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La denuncia della CGIL alla Commissione Europea contro la riforma sul contratto a termine E-mail
di Mariapaola Aimo
10 settembre 2014

Nei primi giorni di agosto la Cgil ha inviato a Bruxelles, alla Segretaria generale della Commissione Europea, un'articolata denuncia lamentando la violazione da parte dell'Italia degli obblighi derivanti dal diritto europeo a causa dell'approvazione delle nuove regole in materia di contratto a termine contenute nel d.l. n. 34/2014, convertito con modifiche nella l. n. 78/2014.

Gli argomenti a sostegno della denuncia di certo non mancano e si aggiungono a quelli indicati in altri ricorsi già presentati alla Commissione di Bruxelles in relazione allo stesso provvedimento legislativo, come quella avanzata dall'Associazione nazionale giuristi democratici nel mese di aprile, quando ancora era in corso la conversione in legge del decreto del ministro Poletti.

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Quali patti di servizio? E-mail
di Daniele Fano
28 luglio 2014
l patti di servizio, introdotti dalla normativa a partire dalla metà degli anni ’90 e via via sviluppati a livello nazionale e regionale, rappresentano uno strumento utilizzato dai servizi  per l'impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto personale scelto, sia esso un sostegno all'inserimento lavorativo ovvero alla partecipazione ad un percorso formativo.
Così, per esempio, la Regione Lombardia ha avviato da alcuni anni patti sotto la forma della dote. Molte regioni, per esempio la Regione Lazio, stanno sperimentando o si apprestano a sperimentare contratti di ricollocazione dei beneficiari degli ammortizzatori sociali o di collocazione di giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro, avvalendosi di soggetti terzi, sulla base dei fondi stanziati dalla legge di stabilità 2014 per le politiche attive (15 milioni) e nell’ambito del programma Garanzia Giovani. 


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Emergenza “Jobless generation” E-mail
di Luisa Corazza
23 giugno 2014

Mentre la disoccupazione in Italia rasenta il 13% (12,7%), quella giovanile supera il 40% (41,6%), collocando il nostro paese tra i fanali di coda in Europa con riferimento alla presenza  dei giovani nel mercato del lavoro: il lavoro dei giovani è una vera e propria emergenza finalmente al centro delle notizie di stampa e dei programmi della politica.

Per chiarire la gravità della situazione attuale, è necessario operare un’inversione logica e partire, invece che dalle cause della disoccupazione giovanile, dai suoi effetti, per poi tornare a discutere delle cause e valutare, infine, se le misure oggi in campo risultino adeguate.

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Agenzia federale per il lavoro, quali ostacoli E-mail
di Francesco Giubileo
09 giugno 2014
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Tra i diversi temi avanzati dal governo Renzi nel Jobs Act è presente l’idea di istituire una  Agenzia federale del lavoro che coordini e indirizzi i centri per l'impiego, la formazione e l'erogazione degli ammortizzatori sociali. In altre parole, significa costituire una struttura analoga a quella  presente in Germania che abbia al suo interno i principi di One stop shop del sistema anglosassone, tale obbiettivo seppur lodevole presenta ostacoli non indifferenti.

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La causa mista dell’apprendistato: più formazione o occupazione? E-mail
di Sandra D’Agostino
09 giugno 2014
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Tra i primi provvedimenti approvati dal nuovo Governo, il decreto-legge n. 34/2014 intende affrontare il problema della disoccupazione giovanile riformando il contratto di apprendistato e quello a tempo determinato. Per l’apprendistato si tratta dell’ennesima revisione del dispositivo: tre riforme più ampie intervenute negli ultimi quindici anni (legge 196/ 1997, decreto legislativo 276/2003, Testo Unico sull’Apprendistato) e una pluralità di interventi normativi di portata più limitata. Un dibattito che appare incessante, alla ricerca della configurazione più adeguata dello strumento perché esplichi anche in Italia – come in tanti altri Paesi - i suoi effetti benefici nel contrasto alla disoccupazione giovanile.

I risultati del dispositivo sul fronte occupazionale sono visibili dai dati riportati nella nota sull’andamento delle CO nel IV trimestre 2013, recentemente pubblicata dal Ministero del lavoro. 

