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di Massimo Labra, Maurizio Casiraghi
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02 luglio 2010 |
L’acqua che beviamo è davvero buona? Chi la controlla e che
caratteristiche ha l’acqua che fuoriesce dai nostri rubinetti? L’Italia è
un Paese ricco di risorse idriche, nonostante questo gli italiani sono
tra i maggiori consumatori al mondo di acque in bottiglia.
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di Emilio Padoa-Schioppa
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02 luglio 2010 |
La crisi ambientale è percepita da cittadini e istituzioni come uno
degli aspetti più preoccupanti dell’epoca attuale. Molto spesso però,
pur riconoscendo la necessità di operare e intraprendere azioni per
tutelare l’ambiente, si individuano altre priorità, affermando che il
costo per la tutela dell’ambiente è al di fuori delle possibilità delle
economie.
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di Leonardo Becchetti, Marco Costantino
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02 luglio 2010 |
Nell’aprile 2007, Sainsbury diventa la prima catena di supermercati
britannica a proporre nei propri banchi-frutta, banane (biologiche e
non) esclusivamente provenienti dal circuito del commercio equo e
solidale.
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di Lorenza Paoloni
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25 giugno 2010 |
La crisi globale economica e finanziaria, alimentare ed energetica, ambientale e climatica che ha riguardato pesantemente, come è ormai acclarato, anche il mondo dell’agricoltura, e che è giunta ad attribuire alle derrate alimentari il valore di una commodity, ha incrinato fortemente il sistema della food security mondiale, determinando incertezze e distorsioni non solo nei paesi del terzo mondo ma anche in quelli industrializzati.
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di Franco Osculati
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30 aprile 2010 |
Secondo la terminologia degli economisti, l’acqua nel bicchiere che
abbiamo davanti al piatto è un bene privato (rivale ed escludibile).
Secondo la “Legge Galli” (36/1994) “Tutte le acque superficiali e
sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche.
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di Annalisa D'Orazio, Clara Poletti
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23 aprile 2010 |
Le politiche su clima ed energia sono trainate dall’Unione Europea. La
dipendenza da politiche sovra-nazionali è tuttavia il segnale di un
limite fondamentale della politica italiana su queste tematiche.
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di Alessandro Noce
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16 aprile 2010 |
L’indagine settoriale sullo stato della concorrenza nel settore
dell’energia conclusa dalla Commissione Europea ad inizio 2007 ha
disegnato una situazione di mercati europei dell’energia elettrica e del
gas ancora fortemente segmentati su base nazionale, con ostacoli agli
scambi transfrontalieri.
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di Marta D’Auria
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11 febbraio 2010 |
La quindicesima Conference of the Parties (COP15), organo che raccoglie i paesi sottoscrittori della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici, si è conclusa. Degli ambiziosi obiettivi con cui si era aperta non è rimasto molto. Il Copenhagen Accord è un compromesso senza vincoli di riduzione e tempi per realizzarli. Nel 2010 si terrà la COP16, ma tra sei mesi i leaders si rincontreranno. Intanto, l’Europa continua a sostenere l’emissions trading.
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di Maurizia De Bellis
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01 febbraio 2010 |
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A fronte dell’assenza di impegni vincolanti per il taglio delle emissioni nell’accordo di Copenhagen, gli sforzi volti a contenere il riscaldamento climatico si stanno concentrando su di una strategia diversa: come assicurare finanziamenti adeguati ai Paesi in via di sviluppo per i progetti di risparmio energetico.
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di Gionata Picchio, Antonio Sileo
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12 gennaio 2010 |
Il passaggio del servizio di distribuzione gas al sistema delle gare pareva ormai vicino che già compare l'ombra di un nuovo rinvio. Dietro (e oltre) le diverse posizioni dei numerosi attori coinvolti nel disegno di razionalizzazione del settore si cela un problema di fondo rimasto irrisolto dai tempi del Dlgs 164/00. E' il conflitto tra lo Stato riformatore e gli Enti Locali, a cui la riforma del servizio piace finché non ne tocca le prerogative. E’ un nodo che non può essere eluso perché rischia di ricadere sui cittadini-consumatori.
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di Marta D’Auria
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17 dicembre 2009 |
Il 7 dicembre 2009, a Copenaghen, si è aperta la Conferenza mondiale sul clima. In essa viene deciso il futuro del Protocollo di Kyoto. Gli Stati industrializzati e quelli in via di sviluppo dovranno trovare un accordo per realizzare, entro tempi definiti, la riduzione delle emissioni globali di gas a effetto serra. Le posizioni dei diversi paesi sono profondamente distanti, ma la Conferenza è un’occasione importante anche per la definizione di una global governance ambientale in un settore – l’inquinamento atmosferico – che, ancor più di altri, non conosce confini.
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di Maurizio Franzini
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08 luglio 2009 |
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Al G8 di L’Aquila, Obama presiederà il meeting sulle politiche contro le emissioni di gas serra. Si tratta di un’importante tappa di avvicinamento a Copenhagen dove, a dicembre, sotto l’egida dell’ONU, si deciderà cosa fare dopo il 2012, quando scadrà l’accordo di Kyoto. L’opinione largamente condivisa è che in assenza di interventi efficaci, le emissioni di gas serra produrranno, entro la fine di questo secolo, innalzamenti delle temperature medie gravidi di drammatiche conseguenze. Questa scadenza ha spinto molti paesi a definire le proprie politiche.
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