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LE NUOVE PROVINCE SENZA IL LAVORO? E-mail
di Franco Osculati
18 maggio 2012
provincieI servizi per l’impiego sono più che mai necessari. Ora sono di competenza delle Province ma con forte ingerenza regionale. La nuova Carta delle autonomie non menziona la materia. La riforma del mercato del lavoro è reticente. Chi si occuperà di politiche attive e passive?
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RIORGANIZZARE GLI ENTI LOCALI E-mail
di Franco Osculati
11 novembre 2011
enti locali
Numeratore e denominatore: rallentare il primo, il debito, e espandere il secondo, il Pil. E’ l’esercizio che impegna il Paese da circa un quarto di secolo, con risultati altalenanti e a diversi gradi di difficoltà. Ma questa volta è molto dura. Come e quanto possono contribuire gli enti locali?
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UTENTI E REGIONALIZZAZIONE DEI TRASPORTI* E-mail
di Marco Ponti
15 aprile 2011
Consumatori, Diritti e MercatoI trasporti sono uno dei settori su cui può essere più condivisibile un sostanziale decentramento  di potere decisionale poiché, contrariamente a quanto spesso percepito, gli spostamenti di merci e persone avvengono per il 75% circa in ambito regionale (con costi e problemi ambientali relativi).
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FISCALITÀ LOCALE: I NODI IRRISOLTI* E-mail
di Francesco Palermo
15 aprile 2011
Consumatori, Diritti e MercatoCosa significa “federalismo fiscale”? Per taluni significa più solidarietà, e dunque ridurre le disparità tra le diverse parti del territorio nazionale, specie in termini di servizi al cittadino. Per altri significa minori trasferimenti fiscali e maggiore responsabilità dei territori. In realtà federalismo fiscale può significare tante cose diverse. Il problema dell’attuale dibattito in Italia è la mancata condivisione degli obiettivi del processo chiamato federalismo fiscale.
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DECENTRAMENTO E PRESSIONE FISCALE: UNA QUESTIONE APERTA* E-mail
di Ernesto Longobardi
15 aprile 2011
Consumatori, Diritti e MercatoLa questione se il decentramento fiscale produca una maggiore o una minore spesa pubblica complessiva e, di conseguenza, una maggiore o una minore pressione fiscale, è stata al centro della teoria economica del federalismo fiscale. Questa letteratura si forma, alle origini, attorno all’idea che l’attribuzione delle funzioni fiscali, di spesa e di prelievo, a molteplici livelli di governo, anziché ad un unico governo centrale, debba generare un livello e una composizione della spesa pubblica più efficiente, vale a dire più aderente alle preferenze dei cittadini.
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I COSTI DEL "NON FEDERALISMO"* E-mail
di Gian Angelo Bellati
15 aprile 2011
Consumatori, Diritti e MercatoUn sistema economico competitivo permette ai consumatori di godere di grandi benefici: prodotti a prezzi concorrenziali, maggiore qualità, minore dipendenza da prodotti di Paesi esteri e, soprattutto, non europei, prodotti più sicuri per la sicurezza e la salute, maggiore responsabilità sociale delle imprese, retribuzioni del lavoro più alte….in poche parole consumi maggiori e di migliore qualità.
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LO SPEZZATINO DELL'IRPEF NEL DECRETO SUL FEDERALISMO REGIONALE E-mail
di Claudio De Vincenti
25 marzo 2011
irpef federalismoE’ all’esame della Commissione bicamerale sul federalismo fiscale lo schema di Decreto legislativo predisposto dal Governo in materia di autonomia di entrata delle regioni e delle province e di costi standard sanitari. Sulle norme riguardanti i costi standard, che hanno subito poche variazioni dal testo originario del settembre scorso, rinvio a un mio precedente intervento su nelMerito (8 ottobre 2010).
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FEDERALISMO FISCALE E DISUGUAGLIANZE REGIONALI E-mail
di Antonio Scialà
04 marzo 2011
federalismo fiscaleIn Italia l’introduzione del federalismo fiscale è stata sostenuta con forza principalmente dai cittadini residenti nel Nord del paese e dai loro rappresentanti politici. Un argomento spesso utilizzato per convincere i più scettici elettori del Sud della bontà della riforma, è stato che la responsabilizzazione dei livelli inferiori di governo nella gestione delle risorse pubbliche favorirebbe un uso più efficiente delle risorse stesse, con risultati positivi anche per lo sviluppo economico del Mezzogiorno e, con esso,  per la riduzione dei divari di reddito.
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PERCHÉ L’ALIQUOTA DI EQUILIBRIO DELL’IMU È PIÙ ALTA DEL 7,6 PER MILLE E-mail
di Marco Causi
18 febbraio 2011
federalismo.jpgUna delle ipocrisie del decreto sul fisco comunale, che nei prossimi giorni verrà portato al voto nelle aule del Parlamento dopo la bocciatura in Commissione bicamerale, è la fissazione al 7,6 per mille dell’aliquota di equilibrio della futura Imposta municipale propria (Imu).
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IL FEDERALISMO MUNICIPALE IMPANTANATO E-mail
di Franco Osculati
27 gennaio 2011
federalismo municipaleL’approvazione del decreto legislativo sul federalismo municipale, presentato il 19 gennaio, è stata rinviata. Le critiche sono più d’una. La principale, sollevata soprattutto dall’Anci, riguarda l’Imupp.
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FEDERALISMO FISCALE, AUTONOMIA IMPOSITIVA E REDISTRIBUZIONE DEL PRELIEVO E-mail
di Salvatore Tutino
26 novembre 2010
federalismo fiscaleA scorrere i decreti attuativi del federalismo fiscale, si potrebbe essere indotti a ritenere che la questione dell’autonomia impositiva di regioni ed enti locali si riduca ad un “semplice” problema di quadratura fra trasferimenti statali aboliti ed entrate compensative assegnate.
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FEDERALISMO E COSTI STANDARD E-mail
di Guido Citoni, Alessandro Solipaca
05 novembre 2010
federalismoLa bozza del Decreto Legislativo di attuazione del federalismo fiscale, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri (7/10/2010), contenente al Capo IV i criteri di determinazione dei costi e fabbisogni “standard” in sanità, conferma quanto già anticipato in precedenti versioni.
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