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SALARI E PRODUTTIVITÀ: UNA RELAZIONE COMPLESSA E-mail
di Sebastiano Fadda
02 marzo 2012
produttivitaDesta meraviglia il tono, non si capisce bene se di sorpresa o di disappunto, con il quale nei giornali e nelle dichiarazioni di taluni politici si accompagna in questi giorni la notizia del basso livello delle retribuzioni italiane al confronto con gli altri paesi europei.
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FLEXICURITY, GIOVANI E DINTORNI E-mail
di Luciano Forlani
24 febbraio 2012
flexicurityLa scala di priorità dei lavoratori dipende dal loro potere contrattuale e dal sistema delle tutele concretamente operante nelle transizioni. Cambia  in relazione alle condizioni personali, familiari e a quelle del mercato del lavoro.
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RIGIDO, FLESSIBILE O “LIQUIDO”? IL MERCATO DEL LAVORO E IL RISCHIO DI RIFORME INUTILI E-mail
di Maurizio Franzini, Michele Raitano
24 febbraio 2012
lavoroNelle scorse settimane, precisando il suo pensiero sulla monotonia del posto di lavoro fisso, che tante polemiche aveva suscitato, il presidente Monti ha affermato che i giovani devono abituarsi a cambiare spesso il tipo e il luogo del loro lavoro, accettando anche di varcare i confini nazionali.
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IL LUNGO INVERNO DEL LAVORO E-mail
di Simona Costagli
24 febbraio 2012
lavoroI dati pubblicati di recente dall’International Labor Office sull’andamento del mercato del lavoro a livello mondiale gettano ancora ombre lunghe sulla possibilità di una ripresa nel breve periodo.
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VERSO UNA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI* E-mail
di Luciano Forlani
17 febbraio 2012
riforma ammortizzatori socialiLa proposta cerca di perseguire una pluralità di obiettivi operando sul lato entrate, su quello delle prestazioni e sulla gestione complessiva delle politiche del lavoro in un quadro di risorse limitate. 
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PER UN RAGIONEVOLE, E FORSE PARADOSSALE, COMPROMESSO SULL’ART. 18: RIFORMARLO SENZA CAMBIARLO* E-mail
di Bruno Caruso
17 febbraio 2012
art 18L’art. 18 non è solo un tabù nella cultura giuslavoristica italiana, ma anche un punto di riferimento del senso comune popolare di questo paese; contribuisce al  suo immaginario collettivo. Nessuna norma è così nota e immediatamente percepita nel suo significato profondo da chi non è un addetto ai lavori.
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MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO E-mail
di Marcello Pedrazzoli
17 febbraio 2012
mercato lavoroDopo riflessioni, integrazioni e aggiustamenti vari (che hanno trovato apporti e stimoli, fra l’altro, in interventi succedutesi su questo giornale: Roberto Romei il 13 gennaio, Francesco Liso il 27 gennaio,  Marco Leonardi e Massimo Pallini, nonché Sebastiano Fadda, il 10 febbraio), propongo  alcune innovazioni nelle discipline del mercato del lavoro  che conferiscono  veste più organica a un mio precedente intervento del 9 dicembre 2011 (nel quale abbozzavo modifiche nella sola materia dei licenziamenti, presentandole in un modo anche troppo eccentrico).
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RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO: NON C’È SOLO L’ART. 18 E-mail
di Marco Leonardi, Massimo Pallini
10 febbraio 2012
mercato lavoroIl Ministro Fornero ha sostanzialmente disvelato la proposta del Governo al tavolo per la riforma del mercato del lavoro italiano: mirare a comprimere la precarietà abrogando alcune tipologie contrattuali cui l’azienda può far ricorso, la c.d. “flessibilità in entrata”, e al contempo rendere più oneroso l’utilizzo dei restanti rapporti di lavoro “atipici” rispetto a quello “standard”, il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
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CONTRATTO UNICO E ARTICOLO 18: DA “PAROLE MAGICHE” A TEMI DI RIFLESSIONE E-mail
di Sebastiano Fadda
10 febbraio 2012
contratto unicoRegolare il mercato del lavoro significa predisporre un sistema di “payoffs” che incentivi gli agenti razionali (datori di lavoro e lavoratori) a compiere scelte conformi agli obiettivi  stabiliti. Parimenti, le regole devono essere congegnate in maniera tale da impedirne l’abuso (mentre a volte sembrano addirittura pensate per favorirlo).
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ARTICOLO 18: UN TABÙ? E-mail
di Francesco Liso
27 gennaio 2012
art 18Ne scrivo non perché riconosca che si tratti di un tema cruciale nell’agenda della politica legislativa (le cose importanti, lo sanno tutti, sono ben altre), ma perché su quel tema si assiste impotenti all’innalzamento di barricate che nessuno spazio lasciano alla riflessione, da un lato (quando si afferma che, se si vuole discutere dell’articolo 18, non ci si siede neanche al tavolo) e dall’altro (quando avventatamente si afferma che l’articolo 18 rende impossibile il licenziamento per motivi economici e quando si dà per certo che avrebbe un effetto depressivo dei livelli occupazionali).
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LICENZIAMENTO, PRECARIETÀ, MERCATO DEL LAVORO E-mail
di Roberto Romei
13 gennaio 2012
riforma mercato lavoroHa davvero ragione chi si oppone ad una riforma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, o le priorità sono altre, come la lotta al precariato?
Prima di rispondere sulla base di pregiudizi ideologici nell’uno e nell’altro senso, come troppo spesso accade, potrebbero risultare utili alcune considerazioni tratte dall’ esperienza empirica, senza alcuna pretesa di completezza, in assenza di dati statistici sul numero dei procedimenti per licenziamento, sulla loro durata, sugli esiti ecc.
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LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO PER LA CRESCITA ECONOMICA E LA COESIONE SOCIALE E-mail
di Sebastiano Fadda
13 gennaio 2012
riforma mercato lavoroNonostante qualche indizio contrario, vogliamo sperare che la predisposizione delle misure della cosiddetta “fase due” per il superamento della crisi riceva  maggior attenzione e maggior ponderazione di quanto ne abbia ricevuto la predisposizione delle misure della fase uno.
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