Le partecipate locali e la cipria del mercato.
Enti locali
di Franco Osculati
14 luglio 2014

Si pensava fossero più di 4.000, ma meno di 5.000. Tuttavia nel sistema Siquel della Corte dei conti al 18 aprile 2014 risultavano 7.472 iscrizioni. Alla fine di giugno il Commissario alla revisione della spesa pubblica Cottarelli ha però dichiarato che le partecipazioni pubbliche si aggirano attorno alle 10.000 unità. Sono troppe. Si deve intervenire, ma senza il consueto inchino alla supposta superiorità del privato.

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L’economia della falsa povertà: il caso Sicilia
Welfare
di Rosamaria Alibrandi, Mario Centorrino, Pietro David, Antonella Gangemi
14 luglio 2014

La lettura e l’ascolto quotidiano dei media ci offrono numerosi materiali di conoscenza sulla povertà in Italia. Descritta con abbondanza di dati statistici grazie alla documentazione puntuale fornita dall’Istat, sia con inchieste di taglio sociologico condotte sul campo.

Non è frequente, invece, imbattersi in ricostruzioni della “falsa” povertà, di casi cioè quantitativamente numerosi nei quali dietro un’attestazione di povertà, significativa ai fini delle tipologie Istat e della  percezione di sussidi, si nascondono truffe. Nel senso che risorse erogate per sostenere condizioni di povertà affluiscono a soggetti che non si ritrovano in queste condizioni. 

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Un’analisi dei bilanci delle principali banche europee in attesa degli stress test
Finanza
di Carlo Milani
14 luglio 2014
I sistemi bancari dei principali paesi europei sono al centro di importanti trasformazioni, sia per l’impulso di storici cambiamenti normativi, come l’Unione bancaria, sia per effetto delle normali dinamiche di mercato. Le pressioni verso il cambiamento si esercitano soprattutto sulle banche dei paesi periferici: Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo stanno infatti rivedendo il loro focus sul tradizionale business bancario consistente nell’erogazione del credito, diminuendo progressivamente il peso degli impieghi sul complesso delle attività bancarie. 
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Unioni civili: molti i nodi ancora da sciogliere
Diritti Fondamentali
di Alberto Maria Benedetti
14 luglio 2014

Governo e opposizione sembrano oggi concordare sul fatto che, anche in Italia, è giunto il momento di affrontare, sul piano legislativo, il tema delle coppie che non “possono” sposarsi; di quelle coppie, cioè, che, appartenendo al medesimo sesso, non sono abilitate, pur desiderandolo, ad accedere al matrimonio, almeno per come oggi esso è costruito dal legislatore. Il tema è sul tavolo da tempo: la Corte costituzionale si è più volte espressa, auspicando che il legislatore affrontasse il tema delle coppie omosessuali, individuando le forme giuridiche idonee a dare soddisfazione all’aspirazione a un riconoscimento giuridico di realtà che rappresentano, nell’attuale configurazione sociale, un fenomeno di grande rilievo.

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Il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia: alcuni aspetti critici
Welfare
di Elena Granaglia
23 giugno 2014

Provare a fare proposte concrete, in particolare, in ambiti che coinvolgono vere e proprie emergenze è sempre meritorio. Per chi le critica, invece, il rischio è sempre in agguato del “benaltrismo” o, quanto meno, della divagazione in sterili cavilli. Accetto questo rischio e vorrei provare a indicare quelli che a me paiono seri limiti della proposta bipartisan di legge a favore dell’Istituzione del Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia presentata, alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno.

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L'Europa in stallo. Qual è la prossima mossa?
Europa
di Francesco Farina, Roberto Tamborini
23 giugno 2014

Dopo il voto del 25 maggio, l'Unione Europea rimarrà imbrigliata nello status quo, o farà una mossa per recuperare la legittimazione democratica che sta venendo meno? E in quale direzione: più o meno sovranità nazionale, più o meno integrazione sovra-nazionale? Alla vigiliua del semestre italiano alla guida dell'Unione, che nel gergo politico nostrano si annuncia come "costituente", offriamo ai lettori la nostra previsione sull'esito probabile, e una proposta per trasformarlo da un rischio in una opportunità.

