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L’Area Metropolitana di Bari tra esigenze locali e vincoli europei E-mail
di Antonio Troisi, Massimo Bianco
18 gennaio 2016

Gli interrogativi sorti sul ruolo effettivo dell’Area Metropolitana di Bari possono trovare una risposta nella Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi da 707 a 715) che, assegnando alle regioni il compito della regionalizzazione dell’equilibrio complessivo di competenza, ha aggiunto un altro vincolo a quello del concorso alla sostenibilità del debito pubblico. Pertanto abbiamo cercato di verificare la funzionalità del nuovo ente di Area Vasta barese rispetto ai predetti vincoli, ricorrendo alla legge n.56/2014 per delineare l’Indice di Declinazione del Concorso alla Sostenibilità del Debito Pubblico (I.D.C.S.D.P.) calcolato come saldo fra i primi due titoli delle entrate e i primi due delle spese) e l’Indice di Declinazione del Pareggio del Bilancio (I.D.P.B), saldo fra i primi 5 titoli delle entrate e i primi 3 delle spese.

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Una regionalizzazione degli equilibri di bilancio dei comuni delle dieci Aree Metropolitane E-mail
di Antonio Troisi, Massimo Bianco
21 dicembre 2015

Il disegno di Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi da 407 a 410 e da 424 a 427) ha assegnato alla regione il compito della regionalizzazione dell’equilibrio complessivo di competenza, consentendole di intervenire a favore degli enti locali del proprio territorio attraverso la rimodulazione degli obiettivi di saldo dei singoli enti e della regione. Di conseguenza, gli spazi finanziari acquisiti da una parte degli enti locali sono compensati dalla regione o dagli altri enti locali della stessa regione poiché l’intero comparto dell’Amministrazione Locale viene assimilato ad una grande holding. Le singole amministrazioni vengono, così valutate non solo per il loro specifico saldo non negativo in termini di competenza, ma anche per il concorso che ciascuna fornisce alla formazione del saldo regionale complessivo. Pertanto, aggiungendosi un altro vincolo a quello del concorso alla sostenibilità del debito pubblico (art. 12 legge n. 243/2012) abbiamo cercato di delinearne le implicazioni sulla politica economico-finanziaria regionale.

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Il concorso delle Aree Metropolitane alla sostenibilità del Debito Pubblico E-mail
di Massimo Bianco, Antonio Troisi
18 maggio 2015

L’art. 12 della legge n. 243/2012 impone a tutti i livelli di governo locale di contribuire alla sostenibilità del debito pubblico ed anche il D.E.F. 2015 conferma la priorità di questo impegno. Pertanto, per il governo locale è necessario realizzare, entro ottobre, due scelte:

1) definire nella Legge di Stabilità 2016 il concorso effettivo della P.A. locale, tenendo conto degli effetti positivi della riforma strutturale dei poteri locali (legge n. 56/2014) sulla sostenibilità del debito pubblico;

2) riscontrare l’effettiva realizzazione di detto concorso non ricorrendo al burocratismo letterario.

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Opere e investimenti pubblici. Troppo pochi. E-mail
di Franco Osculati
04 maggio 2015
Anche i dati del Documento di economia e finanza 2015 indicano che la spesa pubblica locale, sanità compresa, è stata stabilizzata, con sacrificio, soprattutto, dei pagamenti per il personale e degli investimenti. Il calo degli interventi in conto capitale per opere pubbliche si inserisce in una tendenza internazionale in atto da prima della crisi su cui ha richiamato più volte l’attenzione anche il Fondo monetario internazionale. La qualità delle infrastrutture fisiche non può degradarsi oltre misura e la quantità degli investimenti pubblici è elemento essenziale per sostenere la crescita del Pil e dell’occupazione. Il riassetto dell’Amministrazione pubblica locale può aiutare a migliorare la situazione, ma alcuni vincoli della legislazione vigente sembrano eccessivi e macchinosi.


