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ANPAL: start up delle politiche attive del lavoro E-mail
di Giovanni Di Corrado
25 luglio 2016

L’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), nasce con l’articolo 4 del decreto legislativo n. 150/2015, recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive”. In particolare, il suddetto decreto ha istituito infatti, una Rete Nazionale dei Servizi per le Politiche del Lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, dall’ INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il Lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, nonché dagli enti per la formazione continua.

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Detassazione e welfare dopo il Jobs Act E-mail
di Giovanni Di Corrado
07 luglio 2016

L’art. 1, della Legge n. 208/2015, dal comma 182 al 189, prevede un’agevolazione fiscale per tutte le somme che vengono corrisposte a titolo di premio di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili, nonché per quelle somme la cui erogazione è prevista sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa ed è proprio sulla base di ciò che è stato emanato il decreto interministeriale del 25 Marzo 2016.

In particolare, la Legge di Stabilità 2016 dispone l’assoggettamento dei premi di produttività ad una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000,00 euro lordi annui, che può essere innalzato sino a 2.500,00 euro lordi annui.

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Il ddl sul lavoro autonomo: dalla tutela della dipendenza alla tutela della persona E-mail
di Orsola Razzolini
06 maggio 2016

Il DDL n. 2233 a firma Poletti, che al capo I introduce una tutela del lavoro autonomo, rappresenta una vittoria per l’associazione dei lavoratori autonomi ACTA e per i suoi fondatori, fra cui Anna Soru e Sergio Bologna, che da tempo sollecitano un mutamento di prospettiva: essi chiedono di non essere considerati né lavoratori autonomi semi-dipendenti, destinatari di protezioni minori (v. il caso dei lavoratori a progetto), né imprese la cui attività economica si incentra su un’organizzazione impersonale  e non sulla persona e sui suoi bisogni esistenziali.

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Intelligenza Artificiale e Mercato del Lavoro: il nuovo dibattito d’Oltreoceano E-mail
di Gabriele Marzano
11 aprile 2016

L’Intelligenza Artificiale sta “esplodendo” in questi anni, in termini di dimensioni e capacità assolutamente impensabili in passato. Aspetti come l’aumento esponenziale della capacità di calcolo informatico, il volume in costante crescita di insiemi enormi di dati (disponibili soprattutto in Internet), l’applicazione di procedure nuove di apprendimento artificiale (es. il deep learning) sembrano risolvere il cosiddetto “paradosso di Polanyi”: “gli esseri umani sanno fare molte più cose di quante ne possono direttamente descrivere“. Molte funzioni inerenti ad attività lavorative complesse vengono così imparate dalle learning machines senza bisogno che gli operatori umani debbano previamente descriverle o codificarle. 

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Il progetto di inserimento lavorativo in Regione Lombardia E-mail
di Gianluca Natale
11 aprile 2016

La Regione Lombardia, per fronteggiare gli effetti negativi della crisi economica, l’aumento della povertà e favorire l’integrazione sociale, ha adottato nuove misure di crescita occupazionale, promuovendo interventi di inserimento e reinserimento lavorativo in particolare verso i soggetti maggiormente svantaggiati della società: giovani, donne, disoccupati e lavoratori coinvolti in crisi aziendali.

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Riforma del lavoro: alcune criticità E-mail
di Beniamino Piciullo
10 febbraio 2016

In Italia per lungo tempo la politica è sempre stata molto “timida” ed “indecisa” per quanto concerne la definizione del mercato del lavoro sul piano legislativo. “Timida” nel senso che non ha mai tentato, fino al Jobs Act, di “riscrivere” organicamente le “regole del lavoro subordinato” e “indecisa” poiché le molteplici riforme intervenute sono state per lo più “marginali”, dunque hanno prevalentemente “costruito sopra l'esistente”, invece di “porre le fondamenta” ad una nuova disciplina. Il Jobs Act cui si faceva cenno, tuttavia, ha programmato una rielaborazione della materia, andando anche a riformulare il “baluardo” del tempo indeterminato, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (già parzialmente emendato dalla c.d. “Riforma Fornero”). Ad ogni modo sarebbe folle (o meglio, ingiusto) rendere più flessibili i licenziamenti senza che da ciò la società possa trarre un adeguato vantaggio.

