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FAME DI TERRA E-mail
di Franco Osculati
23 ottobre 2009

urbanizzazione_osculati.jpgLa Costituzione non è un programma politico. Tuttavia. Tra i suoi "Principi fondamentali" compare un articolo che avrebbe potuto guidare il nostro paese verso uno sviluppo sostenibile, tutelando uno dei beni più caratteristici dello Stivale e, potenzialmente, uno dei più produttivi. E invece. Qualche tardivo rimedio sul fronte del sistema tributario locale.
1. L’ Istat ha dedicato un lungo e documentato capitolo del suo ultimo Rapporto annuale al tema delle dinamiche recenti dell’urbanizzazione italiana.

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SERVIZI PUBBLICI LOCALI, QUARTO TENTATIVO E-mail
di Adriana Vigneri
23 ottobre 2009

servizi_pubblici_locali_vigneri.jpgIl Governo è ritornato sulla disciplina dei servizi pubblici locali con l’ art. 15, che introduce numerose correzioni all’art. 23-bis, rendendolo finalmente applicabile1. E’ un passo in avanti. Residuano tuttavia aspetti critici non secondari. In attesa di conoscere il destino di questo ennesimo testo, facciamo il punto sulla situazione che deriva dalla versione governativa. Le gare e le alternative. L’art. 15 consolida il rapporto regola (gara)/deroga (in house).

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SERVIZI PUBBLICI LOCALI: A CHE PUNTO SIAMO* E-mail
di Claudio De Vincenti
16 ottobre 2009
servizi_pubblici_locali_de_vincenti.jpg
In un precedente numero di nelMerito Emilio Barucci ha già commentato, sulla base delle prime informazioni fornite dal Governo e in attesa del testo definitivo, l’integrazione alla normativa sui servizi pubblici locali disposta dal decreto legge che il Consiglio dei ministri ha varato il 9 settembre scorso. Ora che il testo è stato reso noto – articolo 15 del DL n. 135 pubblicato sulla GU del 25/9/2009 - vorrei a mia volta fornire qualche elemento di riflessione. Rispetto alla cornice normativa definita dall’art. 23-bis della legge 133/2008, le novità principali apportate dal decreto sono le seguenti.

* Una versione più ampia di questo articolo è uscita su Astrid Rassegna del 5 ottobre

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E’ NECESSARIA UNA RIFORMA DEI CONTROLLI NEGLI ENTI LOCALI? E-mail
di Alberto Stancanelli
17 luglio 2009

enti_locali_stancanelli.jpgIl Presidente della Camera nell’intervento di saluto al Convegno, organizzato il 23 giugno 2009 dall’Anci e dall’Associazione Parlamentari amici dei Comuni, su "I nuovi Comuni nella Repubblica Federale. La Carta delle Autonomie", ha evidenziato con l’autorevolezza del ruolo tre aspetti sistematici da affrontare nel processo di riforma delle autonomie locali: a) il rapporto tra Sindaco e Consiglio Comunale e l’eventuale riequilibrio dei poteri; b) i servizi pubblici locali e la concorrenza; c) l’inidoneità del sistema dei controlli. Per quanto attiene al sistema dei controlli, a dieci anni dalla riforma, l’affermazione del Presidente Fini sull’inidoneità degli attuali controlli per "… assicurare la piena correttezza dell’agire amministrativo" merita una riflessione.

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LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI E FEDERALISMO FISCALE: LA SOLIDARIETÀ POGGIA SU DUE GAMBE E-mail
di Stefania Gabriele
15 maggio 2009

gabriele_livelli_essenziali_assistenza.jpgIl disegno di legge delega AS1117-B, approvato il 29 aprile definitivamente dal Senato, a seguito di una modifica precedentemente inserita dalla Camera dei deputati, di fatto svincola l’avvio del federalismo fiscale dalla definizione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Che ne sarà del tanto sbandierato federalismo "solidale"?

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IL FRENO AUTONOMISTICO ALLA DISCIPLINA GOVERNATIVA PER GLI INTERVENTI PER L’EDILIZIA E-mail
di Guido Meloni
17 aprile 2009

meloni_piano_casa.jpgLa disciplina prospettata dal Governo per la realizzazione degli interventi per il rilancio dell’attività edilizia in chiave fortemente derogatoria delle competenze regionali e locali, oltre che dei limiti legislativi e programmatori in campo urbanistico, è stata superata da un’intesa tra Stato, Regioni e Comuni, che testimonia non solo della difesa delle reciproche competenze, ma della stessa esigenza di legalità dell’intero sistema, poggiato su basi autonomistiche.

