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IL LABIRINTO FISCALE CHIAMATO FEDERALISMO. PIÙ ICI, MENO IRPEF E-mail
di Franco Osculati, Alessandro Santoro
19 novembre 2008

osculati_ici_irpef.jpgIl federalismo fiscale non necessariamente richiede una riforma tributaria completa. Tuttavia, per rendere praticabile l’art. 119 della Costituzione bisogna apportare al sistema attuale alcune significative modifiche. Le ipotesi contenute nel disegno di legge governativo del 3 ottobre non superano il test di federalismo nelle materie trasparenza e responsabilizzazione e minacciano la coerenza dell’intero sistema di prelievo tributario. Il caso Irpef. Data la congiuntura in atto, la miglior condivisione tra Comuni e Stato del tributo è rappresentata dalla reintroduzione dell’Ici vecchia maniera e passaggio dei tre miliardi di gettito aggiuntivi a sgravi per i redditi più bassi.

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FEDERALISMO IRRESPONSABILE ALL’ITALIANA E-mail
di Massimo Paradiso
06 novembre 2008

paradiso_federalismo.jpgAl federalismo fiscale all’italiana disegnato dallo schema di disegno di legge delega, approvato in Consiglio dei Ministri, spetterà un posto certo singolare nel panorama dei federalismi fiscali. E non ci sarà da affaticarsi alla ricerca di un qualche principio del beneficio come sua norma fondante: perchè l’assonanza tra scelte degli amministratori e bisogni dei cittadini, tra potere e responsabilità di spesa si infrange nell’italica avversione del politico per la responsabilità fiscale delle sue scelte di spesa.

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E' GIUSTO CHE GLI ENTI TERRITORIALI IMPIEGHINO TITOLI DERIVATI? E-mail
di Andrea Gamba
18 settembre 2008

gamba_derivati.jpgLa recente indagine condotta dal Ministero dell’Economia ha rivelato che l’utilizzo di titoli derivati da parte di enti territoriali è estremamente rilevante e capillare. L’accesso ad alcune semplici forme contrattuali di derivati da parte degli enti territoriali a scopo di copertura del rischio di tasso è consentito per legge. Tuttavia, nell’opinione pubblica si sta facendo spazio l’idea di vietare l’uso di derivati da parte di enti territoriali seguendo l’esempio del Regno Unito e della Francia.

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PROMOZIONE DELLO SVILUPPO E COESIONE NAZIONALE NEL DDL CALDEROLI E-mail
di Gianfranco Viesti
18 settembre 2008

visti_ddl_calderoli.jpgNella sua formulazione originale, al terzo comma dell’articolo 119, la Costituzione italiana prevedeva che "per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali". La necessità di destinare risorse aggiuntive per ridurre le disparità interne al nostro paese aveva dunque rilevanza costituzionale.

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UNA NOTA SUL FEDERALISMO FISCALE E REGIONI A STATUTO SPECIALE E-mail
di Clara Busana Banterle
11 settembre 2008

friuli_venezia_giulia.jpgIn quasi tutti gli interventi sull’attuazione del federalismo fiscale in Italia apparsi su "nelMerito" (11 luglio 2008) si sottolinea la somiglianza tra i meccanismi di attribuzione e perequazione delle risorse alle regioni a statuto ordinario (RSO) previsto dal disegno di legge del Consiglio Regionale della Lombardia e quello già esistente per le regioni a statuto speciale (RSS).

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LA BOZZA CALDEROLI E IL MEZZOGIORNO E-mail
di Franco Osculati
11 settembre 2008

calderoli.jpgUn Nord ricco e produttivo e un Sud in affanno e supposto sprecone come si tengono insieme in un sistema cosiddetto federalista? C’è dell’altro tra il bastone della spesa standard imposta a Regioni e Enti locali e la carota del periodo transitorio a difesa della spesa storica Il ruolo del 5° comma e la necessità di un nuovo impegno per il Mezzogiorno.

