Home arrow Servizi Pubblici
Servizi Pubblici
Aree interne e servizi. La coesione territoriale come criterio dello sviluppo sostenibile E-mail
di Luisa Corazza, Ruggiero Di Pace
25 luglio 2016

Il tema delle aree interne pone una serie di problemi di carattere economico-sociale, in grado di incidere sulla qualità della vita delle popolazioni ivi residenti. Questi problemi sono direttamente collegati al tema dello spopolamento, che ne è al contempo conseguenza e causa, poiché in epoca di contenimento della spesa pubblica, l’offerta di servizi pubblici è spesso modulata sul dato numerico degli utenti di riferimento. Affrontare il tema dei servizi delle aree interne è dunque un aspetto essenziale di qualsiasi strategia che intenda arginare il processo di spopolamento delle aree stesse.

fb

 
Privatizzazione senza liberalizzazione? Lo strano caso delle ferrovie italiane E-mail
di Alfredo Del Monte, Richard Price
07 luglio 2016
Il governo italiano sta procedendo alla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. In questo articolo si avanzano delle proposte, anche attraverso il confronto con l’esperienza della Gran Bretagna su come modifiche nella privatizzazione e nel processo di riforma proposto possono apportare sostanziali benefici agli utenti delle ferrovie ed ai contribuenti.
fb

 
Il Parlamento alla prova della riforma della Rai: la proposta del Governo (e le altre) E-mail
di Martino Liva
04 maggio 2015

Mentre a grandi passi si avvicina la scadenza del mandato del Consiglio di Amministrazione della Rai, che cesserà con l’assemblea di bilancio di questa primavera, entra nel vivo il dibattito parlamentare concernente la riforma della tv di Stato.

Già, perché se ora sono divenuti noti i termini dell’azione riformatrice del Governo, forse è meno noto il fatto che, con leggero anticipo rispetto al d.d.l. governativo, sono state depositate altre proposte in Parlamento, aventi anch’esse ad oggetto la Rai S.p.A.. 

fb

 
Il piano digitale: il rischio di mettere il carro davanti ai buoi E-mail
di Alfredo Del Monte
07 aprile 2015

Il Piano digitale può costituire un buon punto di partenza per affrontare il problema del basso grado di sviluppo dell’economia digitale nel nostro paese, a patto che non si ponga obiettivi eccessivamente ambiziosi e che tenga conto delle  caratteristiche della rete di TLC  e della domanda di banda larga in Italia. L’Italia si caratterizza per un minor sviluppo dell’economia digitale rispetto alla media dei paesi industrializzati. Il problema dipende sia da aspetti culturali che da una struttura  del settore produttivo  che non incentiva la domanda di servizi digitali.

fb

 
L’acqua è avvelenata: chi ne risponde? E-mail
di Alberto Maria Benedetti
31 marzo 2014
water_drop2_50x70.jpg

Tanto si discute di acqua come bene comune, del servizio idrico e di tutti i profili che questo tema comporta: che l’acqua (come il gas, l’energia elettrica ma, perché no, anche come i servizi di comunicazione) sia un bene essenziale alla sopravvivenza, non c’è dubbio. Che debba per questa ragione essere ritenuto bene comune è più opinabile, soprattutto se si guarda alla cosa dal punto di vista del servizio: i costi per la raccolta e la distribuzione dell’acqua (e i relativi investimenti per migliorare il servizio), infatti, dovrebbero gravare integralmente sul soggetto pubblico.

fb

 
UNA RIFLESSIONE IN TEMA DI POLITICHE DI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI E-mail
di Michele Grillo
15 luglio 2011
investimenti infrastrutturaliAlcune settimane fa, Claudio De Vincenti ha evocato l’urgenza di una politica di investimenti infrastrutturali articolata su tre tasselli: (i) rilanciare il disegno di liberalizzazione e regolazione, per favorire l’emergere di un ambiente di mercato compatibile con i rilevanti obiettivi pubblici coinvolti; (ii) rivalutare una funzione pubblica di programmazione, accanto a quella di regolazione; (iii) attivare investitori istituzionali di lungo periodo di origine pubblica in grado di strutturare il proprio intervento coinvolgendo ampie risorse finanziarie private.
fb

 
SICUREZZA E TRENITALIA E-mail
di Giuseppe Coco, Claudio De Vincenti
24 luglio 2009

disastro_viareggio_coco_devincenti.jpg

A distanza di tre settimane dal disastro di Viareggio è difficile trovare un responsabile oggettivo degli errori che hanno portato all’incidente. L’assetto regolatorio recentemente riformato è abbastanza chiaro: ad essere responsabili di volta in volta sono l’Agenzia per la Sicurezza, che definisce gli standard e le regole e vigila sulle officine, RFI e gli operatori per quel che attiene ai materiali e alle norme di utilizzo.

fb

 
REGOLAZIONE AUTOSTRADALE: CREDIBILITÀ ZERO E-mail
di Giuseppe Coco
11 dicembre 2008

coco_autostrade.jpgIl Decreto Legge 185 ‘anti crisi’ approvato dal Consiglio dei Ministri e in conversione presenta tra le varie norme le ennesime ulteriori modifiche del regime regolatorio per le Concessionarie Autostradali e una norma che blocca l’aumento delle tariffe per 4 mesi, rimandando l’applicazione delle variazioni a maggio (art. 3 comma 2).

fb

 
REGOLAZIONE DEL SETTORE AUTOSTRADALE: GLI INTERESSI DEI CONCESSIONARI E QUELLI DEI CONSUMATORI E-mail
di Alberto Iozzi
24 ottobre 2008

casello_autostradale_iozzi.jpgIn occasione dei tamponamenti a catena durante gli esodi vacanzieri, ogni veicolo che sopraggiunge e che viene coinvolto nell’incidente aggiunge al danno e alla confusione esistente. Nella stessa maniera, i provvedimenti di riassetto della regolazione del settore autostradale che si sono succeduti negli ultimi due anni hanno contribuito regolarmente ad aumentare la confusione normativa e a smantellare progressivamente ogni forma di regolazione del settore.

fb

 
ASSETTO E PRATICA DI REGOLAZIONE DEL SETTORE AUTOSTRADALE E-mail
di Claudio De Vincenti, Alberto Iozzi
26 giugno 2008

autostradeSe "il buongiorno si vede dal mattino", tempi grami si prospettano in questa legislatura per la regolazione nel settore dei trasporti. La conversione in legge del decreto n. 59 del 2008 ha recepito un emendamento di maggioranza che costituisce un vulnus non solo alla pratica di regolazione del settore autostradale ma allo stesso assetto di regolazione. Stupisce che, tranne qualche meritevole voce isolata (Bergantino, Ponti e Ravazzi su Lavoce.info), il colpo di mano sia passato sostanzialmente sotto silenzio. Vediamo di cosa si tratta.

fb