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SANITÀ E FEDERALISMO FISCALE* E-mail
di Maria Flavia Ambrosanio
03 aprile 2009

cdem.jpgLa spesa per i servizi sanitari occupa un peso rilevante all’interno della spesa pubblica complessiva, circa il 14%, e la sanità è la principale funzione che svolgono le regioni, il 75-80% dell’intero bilancio. Dunque non sorprende che la discussione sul federalismo fiscale si intrecci con il dibattito sull’organizzazione ed il finanziamento dell’offerta dei servizi sanitari. I sistemi sanitari regionali sono fra loro molto diversi. Nel 2007, la spesa pro capite per la sanità delle regioni a statuto ordinario è stata di 1670 euro; ad eccezione di Lazio, Abruzzo e Molise, le regioni del Sud si collocano al di sotto della media.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato

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LA SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA DELLA RIFORMA DI CUI AL D.D.L. CALDEROLI E-mail
di Federico Pica
13 marzo 2009

federalismo_pica.jpgAd apertura del disegno di legge delega Calderoli, negli art. 1 e 2 di esso, sono indicati qualcosa come 47 principi e criteri direttivi stabiliti per l’esercizio della delega. Sarà operazione non da poco quella di districarsi all’interno di questa marea di vincoli, che tra l’altro andrebbero ordinati a seconda della loro effettiva funzione: si tratta di principi fondamentali dettati, con riferimento all’art. 117, comma 3, della Costituzione in materie in cui, come il coordinamento della finanza pubblica, la competenza legislativa spetta alle Regioni ed ha natura concorrente; oppure (ed anche) di principi e criteri direttivi che il Parlamento detta al Governo, ai sensi dell’art. 76 della Costituzione.

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GLI EFFETTI REDISTRIBUTIVI DEL FINANZIAMENTO DELLE FUNZIONI NON RICONDUCIBILI ALLA LETT. M) E-mail
di Gaetano Stornaiuolo
13 marzo 2009

perequazione_stornaiuolo.jpgNel comma quarto dell’art. 119 del nuovo Titolo V della Costituzione viene enunciato il principio della sufficienza delle risorse: " le risorse derivanti… consentono ai… di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite". L’art. 2, comma 1, lett. e) del disegno di legge delega Calderoli (d’ora in poi D.d.l.) esprime una norma, a mio parere, simile quando afferma che "le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate proprie di Regioni ed Enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite".

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IL FEDERALISMO DAL BASSO E-mail
di Franco Osculati
30 gennaio 2009
federalismo_osculati.jpgLa Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, approvata dal Senato il 22 gennaio, non si discosta molto dal testo di partenza (era la "Bozza Calderoli"). C’è qualcosa di meglio, qualcosa di peggio. Permane un’assenza importante, cui si potrà ovviare alla Camera e in seconda lettura. Dati e informazioni che ora servono per impostare la riforma dovranno, a regime, essere messi a disposizione, ente per ente, di tutti i cittadini, in modo da indurre i confronti, migliorare le scelte pubbliche e ottenere un federalismo non centralista.
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I SERVIZI LOCALI TRA GESTIONE PRIVATA E REGOLAZIONE PUBBLICA* E-mail
di Federico Tomassi
30 gennaio 2009
servizi_pubblici_locali_tomassi.jpgIl settore dei servizi pubblici locali è interessato ormai da lungo tempo da continue modifiche normative e progetti di riforma organica. Il dibattito sul futuro delle politiche di regolazione non è tuttavia mai arrivato a una conclusione condivisa, con un assetto del settore rimasto incompiuto a partire dalla riforma del servizio idrico, la Legge Galli del 1994. La discussione si rianima in occasione del varo di un disegno di legge in materia, i cui iter finora sono stati bloccati prima della conclusione oppure hanno partorito solo articoli o commi all’interno delle leggi finanziarie.
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L’IMPARI LOTTA ENTI LOCALI - FINANZA GLOBALE NELLA GESTIONE DEL TERRITORIO:ESEMPI DALL’AREA MILANESE E-mail
di Mario De Gaspari
25 novembre 2008

degaspari_enti_locali.jpgLa crisi finanziaria internazionale dovrebbe indurci a una riflessione più generale su tanti aspetti del funzionamento dell’economia nazionale. Se infatti il crollo delle borse mondiali appare direttamente collegata alle dinamiche del mercato immobiliare, osserviamo con preoccupazione come, anche nei nostri territori, si siano diffusi modelli di speculazione fondiaria poco rassicuranti.

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