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di S. Pisani, A. Braiotta, E. D'Agosto, M. Marigliani
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13 luglio 2012 |
Seguendo il noto adagio che recita “per capire dove andiamo dobbiamo
sapere dove siamo”, l’Agenzia delle Entrate si è dotata di uno strumento
per misure il tax gap; definito come la differenza tra ciò che
dovrebbero versare i contribuenti in ottemperanza alla legislazione
vigente, e ciò che viene realmente versato all’Erario.
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di Mario Centorrino, Pietro David
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13 luglio 2012 |
Un recente studio della Banca d'Italia1 stima che l'economia "non
osservata" in Italia abbia rappresentato nel 2008 il 31,1% del Pil,
crescendo di 6,4 punti percentuali in soli tre anni (dal 2006 al 2008).
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di Alberto Massera
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11 maggio 2012 |
All’epoca della società affluente il focus del controllo sulla finanza
pubblica era posto nel rimedio alla logica principalmente incrementale
nella “progressione” dei bilanci statali; all’epoca della crisi fiscale è
posto nel rimedio alla logica sostanzialmente agnostica dei tagli
lineari alle previsioni della spesa delle amministrazioni, secondo un
mutamento di finalità ultima corrispondente alla diversa incidenza della
spesa pubblica nel sistema economico del Paese (passata dal 29,2
percento sul PIL nel 1960 al 51,2 per cento nel 2010, secondo un
andamento a sua volta non lineare ove si pensi che al 1910 il dato era
attestato al 15 percento).
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di Giuseppe Pasquale
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11 maggio 2012 |
A differenza che nel privato, nel comparto pubblico ci sono condizioni oggettive che rendono meno rigorose le prassi ispirate al buon senso. Questo è il più rilevante dei limiti interni alla P.A. Che può essere avviato a soluzione studiando sistemi di valutazione delle performance capaci di dare al lavoratore pubblico gli stessi orizzonti che si prefigura chi opera nel privato. E quindi puntando sulla creazione di obiettivi che siano "automaticamente" agganciati ai risultati, da misurare sulla base di indicatori privi di autoreferenzialità e al tempo stesso sottratti a qualunque forma di discrezionalità del valutatore.
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di Elisabetta Addis
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11 novembre 2011 |
La lettera di intenti che l’Italia ha mandato all’Europa contiene una
misura che equivale a una espansione monetaria localizzata in Italia,
monetaria che opera attraverso il canale del credito, pur nel rispetto
dell’ortodossia anti-inflazionistica della banca Centrale Europea. E
farà crescere, in Italia, prezzi, occupazione e reddito. Bene, perché ne
abbiamo un gran bisogno.
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di Alessandro Santoro
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22 luglio 2011 |
La manovra realizzata con il decreto legge 98 è quantitativamente coerente con il quadro stilato nel DEF, Documento di Economia e Finanza, di pochi mesi fa, ma ha una composizione i cui effetti sono socialmente iniqui e potenzialmente negativi per la crescita economica. In questo contesto, il tema della tassazione patrimoniale torna come una possibile alternativa.
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di Chiara Rapallini
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07 maggio 2010 |
Le recenti vicende legate al c.d. Patto di Stabilità Interno dei Comuni
sono la chiara dimostrazione che in Italia il centro destra “sbandiera”
il federalismo fiscale, mentre il centro-sinistra lo “pratica”.
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di Giuseppe Coco, Mauro Masselli, Vito Peragine
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26 febbraio 2010 |
La spesa in conto capitale pubblica è diminuita in rapporto al PIL in quasi tutti i paesi sviluppati dal 1970 al 1990 per poi tornare a crescere sebbene in misura marginale.
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di Edoardo Reviglio
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10 settembre 2009 |
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La crisi finanziaria avrà importanti conseguenze sulla finanza pubblica della maggior parte dei paesi del mondo. Lo sostiene il Fondo Monetario Internazionale in un recente Rapporto "Fiscal Implications of the Global Economic and Financial Crisis" (Giugno, 2009). Le previsioni di breve, medio e lungo periodo, compongono un quadro su cui è necessario incominciare a riflettere fin da subito.
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di Guido Rivosecchi
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12 giugno 2009 |
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L’armonizzazione dei sistemi di contabilità tra i diversi livelli di governo costituisce la necessaria premessa per garantire trasparenza dei processi decisionali, efficacia nel sistema dei controlli e coordinamento delle finanze pubbliche. Il disegno di legge approvato dalla Commissione bilancio del Senato persegue questi rilevanti obbiettivi, anche in vista dell’attuazione del federalismo fiscale, ma in un’ottica che, dietro l’apparenza, rischia ancora una volta di essere penalizzante per il sistema delle autonomie territoriali.
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di Marco Leonardi
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04 dicembre 2008 |
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A Tremonti e Berlusconi bisogna riconoscere una qualità, sanno vendere bene quello che fanno, anche quando fanno decisamente male. Una breve ricognizione delle misure prese in questi sette mesi dall’avvento del quarto governo Berlusconi ci svela il perché. Dopo 10 giorni dalla vittoria elettorale il governo approva due misure chiave: l’abolizione dell’ICI e la detassazione degli straordinari. Entrambe si sono rivelate assai inopportune.
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di Marco Camilletti, Luca Cappellani
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19 giugno 2008 |
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Il debito pubblico italiano è risultato nel 2007 pari al 104 per cento del Pil. Nonostante la riduzione rispetto al 2006 (106,5 per cento), il suo livello è il più elevato d’Europa, con un differenziale di quasi 40 punti percentuali rispetto alla media dell’Area euro. La dimensione del debito risente delle scelte del passato quando il finanziamento del bilancio in disavanzo lo aveva portato, nel 1994, a superare il 120 per cento del Pil. Da allora, diversi fattori(1) consentono al debito di avviarsi su un sentiero di riduzione che, pur con qualche interruzione, è proseguito fino ai nostri giorni.
* Articolo pubblicato anche su www.cer-online.it
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