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SERVIZI PUBBLICI LOCALI: UN'OCCAZIONE PERDUTA E-mail
di Emilio Barucci, Bernardo Giorgio Mattarella
19 agosto 2008

lanzillotta_barucci_mattarella.jpgOltre che per le bollette, i servizi pubblici locali sono entrati a fare parte dell’immaginario collettivo per almeno due motivi: sono una riserva di caccia della ‘‘casta’’ come luogo di sottogoverno con i loro consigli di amministrazione e una presa sull’economia non indifferente (attorno all’1% degli occupati e del PIL); hanno rappresentato una delle secche su cui si è arenato il governo Prodi per l’azione concertata dell’ala sinistra della coalizione e degli enti locali.

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FEDERALISMO FISCALE E XVI LEGISLATURA: UN PUNTO DI VISTA DALL’INTERNO DEL PARLAMENTO E-mail
di Marco Causi
11 luglio 2008

titolo_v_costituzione_causi.jpgIn queste note mi limito ad esaminare le principali questioni politiche che mi sembrano oggi in campo sul tema del federalismo fiscale. Non affronto le questioni tecniche, seppure ritenga che, in questa materia, esse siano rilevanti e da non sottovalutare. La prima questione è che la riscrittura del Titolo V fatta nel 2001 dal centrosinistra e approvata con referendum appare a molti, e anche a me, lacunosa e contraddittoria.

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LA RIPRESA DEL DIBATTITO SUL FEDERALISMO FISCALE: I PROBLEMI APERTI E-mail
di Alberto Zanardi
11 luglio 2008

federalismo_zanardi.jpgE’ ripartito, seguendo un canovaccio già sperimentato da anni, il consueto "stop and go" sul federalismo fiscale. La Lega spinge per un’attuazione rapida, altre componenti della maggioranza, Tremonti in testa, giocano da frenatori. L’appuntamento è rimandato a settembre quando il Dpef, di recente deliberato dal Consiglio dei Ministri, annuncia (analogamente a quanto accaduto nel 2007) un disegno di legge delega, collegato alla manovra finanziaria, per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione.

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LA TRASPARENZA FISCALE, OSSIA IL FEDERALISMO E-mail
di Franco Osculati
11 luglio 2008

titolo v costituzioneIl sistema di federalismo fiscale previsto dalla Costituzione, in particolare all’art. 119, è innovativo, originale, ambizioso e molto difficile da applicare senza una forte e consapevole volontà politica. La legge costituzionale n. 3 del 2001 che introdusse la nuova formulazione del Titolo V fu votata soltanto dalla maggioranza di allora, quella di centro sinistra. Le difficoltà politiche fin qui incontrate alla sua attuazione non sono però imputabili a questo difetto d’origine.

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LE REGIONI CHE VIVONO AL DI SOPRA DELLE PROPRIE POSSIBILITÀ E-mail
di Giorgio Macciotta
11 luglio 2008

regioni_a_statuto_speciale_macciotta.jpgIl nuovo art. 119 della Costituzione ha previsto che "Comuni, … Province, … Città metropolitane e … Regioni" finanzino "integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite" mediante "tributi ed entrate propri, … compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio" integrate, "per i territori con minore capacità fiscale per abitante", con quote di un fondo perequativo costituito dallo Stato ed assegnato "senza vincoli di destinazione".

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FEDERALISMO FISCALE E SERVIZI AI CITTADINI E-mail
di Federico Pica
11 luglio 2008

federalismo_pica1.jpgVi è, nelle discussioni correnti in materia di federalismo fiscale, una questione di fondo. Essa concerne l’assunto che le collettività più ricche abbiano, rispetto a quelle più povere, maggiori diritti in quanto esse pagano un maggiore livello di tributi. Giova, al riguardo, distinguere tra due diversi problemi. Per quanto concerne la spesa che lo Stato eroga sul territorio - salvo questioni di non scarso peso che tuttavia non possono porsi in questa sede - vale il principio secondo il quale tutti i cittadini, dovunque risiedono, hanno uguali diritti.

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