IL FUOCO

La rivista si occupa di crisi economica, fisco, regolazione, lotta al terrorismo. Saraceno e Rosina ci propongono uno spaccato riguardo agli effetti della crisi economica sulla popolazione italiana: una crisi che in termini occupazionali colpisce  soprattutto i giovani e le donne. Paladini ci propone una analisi in due tempi - qui pubblichiamo il primo contributo - della redistribuzione fiscale in Italia negli ultimi trenta anni rispetto all'esperienza dei principali paesi sviluppati: nonostante la crescita dei ''ricchi'', il fisco ha continuato a svolgere un ruolo redistributivo. Barucci si sofferma sulle lezioni che gli economisti dovrebbero imparare da questa crisi finanziaria. Infine Di Legami entra nel merito della nuova normativa sulla aggressione patrimoniale ai beni che finanziano le associazioni terroristiche: una normativa dalla dubbia efficacia e lacunosa in più di un punto.
 
CHE IL ‘‘PROCESSO’’ AGLI ECONOMISTI NON SIA SOLO MEDIATICO
Economia reale
di Emilio Barucci
25 giugno 2009

crisi_finanziaria_barucci.jpgLa scienza economica si differenzia da quelle esatte per essere una scienza sociale, questo significa che ha a che vedere con l’agire degli uomini e questo la rende poco ‘‘affidabile’’ sia in termini di comprensione dei fenomeni che in termini predittivi: fino a prova contraria gli uomini sono tutt’altro che razionali e prevedibili. Nessuna sorpresa quindi se gli economisti non sono stati in grado di prevedere la crisi finanziaria.

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IL SEQUESTRO DEI BENI DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTE: NOVITÀ E PUNTI CRITICI
Parlamento e Istituzioni
di Rosario Di Legami
25 giugno 2009

sequestro_beni_dilegami.jpgUn recente decreto legislativo (n. 54 del 2009) ha modificato quello del 2007 che rappresenta la prima disciplina organica in materia di aggressione patrimoniale ai beni o ai servizi che tendono a qualunque titolo a finanziare le associazioni terroristiche. Si tratta di una disciplina apprezzabile nelle intenzioni, ma di dubbia efficacia e problematica in termini di garanzia del sospettato.

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RICCHI BRITANNICI, ITALIANI ED ALTRI*
Fisco
di Ruggero Paladini
25 giugno 2009

tassazione_ricchi_paladini.jpgE’ notizia recente che il governo Brown ha deciso di aumentare dal 40 al 50 per cento l’aliquota su coloro che guadagnano oltre 150mila sterline; si tratta di circa 300mila contribuenti (294mila nell’anno 2007), lo 0,7% dei redditieri britannici; percentuali di questo genere, per convenzione unanime, identificano i ricchi (anche se per il "top" dei ricchi si prende lo 0,1%, o anche lo 0,05%). 

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CRISI NON SCACCIA CRISI: L’OSTINATA PERSISTENZA DELLE FRAGILITÀ ITALIANE*
Economia reale
di Alessandro Rosina
25 giugno 2009

lavoratrici_rosina.jpgIl nostro paese è entrato in questa fase di recessione globalizzata con il fiato più corto rispetto al resto d’Europa. Sono oramai vari anni, del resto, che la nostra economia fatica a mantenere il passo con la media degli altri paesi occidentali. Lo stesso benessere materiale della popolazione, reale e percepito, si trovava da tempo in sofferenza: negli ultimi 15 anni il reddito medio pro capite italiano si collocava di 4 punti percentuali sopra la media dell’UE15, mentre ora si trova 10 punti sotto.
*Articolo pubblicato anche su neodemos.it

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CALA L’OCCUPAZIONE, AUMENTA L’INATTIVITÀ
Lavoro
di Chiara Saraceno
25 giugno 2009

indagine_forza_lavoro_saraceno.jpgL’indagine sulle forze di lavoro relativa al primo trimestre di quest’anno è la prima fotografia precisa degli effetti della crisi finanziaria sulle condizioni di vita delle cosiddette persone comuni. Sgombera il campo da tante rassicurazioni superficiali sul fatto che l’Italia era relativamente protetta. Al contrario, offre una prima conferma, specie se ci si continuerà nelle politiche di piccolo cabotaggio, all’ipotesi OCSE di un ritorno della disoccupazione italiana a tassi a due cifre nel 2010. I dati segnalano, infatti, che non solo, dopo quattordici anni, l’occupazione cala, ma che il fenomeno riguarda anche i gruppi e le zone finora più protette.

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LA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE. UN RISCHIO E UNA PROPOSTA CIRCA IL SECONDO LIVELLO
Relazioni industriali
di Sebastiano Fadda
19 giugno 2009

contrattazione_secondo livello_fadda.jpgSu molti aspetti dell’accordo del 22 gennaio sulla riforma della contrattazione è prudente sospendere il giudizio perché contengono molte ambiguità che saranno risolte soltanto dalle "intese fra le parti", cui l’accordo stesso fa espliciti e frequenti rinvii. Paradossalmente, tra queste "parti" rientrano anche quelle (di rilievo non trascurabile in termini di rappresentanza) che non hanno sottoscritto l’accordo e che quindi potrebbero ritenersi non vincolate dai contenuti dello stesso.

