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GIOVANI E POLITICHE ATTIVE: QUATTRO PROPOSTE E-mail
di Luciano Forlani
20 aprile 2012
politiche attive giovaniC’è una domanda di misure per i giovani che fatica a prendere forma. La riforma del mercato del lavoro nella sua formulazione letteraria insiste su altre questioni trascurando il tema delle politiche attive. fb

 
IN DIFESA DELLA RIFORMA E-mail
di Marco Leonardi
20 aprile 2012
riforma lavoroLa riforma del mercato del lavoro approntata dal governo Monti è una buona riforma che non merita di essere smontata pezzo per pezzo in Parlamento fino ad essere ridotta ad una “riformetta”. fb

 
IL MONDO È CAMBIATO, MA NON PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI – PARTE I E-mail
di Stefano Sacchi
20 aprile 2012
ammortizzatori socialiNelle passate settimane, il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro si è prevalentemente concentrato sugli aspetti relativi ai contratti e alla legislazione a protezione dell’impiego, mentre gli interventi in materia di ammortizzatori sociali sono passati un po’ in secondo piano, forse perché meno divisivi.
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UNA CURA SHOCK PER SALVARE L’EUROPA. L’OPPORTUNITÀ OFFERTA DAL DIBATTITO SULL’ARTICOLO 18 E-mail
di Daniele Fano
06 aprile 2012
art 18L’Europa meridionale si avvia ad un 2012 di grave recessione: - 7,1% la Grecia,  - 4,2% il Portogallo, -1,6% l’Italia -1,4% la Spagna, secondo il “consensus”  dell’Economist. . Non c’è da sorprendersi se è ripreso il nervosismo dei mercati riguardo all’Euro e siano di nuovo all’ordine del giorno febbrili incontri per valutare l’adeguatezza di azioni di salvataggio.
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POLITICHE ATTIVE E SERVIZI DEL LAVORO: UN PASSAGGIO CHIAVE DELLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO E-mail
di Luciano Forlani
06 aprile 2012
servizi lavoroNegli ultimi mesi i commentatori si sono quasi sempre soffermati su tre parti della riforma del mercato del lavoro:  la flessibilità in ingresso (alias  tipologie contrattuali), la regolazione dei licenziamenti (alias articolo 18) e l’assetto evolutivo delle tutele economiche in caso di disoccupazione o riduzione dell’orario di lavoro. Senza nulla togliere a questi temi che costituiscono, a seconda delle sensibilità, dei punti chiave della regolazione del mercato del lavoro le politiche attive del lavoro e la  governance del sistema restano un passaggio decisivo dell’agenda riformatrice.
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L’ACCELERAZIONE DELLA CRISI: IL LAVORO INUTILIZZATO RAGGIUNGE I LIVELLI MASSIMI E-mail
di Mario Menegatti
06 aprile 2012
crisi lavoroL’andamento recente di molti indicatori macroeconomici di varia natura suggerisce che  la crisi, iniziata nell’economia italiana nel 2009, stia sperimentando negli ultimi mesi una nuova fase di accelerazione. Il peggioramento, che riguarda certamente la produzione, come evidenziato, fra l’altro, dal calo del Pil nell’ultimo trimestre del 2011, colpisce inevitabilmente anche il mercato del lavoro.
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LA SCELTA DEL GOVERNO SULL'ARTICOLO 18 E-mail
di Francesco Liso
30 marzo 2012
art 18Si può convenire sul fatto che sia opportuno un intervento sulla flessibilità in uscita, inteso come contributo – seppure marginale – alla disincentivazione della precarietà dei rapporti di lavoro. Tuttavia, l’ intervento proposto dal Governo su questo versante è connotato da una rudezza che non farebbe fare passi avanti al Paese.
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OSSERVAZIONI CRITICHE SULLA RIFORMA FORNERO E-mail
di Luisa Corazza
30 marzo 2012
critiche riforma lavoroA fronte di una certa operazione di immagine, la riforma presentata dal Ministro del lavoro non pare adeguata a perseguire l’obiettivo dichiarato, ovvero disegnare le condizioni per un mercato del lavoro dinamico e inclusivo, che contribuisca alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità.
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UNA PROPOSTA DI RIFORMA ALLA TEDESCA E-mail
di Marco Leonardi, Massimo Pallini
30 marzo 2012
riforma alla tedescaLa riforma del mercato del lavoro va difesa nel suo impianto complessivo perché ci allinea ad una regolamentazione del mercato del lavoro di tipo europeo. Eppure va necessariamente introdotta qualche modifica importante alla disciplina proposta in materia di licenziamento individuale.
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LA STRANA ECONOMIA DELL'ARTICOLO 18 E-mail
di Roberto Tamborini
30 marzo 2012
economia art 18Se davvero la riforma governativa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori produrrà più posti di lavoro, più investimenti e più crescita, si potrà rievocare la storica frase con cui Winston Churchill celebrò gli eroici piloti della RAF dopo la battaglia aerea del 1939: "Mai nella storia così  tanti dovettero così tanto a così pochi". Nel Merito vuole offrire ai lettori strumenti di riflessione economica per "non addetti ai lavori", ed è quello che proviamo a fare su questa materia così importante, e scottante.
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ANCORA SU EQUITÀ (ED EFFICIENZA) NELLA RIFORMA DELL’ART.18 E-mail
di Lorenzo Sacconi
21 marzo 2012
equitaIn un intervento precedente sul concetto di equità, parlando della sua applicazione al caso dei licenziamenti individuali, esprimevo l’opinione secondo cui esiste una ragione di equità economica a favore della richiesta del “giustificato motivo” per i licenziamenti “meramente economici”.
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UNA PROPOSTA DI SNELLIMENTO E CERTEZZA DEI GIUDIZI EX ART. 18 E-mail
di Calogero Massimo Cammalleri
21 marzo 2012
snellimento e certezza ex art 18Chi mette in discussione la reintegrazione non affronta il problema del suo ruolo a tutela persona, piuttosto che della sua occupazione. Prospettiva che invece merita qualche riflessione. Chiunque capisce che un'indennità non vale mai il posto di lavoro: non tanto quando esso è perduto (il vero scopo dell'art. 18 non è infatti quello) ma quando si lavora (specie se in spregio alle norme di sicurezza).
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