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Stabilità e Enti locali. Quel che resta dell’autonomia. E-mail
di Franco Osculati
24 novembre 2014
La spesa pubblica locale è stabilizzata da qualche anno, salvo l’incognita sulla reali situazioni di qualche partecipata. Rimangono le questioni di qualità. La trasformazione delle Province può offrire un contributo limitando la sovrapposizione di competenze con Regioni e Comuni. Ma il fabbisogno di opere pubbliche si accumula senza sbocchi. Il disegno di legge di stabilità assegna nuovi rigori mascherati da spending review. I rapporti finanziari tra centro e periferia non sono mai stati così contorti e improvvisati.     
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Le partecipate locali e la cipria del mercato. E-mail
di Franco Osculati
14 luglio 2014

Si pensava fossero più di 4.000, ma meno di 5.000. Tuttavia nel sistema Siquel della Corte dei conti al 18 aprile 2014 risultavano 7.472 iscrizioni. Alla fine di giugno il Commissario alla revisione della spesa pubblica Cottarelli ha però dichiarato che le partecipazioni pubbliche si aggirano attorno alle 10.000 unità. Sono troppe. Si deve intervenire, ma senza il consueto inchino alla supposta superiorità del privato.

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Tutti contro il Titolo V, ma serve davvero cambiarlo? E-mail
di Lorenzo Saltari
24 febbraio 2014
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 Il Titolo V della Costituzione, come modificato nel 2001, è mal scritto. L’esigenza di correggerlo è ampiamente condivisa. Questa riforma è davvero la condizione senza la quale non si può agire subito per porre rimedio alla debolezza dello Stato italiano?

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Sì alla nuova Provincia e al ddl 1212 E-mail
di Franco Osculati
17 febbraio 2014
italia-province_2.pngLa riforma del Titolo V riscuote ampio consenso. Meno unanime l’opinione su come e quando riscrivere la parte della Costituzione dedicata al governo multilivello. Intanto la Pubblica amministrazione locale sprofonda in una complessità senza fine, tra crisi finanziaria e scelte politiche sbagliate. Meglio avviare da subito il ridisegno istituzionale, comprensivo delle nuove Province, previsto dal ddl “Delrio”. fb

 
UN’IPOTESI DI SISTEMA PEREQUATIVO VERTICALE PER I COMUNI BASATO SUL FABBISOGNO E LA CAPACITÀ FISCALE E-mail
di Ernesto Longobardi, Francesco Porcelli
16 novembre 2012
sistema perequativoE’ a buon punto il lavoro di costruzione dei fabbisogni standard di comuni e province, affidato alla Sose, in collaborazione con l’Ifel, da uno dei decreti di attuazione della legge 42/2009 sul federalismo fiscale, il d. lgs. 216/2010. I primi fabbisogni - la polizia locale per i comuni, le funzioni nel campo dello sviluppo economico e servizi al mercato del lavoro, per le province- sono stati approvati dalla Copaff alla fine di giugno e il relativo schema di DPCM è attualmente all’esame della Commissione bicamerale per l’attuazione dl federalismo fiscale e delle altre commissioni competenti.
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AZIENDE PUBBLICHE E PATTO DI STABILITÀ INTERNO E-mail
di Antonio Massarutto
05 ottobre 2012
patto stabilitaIl referendum del giugno 2011 ha riabilitato le gestioni pubbliche dei servizi locali, affermando con forza la contrarietà dell’elettorato verso forme di apertura coatta al mercato, anche tutto sommato blande come quelle che erano previste nella norma abrogata1. L’affidamento “in house” a imprese controllate dall’ente locale riguadagna dunque piena legittimità, al pari delle forme di affidamento che coinvolgono operatori privati; la gara è necessaria solo in quest’ultimo caso.
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IL FEDERALISMO LA CRISI ED IL PREZZO DELL'AUTONOMIA E-mail
di Dario Immordino
18 settembre 2012
federalismoNegli ultimi anni l'autonomia è stata sempre più spesso utilizzata per difendere spese, se non del tutto voluttuarie, quantomeno non essenziali. Ogni tentativo di porre sotto controllo questi costi inefficienti è stato denunciato come un'attentato al diritto all'autodeterminazione delle comunità locali. Ed a pagarne il prezzo sono i cittadini.
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FEDERALISMO E RESPONSABILITÀ: IL NODO DELLA SPECIALITÀ FINANZIARIA E-mail
di Dario Immordino
07 settembre 2012
amministrazione finanziariaRientrato momentaneamente l'allarme sui rischi del default siciliano resta il problema del rapporto tra autonomia e responsabilità finanziaria e dei rimedi per evitare che gli enti virtuosi debbano sopportare i costi di una gestione finanziaria dissennata da parte di altre amministrazioni. Ma la soluzione non è certo cancellare la specialità con un colpo di spugna, ma riformarla in modo da renderla finanziariamente ed istituzionalmente sostenibile
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