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La riforma del lavoro è andata in porto. E adesso? E-mail
di Luciano Forlani
21 dicembre 2015

Dopo l’approvazione dei decreti delegati di settembre la riforma è stata in teoria completata ma resta il passaggio costituzionale che punta a rivedere radicalmente le competenze dello Stato e delle Regioni.  Nell’attesa di questo passaggio dovrebbe essere possibile iniziare a razionalizzare l’azione pubblica nel campo delle politiche del lavoro facendo tesoro delle nostre esperienze (ad es. la sperimentazione in corso della Garanzia Giovani), fatte di luci ed ombre, e di quelle altrui che se non sono trasferibili sic et simpliciter possono essere tenute in debito conto nella ridefinizione della governance.  

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Dalla delega alla deroga. Santa o maledetta deroga? E-mail
di Giuseppe Mele
05 novembre 2015

In un bar della Capitale si può osservare la seguente scritta esibita da un cartello bene in vista. “Il prezzo delle consumazioni al tavolino è differente”. Ed evidentemente, sia il gestore che il consumatore intendono automaticamente una maggiorazione del prezzo per il cliente seduto servito a sorbire bevande o caffè. E’ però un riflesso pavloviano. Perché il cartello recita “prezzo differente” e quindi in teoria, possibilmente forse superiore, forse inferiore. 

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Luci ed ombre del nuovo art. 4 dello Statuto dei lavoratori E-mail
di Ilario Alvino
05 novembre 2015

Dopo oltre 40 anni di vita, l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori è stato modificato dal Governo in carica con l’art. 23 del c.d. “Decreto semplificazioni” (d.lgs. 151/2015), attuando, così, la delega conferita dalla L. 183/2014.

La citata norma statutaria è sicuramente tra quelle disposizioni che maggiormente richiedevano un aggiornamento; nel caso dell’art. 4 reso necessario dall’esigenza di “porlo al passo con i tempi”, adeguandone il contenuto all’evoluzione tecnologia subita dalla nostra società negli oltre 40 anni che ci separano dalla sua introduzione.

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Le tutele del lavoro autonomo nel DDL collegato alla legge di stabilità: una prima rifllessione E-mail
di Adalberto Perulli
05 novembre 2015

Dopo aver compiuto una profonda rivisitazione della disciplina del lavoro subordinato e un altrettanto significativo riordino dei rapporti di lavoro parasubordinato (abrogazione del lavoro a progetto, riespansione delle co.co.co. e riconduzione alla disciplina della subordinazione delle prestazioni organizzate dal committente), il legislatore del Jobs Act risponde alla necessità, da più parti avvertita, di apprestare una sorta di “Statuto del lavoro autonomo” per i prestatori genuinamente indipendenti. 

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Saranno i meccanici a cambiare il corso delle cose? Sul rinnovo del CCNL chimico-farmaceutico E-mail
di Michele Faioli
20 ottobre 2015

La firma del CCNL chimico-farmaceutico, in un solo giorno di trattative, con due mesi e mezzo di anticipo sulla scadenza naturale, in un contesto particolarmente difficile, è un evento che va visto oltre il contingente e oltre lo scenario italiano. Va posto certamente in comparazione con il resto del sistema italiano e dei sistemi europei di relazioni industriali. In questo caso pesano, indubbiamente, la tradizione di rinnovi pacifici e tempestivi in quel settore, che diventa, per alcuni versi, nell’attuale sistema di relazioni industriali, la scelta strategica di voler modificare una scadenza contrattuale.

Quell’evento è stato da alcuni considerato traumatico, quasi di discontinuità, verso un quadro sempre più fosco. Da altri è stato considerato, e forse anche utilizzato, nel senso di discontinuità “virtuosa”, per dare un’accelerazione notevole al nuovo contratto. È certamente un messaggio molto forte che la disputa di questi ultimi tempi tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulla necessità di modificare preventivamente i protocolli sulla contrattazione appare, almeno a chi osserva le relazioni industriali italiane, una vicenda che riguarda altri.

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Così uguali, così diversi E-mail
di Camilla Borgna, Bernardo Fanfani, Emiliano Mandrone, Debora Radicchia, Emanuela Stuffolino
01 ottobre 2015
Questo contributo riprende 3 studi sulla discriminazione di genere di Mandrone e Radicchia (‘14), Borgna e Struffolino (‘14) e Fanfani (‘15) che, con metodiche differenti e partendo da punti di vista diversi, utilizzando i dati Isfol PLUS, giungono a verificare la presenza di una selezione sistematica di genere. Possiamo convenire che l’antidoto migliore per contrastare una qualsiasi di discriminazione è sostenere la cultura della diversità, nell’accezione dell’action plan della Commis-sione Europea di “diversity disclosure”.
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