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L’esclusione in “crisi” nel Mezzogiorno E-mail
di Enrica D’Urzo, Francesco Pastore
19 maggio 2014
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Lo scopo di quest’articolo è analizzare le condizioni di disagio in cui versano i giovani del Mezzogiorno ed, in particolare, della Campania. Nel Mezzogiorno, la quota di disoccupati e di inattivi supera di gran lunga le medie nazionali e rappresenta una emergenza economica e sociale, non paragonabile in alcun modo alla situazione del resto della penisola.
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Nel cantiere del contratto di inserimento: il “contratto ad affidamento crescente” E-mail
di Bruno Caruso
12 maggio 2014
working_people_50x70.jpgIl contratto a termine a-causale di 36 mesi, con il suo corredo di proroghe più o meno numerose (d.l. n. 34/2014 in corso di modifica e di faticosa approvazione in Parlamento), presenta dubbi contingenti in ordine alla sua reale capacità di semplificazione e riduzione del contenzioso, e dubbi prospettici di compatibilità con la regolamentazione europea. fb

 
Il piano del lavoro del Governo Renzi: un aspetto importante e un limite del Jobs Act E-mail
di Luigi Apollonio
07 aprile 2014
renzimatteo_50x70.jpgIl Piano del Lavoro del Governo Renzi si pone l'obiettivo di migliorare i livelli occupazionali e sostenere i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro attraverso un mix di politiche attive e passive. In questo articolo si presta attenzione alle politiche attive dedicate alle donne ed all'assenza di politiche passive dedicate ai giovani inoccupati. fb

 
La riforma dell’apprendistato: quali i rischi di effetti negativi (inattesi)? E-mail
di Ugo Ascoli, Emmanuele Pavolini
07 aprile 2014
young_pc.jpgIn attesa di altri provvedimenti per ora solo annunciati (fra cui ad esempio la creazione di strumenti  di welfare a copertura universale per chi è senza lavoro e senza reddito), l’attuale governo ha ritenuto di dover intervenire con celerità su questioni relative al mercato del lavoro con un decreto legge, il n° 34 del 20 marzo 2014, onde modificare la regolazione di alcune importanti forme di contratto: l’apprendistato (incidendo soprattutto su quello più praticato, ovvero quello ‘professionalizzante’) ed il contratto a tempo determinato. fb

 
Alcune considerazioni sulla garanzia universale E-mail
di Francesco Giubileo, Marco Leonardi, Francesco Pastore
24 marzo 2014
659006_20706288_50x70.jpgNella relazione del primo ministro Matteo Renzi sul Jobs Act approvata dal Consiglio dei ministri, si prevede, tra le diverse proposte, la possibilità di introdurre un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori in caso di licenziamento involontario. Al nuovo ammortizzatore sociale si dovrebbe affiancare un sistema di "attivazione" volto al ricollocamento del disoccupato oppure almeno ad un suo reinserimento sociale. fb

 
Verso un nuovo sistema di relazioni industriali? L’impatto del Testo Unico sulla rappresentanza E-mail
di Luisa Corazza
24 marzo 2014
nelmerito_50x70.jpgLa rivista www.nelMerito.com e la Fondazione Giacomo Brodolini promuovono una serie di incontri (1, 8, 14 aprile) sull’impatto del Testo unico sulla rappresentanza sindacale, per attivare un dialogo tra studiosi e protagonisti dell’accordo sui cambiamenti in atto nel sistema italiano di relazioni industriali fb

 
Il Jobs Act e la “svolta” sul lavoro del governo Renzi E-mail
di Luisa Corazza
17 marzo 2014
matteo_renzi_50x70.jpgNel pacchetto di riforme presentate dal governo Renzi le novità in materia di lavoro rispondono a tre obiettivi fondamentali: 1) semplificare l’utilizzo del lavoro, anche flessibile; 2) rimodulare il sistema di ammortizzatori sociali verso la creazione di un welfare universale; 3) razionalizzare i servizi per l’impiego mediante l’istituzione di un’Agenzia nazionale. fb

 
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