo fatto è in parte responsabile della disaffezione dei cittadini verso i governi in carica ed, in generale, verso la politica.

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A PROPOSITO DI TRE MISURE ANNUNZIATE: NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCE* E-mail
di Claudio De Vincenti, Ruggero Paladini
29 aprile 2008

berlusconi-tremontiAll’indomani della vittoria elettorale il Presidente del Consiglio in pectore ha annunciato tre misure immediate da varare nel primo Consiglio dei ministri, per un costo complessivo indicato in circa 4,5 miliardi di euro: l’abolizione totale dell’ICI sulla casa di abitazione, la riedizione del "bonus bebè" per i nuovi nati, la detassazione degli straordinari. Vediamole una per una con riferimento ai tre obiettivi che dovrebbero essere sottesi a un pacchetto di interventi urgenti nella fase attuale e che del resto sono anche quelli dichiarati dalla nuova maggioranza politica: una iniezione di domanda aggregata per contrastare la flessione nel tasso di crescita del Pil, il sostegno del potere d’acquisto delle famiglie in difficoltà, l’incentivo alla crescita della produttività.
* Articolo pubblicato anche su il Riformista del 29 aprile 2008

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PATRIMONIO PUBBLICO E POLITICA ECONOMICA: UNO STRUMENTO PER DUE OBIETTIVI E-mail
di Marco Causi
09 aprile 2008

agenzia demanioSe realizzato attraverso azioni accorte e adeguate - soprattutto con una reale collaborazione fra Stato ed enti locali e con un’attenzione particolare alla ricaduta urbanistica degli interventi - il miglior utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico può contribuire non solo ad un obiettivo di finanza pubblica (cifrabile in termini di abbattimento dello stock del debito, ovvero in modo equivalente in termini di miglioramento dell’avanzo primario), ma anche ad un obiettivo di riqualificazione urbanistica e di calmieramento dei prezzi sul mercato immobiliare.

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SPESE PUBBLICHE ED EQUILIBRI DI BILANCIO E-mail
di Mr. Budget
05 marzo 2008

conti pubbliciI dati di consuntivo per il 2007 resi pubblici lo scorso 29 febbraio dall’Istat hanno confermato i significativi passi in avanti fatti dall’Italia nel processo di risanamento delle sue finanze pubbliche. Il disavanzo (l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche) rapportato al Pil è risultato pari all’1,9%, in decisa frenata sia rispetto al dato 2006 (rivisto dall’Istat) del 3,4% sia nei confronti delle previsioni ufficiali del Governo che avevano inizialmente quantificato il disavanzo 2007 al 2,8% per poi rivederlo nella Relazione Previsionale e Programmatica (Rpp) dello scorso settembre al 2,4%. Il dato è da apprezzare particolarmente se si considera che il Pil nominale è stato inferiore alle attese per circa 8 miliardi di euro.

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