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di Arduino D'Anna, Andrea Pezzoli
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02 marzo 2012 |
1. Nel 1996, nelle prime versioni del progetto di riforma che
circolavano quando ancora Ministro dei Trasporti era il Gianni Caravale
(anch’egli parte di un esecutivo “tecnico”), si ipotizzava
coraggiosamente una riforma del trasporto pubblico locale in tre fasi:
in primo luogo la definizione dei confini del servizio pubblico; poi,
limitatamente alle direttici potenzialmente più redditizie,
l’individuazione degli spazi per la concorrenza nel mercato tra più
operatori; infine, per i servizi che non potevano che essere affidati in
esclusiva, l’obbligo di gara.
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di Maria De Benedetto
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24 febbraio 2012 |
Il legislatore sembra ormai orientarsi – anche per le liberalizzazioni -
alla pratica del repetita iuvant, tornando più volte con le medesime
formulazioni sulle medesime questioni.
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di Concetta Brescia Morra
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10 febbraio 2012 |
Nel decreto “Cresci Italia” del Governo Monti ci sono alcune norme sul settore bancario e assicurativo. Non si tratta di liberalizzazioni in senso stretto, perché per questi settori ci ha già pensato l’Europa venti anni fa. Le nuove regole intervengono su un altro problema dibattuto da molto tempo: come migliorare la concorrenza fra gli intermediari su prezzi e condizioni contrattuali. L’obiettivo è pienamente condivisibile; le soluzioni individuate, in qualche caso, suscitano perplessità. Non bisogna intervenire sui prezzi ma occorre invece favorire una maggiore comparabilità tra le offerte dei diversi intermediari e facilitare l’uscita del cliente dai contratti ritenuti non più convenienti.
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di Lorenzo Sacconi
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03 febbraio 2012 |
Nella lettura delle liberalizzazioni promosse dal governo mi pare ci sia
troppo ottimismo sul significato di principio dei provvedimenti, e
anche quando si fanno critiche sui provvedimenti particolari non lo si
faccia abbastanza o per le giuste ragioni. Certo si può dare una
valutazione tecnica dal punto di vista del singolo criterio della
promozione della concorrenza e del mercato (come ha fatto in modo
puntuale Michele Grillo, dalla lettura del quale questo commento è
suscitato), ma mi domando se questo debba essere l’unico criterio per
valutare queste decisioni.
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di Nicoletta Rangone
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03 febbraio 2012 |
Le riforme del 2011-2012 mantengono in capo agli Ordini le funzioni tipicamente amministrative volte a dare certezza sull’esistenza e le eventuali vicende degli atti di abilitazione, e quelle di auto-regolazione ad esclusiva tutela dell’integrità della professione, della qualità delle prestazioni e del rispetto delle norme. A questa esigenza danno risposta la creazione di organismi di vigilanza, il radicale contenimento del potere tariffario, l’ampliamento dell’autonomia organizzativa (funzioni, queste ultime, tradizionalmente affidate all’auto-regolazione).
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di Giuseppe Coco
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27 gennaio 2012 |
Venerdì ha visto la luce il cd Decreto Liberalizzazioni. Vale la pena di
sottolineare al di là dei giudizi sulle singole norme che, per ampiezza
dell’impianto e, in molti settori, profondità dell’intervento, si
tratta di un provvedimento perlomeno atipico nella recente storia
italiana.
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di Michele Grillo
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27 gennaio 2012 |
Il decreto “cresci Italia” suscita commenti ambivalenti. Si confronta
con alcune questioni fondamentali del funzionamento del meccanismo di
mercato nel sistema economico italiano. E’ apprezzabile la portata ad
ampio spettro, con il simultaneo coinvolgimento di diversi settori e
categorie che può aiutare a raggiungere il necessario consenso.
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di Lapo Berti
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21 dicembre 2011 |
In tempi di crisi economica e finanziaria l’intervento antitrust tende a
perdere autonomia nei confronti di altre politiche che tentano di
fornire sostegno alle imprese in difficoltà. Le preoccupazioni per la
stabilità dell’economia inducono i governi, esposti anche alla pressione
delle stesse imprese, a intervenire con aiuti di stato o anche
sollecitando un trattamento più benevolo dei cartelli e delle
concentrazioni.
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di Michele Grillo
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21 dicembre 2011 |
A seguire la metafora suggerita dal titolo del saggio di Lapo Berti e
Andrea Pezzoli1, con la nomina a Presidente dell’AGCM di Giovanni
Pitruzzella, che fa seguito all’incarico di governo di Antonio
Catricalà, l’Autorità italiana della concorrenza entrerebbe in una sua
quinta “stagione”. Poiché il ciclo annuale non ne ammette che quattro - e
certamente non si tratterà di ricominciare daccapo, visto il rilievo
che ha assunto l’Autorità tra le istituzioni del Paese – non è scontato
cosa potrà caratterizzare questa quinta stagione.
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di Federico Ghezzi
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21 dicembre 2011 |
L’Autorità garante della concorrenza (AG) a partire dalla metà del 2006
ha visto rafforzati i propri poteri decisionali. Oltre agli ordinari
poteri sanzionatori, che prevedono una diffida e la possibilità di
applicare una sanzione commisurata a gravità e durata delle condotte
restrittive della concorrenza, l’AG può ora applicare misure cautelari e
decisioni con impegni.
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di Alessandra Tonazzi, Andrea Pezzoli
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21 dicembre 2011 |
Concorrenza e giustizia sociale. Può la concorrenza “incrociare” le richieste di equita’ provenienti
dalle manifestazioni contro l’inadeguatezza a fronteggiare la crisi
economica dei governi nazionali e sovranazionali? Ovviamente alle
proteste per le responsabilità del sistema finanziario, per l’iniqua
distribuzione del peso della crisi a danno delle categorie più deboli e
per l’assenza di futuro legata all’assenza di crescita economica non si
può rispondere soltanto con misure a favore della concorrenza. C’è
sicuramente bisogno di molto altro.
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di Strachey
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09 settembre 2011 |
Nei confusi tentativi del governo di dar corpo a un credibile programma
di risanamento, come noto, le misure per favorire la crescita latitano.
Nella manovra di ferragosto, però, è possibile rintracciare alcune
disposizioni a favore della libertà di iniziativa e l’ennesimo tentativo
(stavolta post referendario) di liberalizzare i servizi locali.
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