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IL COLLOCAMENTO DEI SOGGETTI SVANTAGGIATI, QUALI SOLUZIONI E-mail
di Francesco Giubileo, Marco Leonardi
23 novembre 2012
collocamento soggetti svantaggiatiComunque la si voglia pensare sui meriti della riforma Fornero, bisogna riconoscere che il quarto pilastro della riforma –che è quello che riguarda le politiche attive - è ancora tutto da scrivere. Se la riforma avrà successo e porterà più flessibilità nel mercato del lavoro, in ogni caso bisognerà ancora vedere come funzioneranno i servizi all’impiego per la ricollocazione dei disoccupati.
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LA FATA DELLA PRODUTTIVITÀ E-mail
di Luisa Corazza
23 novembre 2012
produttivitaL’Accordo sulla produttività siglato ieri a Palazzo Chigi si pone in linea di continuità con un processo evolutivo da tempo intrapreso dalle relazioni industriali italiane. Eppure, è un accordo nuovo, che ha suscitato per questo entusiasmi e aspre critiche, fino a condurre alla – ormai quasi consueta - mancata firma di CIGL.
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IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE: UNA CONDIZIONE PER LA CRESCITA INCLUSIVA E-mail
di Elena Granaglia
23 novembre 2012
ccnlLa trattativa in atto in questi giorni sulla contrattazione di secondo livello e sulla detassazione del salario di produttività investe la natura della crescita da attivare nel nostro paese. E, ancora una volta, lo scontro rischia di apparire fra chi, come i difensori della centralità del contratto collettivo nazionale, si attacca caparbiamente ai vecchi retaggi del passato, incurante delle necessità di flessibilità, di risposte su misura, di differenziazione delle remunerazioni che l’accresciuta concorrenza globale e le innovazioni tecnologiche richiederebbero e chi, come i difensori di una poderosa estensione della contrattazione di secondo livello, è disposto ad affrontare con coraggio le nuove esigenze.
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MEZZOGIORNO E CRISI. GLI EFFETTI DELLA CRISI SUI DIFFERENZIALI REGIONALI DI DISOCCUPAZIONE E-mail
di Chiara Mussida, Francesco Pastore
16 novembre 2012
mezzogiornoPremessa Pochi osservatori si sono soffermati a riflettere sugli effetti della crisi sui differenziali geografici di disoccupazione. La crisi non ha effetti uguali sui mercati del lavoro delle diverse aree del paese. Quali sono le aree più colpite? La crisi aumenta oppure riduce i divari già profondissimi fra il Mezzogiorno ed il resto del paese? In un articolo da poco pubblicato, suggeriamo che la crisi ha aumentato i divari regionali. In genere le crisi hanno effetti asimmetrici da un punto di vista geografico. Esse provocano importanti ristrutturazioni industriali le quali colpiscono di più le regioni dove più forte è la localizzazione delle industrie colpite.
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FORMAZIONE AI VECCHI E LAVORO AI GIOVANI E-mail
di Francesco Giubileo
07 settembre 2012
formazione lavoroIn questi giorni di forte dibattito sulla riforma del mercato del lavoro, l’attenzione (forse troppa) è collegata esclusivamente alla revisione dell’Articolo 18, relegando le politiche attive e la ricollocazione in secondo piano. Eppure, se quest’ultime non verranno riscritte, il rischio di disoccupazione di lungo periodo, per alcuni lavoratori Over 50, può diventare veramente serio.
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LA RIFORMA “FORNERO-MONTI” E IL NUOVO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO E-mail
di Andrea Serra
28 giugno 2012
riforma lavoroLa riforma “Fornero Monti” introduce l’ipotesi di un termine finale “acausale” non menzionata dal legislatore originario del decreto n. 368/2001, né dai successivi interventi di modifica.
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LA RIFORMA ACCIDENTATA E-mail
di Marco Leonardi
22 giugno 2012
riforma lavoroLa riforma del mercato del lavoro approntata dal governo Monti non cessa di suscitare critiche da parte di sindacati, Confindustria e anche alcuni osservatori tecnici. La riforma non è ancora interamente approvata: se lo sarà in fretta e con un minimo di emendamenti possibili, lo dovrà solo all’esplicita richiesta di Monti di arrivare all’ consiglio europeo di fine giugno con la riforma approvata.
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SUL LICENZIAMENTO DEI PUBBLICI IMPIEGATI: ALCUNE (SGRADITE) VERITÀ E UNA (MEZZA) PROPOSTA E-mail
di Bruno Caruso
08 giugno 2012
impiego pubblico carusoLa saga della regolazione dell’istituto del licenziamento in Italia non ha pace: sembrava che la faticosa mediazione sulla riforma dell’ art. 18 fosse giunta al termine, con l’approvazione al Senato del DDL n. 3249-A – ove, in modifica dell’articolo 18, è inserita una  norma complessa e di difficile lettura - che riesplode la polemica, anche fra  i ministri, sulla estensione ai pubblici dipendenti  di tali disposizioni.
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RIFORMA DELLE PROFESSIONI E UNIVERSITÀ E-mail
di Davide Festi, Maria Malatesta
30 maggio 2012
pensioni universitaDal 2006, quando fu emanato il decreto Bersani, è iniziato un processo di riforma delle professioni intellettuali non più dettato come in passato da esigenze di carattere politico-istituzionale, ma da ragioni eminentemente economiche. La normativa emanata nel 2011 e 2012 ha sviluppato  ulteriormente  questa tendenza, intervenendo  su alcuni punti ritenuti decisivi per la liberalizzazione dell’attività professionale e il migliore funzionamento del mercato.
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CRESCITA ECONOMICA E RIFORMA DEL LAVORO* E-mail
di Luca Nogler
11 maggio 2012
screscita economicaLa riforma del mercato del lavoro deve essere valutata in funzione dell’ambizioso obiettivo che dichiara di perseguire e cioè di contribuire alla crescita economica. Accostare la crescita economica al diritto del lavoro è per molti versi, almeno in Italia, una novità. Basti considerare che sopravvive ancora oggi presso alcuni una forma mentis, tutta ideologica, per cui la libertà d’iniziativa economica sarebbe uno degli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana.
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IL MONDO È CAMBIATO, MA NON PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI – PARTE II E-mail
di Stefano Sacchi
27 aprile 2012
ammortizzatori socialiIn un precedente articolo abbiamo considerato nel dettaglio il progetto di legge Fornero sulla riforma del mercato del lavoro dal punto di vista degli interventi in materia di ammortizzatori sociali. Quale valutazione darne? Il giudizio dipende dalla prospettiva di analisi adottata.
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NON È UNA RIFORMA PER AUMENTARE L’OCCUPAZIONE, MA PER RIDURRE LA PRECARIETÀ E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Micaela Vitaletti
27 aprile 2012
occupazioneUna parte consistente del dibattito sulla riforma del mercato del lavoro ha prestato attenzione prevalente al nuovo testo dell’art. 18, trascurando di valutare complessivamente i 72 articoli che compongono il disegno di legge. Valutata nel suo insieme, la riforma può essere considerata un compromesso accettabile, non tanto per i suoi effetti sulla crescita dell’occupazione, ma per ridurre la precarietà. E’ però necessario introdurre misure capaci di rendere maggiormente cogenti le norme sulle tipologie contrattuali atipiche e di limitare la discrezionalità concessa al giudice.
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