Home arrow Lavoro
L’effetto della religione sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro nel corso del tempo. E-mail
di Justina AV Fischer, Francesco Pastore
01 ottobre 2015

Molti studi empirici hanno mostrato che la religione e il modello tradizionale di divisione dei ruoli fra donne e uomini che è insito in essa influenzano in modo significativo la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Tuttavia, nessuno si è chiesto mai se tale influenza cambi nel corso del tempo, come le altre strutture sociali ed economiche. Come notava una locuzione latina ben conosciuta dal XVI secolo “Tempora mutantur, nos et mutamur in illis” - i tempi cambiano ed anche noi cambiamo con loro.  Ma l‘influenza della religione cambia anche?

 

fb

 
L’inutile dibattito sul Jobs Act E-mail
di Francesco Giubileo
14 settembre 2015
Niente anche questo mese di Agosto, ci regala commenti pro e contro il Jobs Act, la stragrande maggioranza dei quali sono inutili e perfino “dannosi”. Facciamo un elenco delle cose che non si dovrebbero fare, ma comunque si fanno.

 

Senza un vera e propria analisi empirica, il Governo (in primis il PD) si è messo tenacemente alla ricerca di dati e analisi che dimostrassero l’impatto positivo del Jobs Act (e degli incentivi previsti dalla delega fiscale) sul mercato del lavoro. Questa azione ha prodotto un commento sfrenato dei dati amministrativi INPS e le rilevazioni delle Forze lavoro Istat. Operazione palesemente sbagliata, eticamente non corretta e soprattutto rischiosa politicamente perché può ritorcersi contro. Infatti è esattamente quello che è successo.

fb

 
Active ageing: quali politiche innovative? E-mail
di Luca di Salvatore
27 luglio 2015

Se il secolo XX è stato nel mondo il secolo della grande crescita demografica, il secolo XXI sarà quello del suo forte invecchiamento.

Il fenomeno del progressivo e inarrestabile invecchiamento della popolazione si accompagna a una progressiva riduzione della popolazione giovane e di quella in età adulta, il che dovrebbe comportare una ristrutturazione progressiva della società e dell’economia che sposti strutture produttive, strutture di welfare e consumi dai giovani verso anziani e vecchi.

In Italia, l’invecchiamento della popolazione e della forza lavoro è conseguenza di due principali fattori: da un lato, l’aumento della speranza di vita (nel 2012, la speranza di vita alla nascita è giunta a 79,6 anni per gli uomini e a 84,4 anni per le donne - rispettivamente superiore di 2,1 e 1,3 anni alla media europea dello stesso anno -); dall’altro, la parallela diminuzione del tasso di natalità che ha fatto seguito al baby boom degli anni ’50 e ‘60 del secolo scorso.

fb

 
Jobs Act e controlli a distanza del lavoratori: qualche considerazione E-mail
di Francesco Liso
06 luglio 2015

Un intervento era necessario perché l’evoluzione tecnologica da tempo ci ha messo di fronte ad una situazione che certamente non poteva essere contemplata nel 1970 (anno di emanazione dello statuto dei lavoratori) e cioè alla diffusione nel tessuto della organizzazione aziendale di dispositivi (come ad esempio il computer, lo smartphone) necessari allo svolgimento dell’attività produttiva, ma idonei a raccogliere una messe di informazioni sull’ attività svolta dal lavoratore. Si poteva ritenere che anche per questi dispositivi si ponesse l’onere della negoziazione con il sindacato e si poneva il problema di quali dati potesse essere fatta raccolta. Su questo secondo versante era successivamente intervenuta la legislazione in materia di tutela della privacy e l’autorità istituita per la gestione di questa legge (Garante per la protezione dei dati personali) nel 2006 aveva dettato linee guida per il trattamento dei dati relativi ai lavoratori dipendenti da parte dei datori di lavoro e pubblicato un vademecum (aprile 2015) riassuntivo delle sue prese di posizione.

 

fb

 
Legge di stabilità 2015: sgravi fiscali in chiaroscuro E-mail
di Andrea Festa
15 giugno 2015

Con la legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), il governo è intervenuto nuovamente in materia di sgravi fiscali alle imprese, con lo scopo di promuovere forme di occupazione stabile attraverso il taglio del cuneo fiscale, visto come una delle cause delle distorsioni nel mercato del lavoro e fattore disincentivante la domanda di lavoro nel settore privato. Nel corso degli anni, tali misure – periodicamente modificate, rivedute, rimodulate dai legislatori via via succedutisi – sono state al centro dell’attenzione poiché considerate in grado di ridurre il prezzo relativo dei fattori produttivi e quindi di rilanciare l'occupazione, in particolare nelle regioni ad elevato tasso di disoccupazione. 