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PROSPETTIVE PER IL PD DOPO IL VOTO*
Parlamento e Istituzioni
di Luciano Fasano, Marco Leonardi
19 giugno 2009

pd_leonardi1.jpgQuali prospettive si aprono per il PD, all’indomani del voto del 6 e 7 giugno? La differenza di risultati tra europee (ancora sopportabili) e amministrative (disastrosi) mette in luce che il PD tiene come progetto di opinione ma ha crescenti difficoltà a mantenere un radicamento nel territorio. Il PD come progetto di opinione tiene, in un contesto bipolare, non tanto per l’affermarsi di una sua chiara identità, quanto perché l’idea del ritorno ad un partito socialdemocratico tradizionale, dopo il fallimento dei partiti socialdemocratici in Europa e delle liste comuniste in Italia, sembra oggi improponibile.
*Articolo pubblicato anche su Le nuove ragioni del socialismo

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DIFFERENZIALI SALARIALI TRA CENTRO-NORD E MEZZOGIORNO E BASSA CRESCITA DELLE RETRIBUZIONI IN ITALIA
Mezzogiorno
di Luca Murrau
19 giugno 2009

gabbie_salariali_murrau.jpgPer diversi anni il dibattito scientifico in Italia si è sviluppato attorno all’idea di quale fosse il "giusto" livello di differenziazione salariale tra Centro-Nord e Mezzogiorno, facendo perno sul presupposto, largamente condiviso, che fosse presente un differenziale salariale tra le due aree del Paese, benché fossero poco chiari gli ordini di grandezza del fenomeno. Questo nell’idea, specie dopo la fine delle "gabbie salariali, che il Mezzogiorno, in quanto area arretrata a bassa crescita avesse salari più alti di quelli che un'area con tali caratteristiche potesse permettersi.

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QUESTIONE IRAP
Fisco
di Franco Osculati
19 giugno 2009

irap_osculati.jpgSi torna a parlare e a sparlare di Irap. La legge delega sul federalismo fiscale, n. 42/2009, prevede che il tributo regionale rimanga "fino alla data della sua sostituzione con altri tributi" (art. 8). Di questi, però, nella legge non c’è traccia. Già la "Delega fiscale", legge 80/2003, ne prometteva che la "graduale abolizione … con precedenza ai soggetti con prevalente incidenza del costo del lavoro" (art. 8).

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I LIMITI DELLA RIFORMA FINANZIARIA USA, OVVERO: CHE FINE HA FATTO IL PIANO PAULSON?
Finanza
di Giuseppe Schlitzer
19 giugno 2009

supervisione_finanziaria_schlitzer.jpgLa riforma finanziaria appena presentata dall’amministrazione Obama è una riforma a metà: essa non va alla radice dei problemi che caratterizzano il sistema di regolamentazione e supervisione americano. Superata la vecchia distinzione tra banche commerciali e banche d’investimento, dopo che queste ultime si sono trasformate in banche commerciali passando sotto la vigilanza della Riserva federale, qui la sfida vera è rivedere l’intero assetto dei controlli.

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ASSICURAZIONE PUBBLICA CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI
Pubblica Amministrazione
di Angelo Baglioni, Michele Grillo
12 giugno 2009

terremoto_abruzzo_grillo.jpgIl terremoto a l’Aquila ha riproposto il tema dell’assicurazione contro le calamità naturali (che includono non solo terremoti, ma anche maremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, inondazioni e frane). Al contrario che in altri paesi europei, in Italia manca una regolamentazione. La Commissione Tecnica per la Spesa Pubblica propose nel 1995 una disciplina del fenomeno, con l’introduzione di una assicurazione privata obbligatoria. Inserita negli anni successivi nelle prime versioni di diverse leggi finanziarie, questa proposta però non ha mai avuto uno sbocco normativo.

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RIFLESSIONI SUL DOPO-TERREMOTO
Pubblica Amministrazione
di Luigi Buzzacchi, Gilberto Turati
12 giugno 2009

ricostruzione_buzzacchi.jpgÈ di questi giorni la notizia che il Governo finanzierà al 100% e senza limiti di importo (contrariamente alle prime bozze del decreto legge che prevedevano un limite di 150.000 euro) la ricostruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale delle famiglie duramente colpite dal terremoto del 6 aprile scorso. Il provvedimento si inserisce in un piano che – sulla base dei dati ufficiali forniti dal Governo(1) – prevede uno stanziamento di 8 miliardi di euro da spendere nei prossimi 3 anni, di cui 1,5 miliardi per la gestione dell’emergenza e i rimanenti 6,5 per avviare l’opera di ricostruzione: è quindi probabile che a questi denari se ne aggiungano altri.

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