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Liberalizzazioni
Poste italiane: una decisione sbagliata E-mail
di Salvatore Biasco
05 novembre 2015

Dopo giorni in cui abbiamo visto campeggiare sui giornali a tutta pagina “Il cambiamento siamo noi” Poste Italiane, è giunta alla quotazione. Il cambiamento (almeno parziale) è certamente quello della proprietà: lo Stato ha venduto ai privati circa il 35% della sua quota di possesso, finora totalitaria, (20% a investitori istituzionali), associandoli nella gestione. La prospettiva in cui questo si iscrive è, però, più nebulosa.


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LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO: FORSE CI SIAMO?* E-mail
di Luca Pellegrini
25 luglio 2012
Consumatori, Diritti e MercatiI due decreti del governo Monti, ormai noti come salva-Italia e cresci-Italia(D.l. 201/2011, convertito nella Legge 214/2011; D.l. 1/2012, convertito nella Legge 27/2012), hanno introdotto elementi di liberalizzazione anche nel settore commerciale. Sono infatti state modificate sia le norme che riguardano la generalità delle attività commerciali sia quelle che regolano in modo specifico alcuni comparti: le farmacie, le edicole e le stazioni di servizio.
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L’AGENDA DELL’AUTORITÀ DEI TRASPORTI* E-mail
di Marco Ponti
25 luglio 2012
Consumatori, Diritti e MercatiVale la pena richiamare sommariamente perché occorre “regolare” alcune attività economiche, e perché tale attività debba essere svolta  da un soggetto indipendente e con piena potestà di sancire i soggetti regolati. Occorre regolare ciò che non si può, (es. le infrastrutture a pedaggio), o non si vuole, (es. i trasporti locali), affidare al mercato, al fine che non si creino rendite, in caso di gestioni private, o inefficienze, in caso di gestioni pubbliche, a danno di utenti e/o contribuenti.
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LIBERALIZZAZIONI FORMATO TOPOLINO* E-mail
di Francesco Silva
25 luglio 2012
Consumatori, Diritti e MercatiIl programma politico ed economico delle liberalizzazioni e privatizzazioni nasce negli anni 70/80 anche grazie all’affermarsi di un’articolata teoria economica, e trova una prima applicazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Paesi in cui il mercato concorrenziale è parte riconosciuta e irrinunciabile dell’organizzazione economica e sociale.
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LA CONCORRENZA NEL SETTORE RC AUTO* E-mail
di Annalisa Rocchietti March
13 aprile 2012
consumatoriL’Autorità Antitrust ha seguito fin da subito il processo di liberalizzazione del mercato RC Auto partito nel 1994 con il recepimento delle direttive comunitarie di terza generazione, sanzionando anche le imprese di assicurazione per aver posto in essere un cartello.
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PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE: VERSO IL PIENO RICONOSCIMENTO DEI CONSUMATORI E-mail
di Marco Pierani
13 aprile 2012
consumatoriIn seguito alle modifiche introdotte con i decreti legislativi n. 145 e 146 del 2007 è stato molto ampliato anche in Italia il concetto di pubblicità ingannevole.
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TELEFONIA E CONTROVERSIE: REGOLAMENTO AGCOM* E-mail
di Chiara Faracchio
13 aprile 2012
consumatoriIl Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato, con delibera n. 73/11/CONS del 16 febbraio 2011, il Regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori, le cui disposizioni sono entrate in vigore il 15 marzo 2011.
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UNA PROPOSTA PER RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO: TORNARE AL BARATTO* E-mail
di Carlo Milani
07 ottobre 2011
debito publico italianoIl recente dibattito economico ha riacceso i riflettori sul tema delle privatizzazioni del patrimonio pubblico italiano. Sia la visita in Italia dei rappresentanti del fondo sovrano cinese CIC (disposti ad acquistare titoli di Stato italiani solo se, in contropartita, gli verrà data la possibilità di entrare nell’azionariato di alcune importanti società partecipate dallo Stato, in particolare nelle imprese energetiche), sia il seminario organizzato dal Ministero del Tesoro sul tema della valorizzazione del patrimonio pubblico ne sono una chiara evidenza.
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SI FA PRESTO A DIRE PRIVATIZZARE E-mail
di Emilio Barucci
15 luglio 2011
privatizzazioniSistematicamente quando il paese si trova in difficoltà sul fronte dei conti pubblici si torna a parlare di privatizzazioni. Privatizzazioni e liberalizzazioni sembrano essere due parole magiche che dovrebbero permettere al contempo di abbattere il debito pubblico e di promuovere la crescita liberando energie vitali per il Paese.
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REFERENDUM SULL'ART. 23 BIS: DA CHE PARTE STA L'EUROPA? E-mail
di Alessandro Santoro
10 giugno 2011
art 23bis europaIl primo dei due referendum “sull’acqua” riguarda, in realtà, l’insieme dei servizi di pubblica utilità a rilevanza economica diversi dal gas, dall’energia elettrica e dal trasporto su rotaia, e quindi coinvolge il servizio idrico, i rifiuti, i trasporti pubblici locali su gomma. Vi è chi pensa che le ragioni dei referendari siano contrarie all’Europa. In effetti, è vero il contrario, perché, come ha chiarito la stessa Corte Costituzionale,è  la prevalenza del sì che comporterebbe l’applicazione della normativa comunitaria.
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IMPEDIRE ALLE IMPRESE DI GUADAGNARE SUL CAPITALE INVESTITO PORTA DAVVERO A TARIFFE PIU' BASSE? E-mail
di Anna Bottasso, Maurizio Conti
01 giugno 2011
profitti capitale investitoIl secondo quesito referendario richiede al corpo elettorale l'abolizione dell'art. 154 comma 1 del Dlgs 152/2006, limitatamente alla parte che comprende, tra i criteri da utilizzare per la determinazione della tariffa del settore idrico integrato, l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Secondo i promotori,  i referendum dovrebbero sbarrare la strada alla privatizzazione dei servizi idrici, impedendo ai privati "di fare profitti sull'acqua".
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ANCORA SUL REFERENDUM: LA QUESTIONE DELLE TARIFFE* E-mail
di Claudio De Vincenti
01 giugno 2011
referendum acquaDue i quesiti referendari in materia di servizi pubblici locali che saranno sottoposti al voto nel giugno prossimo: il primo abrogativo del Decreto Ronchi-Fitto di liberalizzazione dei servizi di gestione dell’acqua, di gestione dei rifiuti e di trasporto pubblico; il secondo abrogativo della disposizione contenuta nel Codice ambientale che prevede il riconoscimento in tariffa di una “adeguata remunerazione del capitale investito” nel servizio idrico.
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