 


fb

 
Su rinnovi e contrattazione collettiva ad inizio 2015 E-mail
di Achille Paliotta
20 aprile 2015

A poco più di un anno dalla firma del Testo unico sulla Rappresentanza (10 gennaio 2014), siglato da Cgil-Cisl-Uil d'intesa con Confindustria, si registra una forte fibrillazione e un’intensificazione del dibattito, all'interno delle principali organizzazioni sindacali e datoriali, non solo sull'annoso tema della rappresentanza e su quello, più recente, del ruolo da assegnare alla contrattazione di secondo livello, quanto piuttosto sullo stesso ruolo della contrattazione collettiva in Italia. L'ultima occasione è stata il seminario organizzato dalla Filctem-Cgil, qualche settimana fa a Roma (3-4 marzo), per un’iniziale riflessione, ad ampio raggio, e in questa fase necessariamente a livello inter-categoriale ed unitario, sulla nuova stagione, che si è appena aperta, dei rinnovi contrattuali.

fb

 
Ma davvero la tutela della professionalità è un ostacolo all’occupazione? E-mail
di Vincenzo Ferrante
07 aprile 2015

In questi giorni, per far digerire agli italiani la cancellazione del regime di reintegra, che aveva costituto quarantacinque anni fa la principale innovazione introdotta dallo “statuto dei lavoratori”, il Premier ha affermato che si procederà, attraverso un decreto, per adesso presentato solo in bozza, alla abrogazione delle collaborazioni a progetto (co.co.pro), di modo che dei 500 mila precari, almeno 200 mila  saranno assunti come lavoratori subordinati. L’affermazione è, a esaminarla con un minimo di attenzione, quanto meno pericolosa, perché nulla dice di quella parte che non riuscirà a far il salto verso il lavoro subordinato, lasciando intendere che sussiste il rischio che i 300 mila esclusi finiranno per ingrossare le fila del lavoro nero.

fb

 
Jobs Act: simbolo o strumento per la crescita? E-mail
di Sergio Vergari
07 aprile 2015

Il Jobs Act cambia il paradigma del lavoro, perché sposta l’attenzione dal posto di lavoro al mercato del lavoro. Il superamento, in gran parte, dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e il potenziamento degli strumenti di sostegno dei lavoratori sul mercato del lavoro sono due facce della stessa medaglia. Il focus passa dalla tutela dei posti di lavoro allo sviluppo di un mercato del lavoro dinamico e capace di promuovere la (ri)occupazione. In tale prospettiva, le imprese e i lavoratori sono chiamati a misurare la qualità delle rispettive relazioni sulla base degli obiettivi conseguiti e da conseguire, non con il criterio dei diritti da affermare. 

fb

 
Jobs Act, alcuni commenti e qualche previsione E-mail
di Giuseppe Croce
20 marzo 2015

Il Jobs Act, del quale nei giorni scorsi sono stati emanati i primi decreti attuativi, è un provvedimento complesso che riforma il lavoro da molteplici punti di vista, pertanto non è facile valutarne sinteticamente l’efficacia. Tuttavia, limitandoci ai provvedimenti relativi ai contratti di lavoro, è possibile evidenziarne alcune implicazioni e azzardare qualche previsione.

I margini di flessibilità esterna e interna per le imprese sono ora molto più ampi. Sembra difficile a questo punto che si possa ancora sostenere che le rigidità del lavoro costituiscano un fattore decisivo di freno agli investimenti.

fb

 
Il “falso” superamento dei cococo nel Jobs Act E-mail
di Adalberto Perulli
06 marzo 2015
La legge delega (10 dicembre 2014, n. 183) prevede il superamento delle collaborazioni, anche a progetto. Perché questa scelta? Per offrire uno “scalpo” nella lotta alla precarietà, a favore del Contratto a tutele crescenti, come se la precarietà fosse tutta nel lavoro autonomo, ovvero come se il lavoro autonomo fosse tutto espressione di frode e simulazione. Scontiamo ancora una volta un ritardo culturale nei confronti del lavoro autonomo, e siamo piu' avvezzi a vederci la frode che le genuine espressioni di nuove soggettivita' al lavoro. 
fb

 
Se va bene alla FIAT… E-mail
di Leonello Tronti
09 febbraio 2015

Il lavoro cambia e non si può evitare di tenerne conto. Il cambiamento è rischioso, più rischiosa è la tentazione di fermarlo. Venerdì 23 il Dipartimento di Economia e diritto della Sapienza Università di Roma ha ospitato la giornata di studio “Le persone e la fabbrica. Il World Class Manufacturing dai principi all’applicazione. Il caso FIAT”.

Un aspetto fondamentale accomuna i diversi filoni di letteratura che affrontano l’una o l’altra prospettiva della riorganizzazione del lavoro. È il ruolo centrale attribuito alla conoscenza e, quindi, alla sua gestione all’interno del processo produttivo al fine di trasformarla in competenza, innescando un percorso di apprendimento continuo. In generale, la creazione, condivisione e utilizzazione della conoscenza comportano frizioni e costi di transazione elevati, che è necessario superare per assicurare il ‘costrutto intenzionale’ dei lavoratori che consente di trasformare la conoscenza in competenza (Boyatzis).
fb

 
Reti di imprese e prospettive della contrattazione decentrata E-mail
di Luca di Salvatore
26 gennaio 2015

Uno dei principali ostacoli allo sviluppo della contrattazione collettiva decentrata è dato dalla frammentarietà del nostro tessuto produttivo. In Italia si contano soltanto poco più di 3.000 imprese con più di 250 addetti a fronte di circa 3,5 milioni di piccole imprese al di sotto dei 15 dipendenti e circa 200 mila imprese nella fascia dimensionale media tra i 16 e i 250 addetti. Pertanto, il 99,9 % delle imprese italiane è costituito da micro, piccole e medie imprese (Rapporto OCSE 2014 - “Le politiche per le PMI e l’imprenditorialità in Italia”).

fb

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 13 - 24 di 197