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Istruzione in Italia: tra esclusione e povertà educativa
Scuola e Università
di Mario Centorrino, Rosamaria Alibrandi
23 giugno 2014
Li chiamano i “drop out”. Il termine algido e tecnico sottende a un dramma reale, che si paga oggi e si pagherà con gli interessi in futuro: sono, rispetto al numero di studenti registrati all’anagrafe scolastica, i giovani che “cadono fuori” dalla scuola. Uno ogni 100 già tra i bambini che ogni anno iniziano la scuola primaria. Cinque su 100 si fermano alla licenza elementare; 32 lasciano dopo le medie, 17 non finiscono le superiori e altrettanti non arrivano alla laurea. L’Italia, con il 17,6% di ragazzi che abbandonano gli studi, è in fondo alla classifica europea, la cui media è pari al 14,1%.
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Emergenza “Jobless generation”
Lavoro
di Luisa Corazza
23 giugno 2014

Mentre la disoccupazione in Italia rasenta il 13% (12,7%), quella giovanile supera il 40% (41,6%), collocando il nostro paese tra i fanali di coda in Europa con riferimento alla presenza  dei giovani nel mercato del lavoro: il lavoro dei giovani è una vera e propria emergenza finalmente al centro delle notizie di stampa e dei programmi della politica.

Per chiarire la gravità della situazione attuale, è necessario operare un’inversione logica e partire, invece che dalle cause della disoccupazione giovanile, dai suoi effetti, per poi tornare a discutere delle cause e valutare, infine, se le misure oggi in campo risultino adeguate.

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Fisco, la prevenzione (e non la repressione) ha evitato truffe annue per 12,3 mld
Fisco
di Giuseppe Pasquale
23 giugno 2014

Oltre 12  miliardi. A tanto ammonta il risparmio annuo che il Fisco deve alle misure di prevenzione a costo zero varate in materia di false compensazioni. Non si tratta di una stima. Il dato è  vero e reale, desumibile confrontando fra loro le tabelle pubblicate dalla Corte dei conti. A dimostrazione di quanto sia urgente, ma soprattutto conveniente, rivoluzionare le odierne tecniche di contrasto all’evasione, tecniche che invece continuano ingenuamente a fare della repressione l’unico (e per questo inutile) argine. 

 

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Ormai siamo tutti d’accordo: bisogna far crescere la produttività. Sì, ma come?
Economia reale
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
09 giugno 2014
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Negli ultimi giorni, Istat, Banca d’Italia e Ministro dell’Economia hanno identificato nella stagnazione della produttività il malanno principale che affligge la nostra economia, con le prime due istituzioni inclini a individuarne una causa importante nel deficit di investimenti registrato da tempo nel nostro Paese, in particolare di quelli innovativi. A questa importante convergenza analitica non ha però fatto seguito alcuna proposta concreta sulle politiche da attuare per invertire la rotta e accrescere gli investimenti, siano essi pubblici o privati, italiani o europei.
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La causa mista dell’apprendistato: più formazione o occupazione?
Lavoro
di Sandra D’Agostino
09 giugno 2014
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Tra i primi provvedimenti approvati dal nuovo Governo, il decreto-legge n. 34/2014 intende affrontare il problema della disoccupazione giovanile riformando il contratto di apprendistato e quello a tempo determinato. Per l’apprendistato si tratta dell’ennesima revisione del dispositivo: tre riforme più ampie intervenute negli ultimi quindici anni (legge 196/ 1997, decreto legislativo 276/2003, Testo Unico sull’Apprendistato) e una pluralità di interventi normativi di portata più limitata. Un dibattito che appare incessante, alla ricerca della configurazione più adeguata dello strumento perché esplichi anche in Italia – come in tanti altri Paesi - i suoi effetti benefici nel contrasto alla disoccupazione giovanile.

I risultati del dispositivo sul fronte occupazionale sono visibili dai dati riportati nella nota sull’andamento delle CO nel IV trimestre 2013, recentemente pubblicata dal Ministero del lavoro. 

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Un semestre italiano riformista? Il nodo dei diritti sociali in Europa
Europa
di Silvana Sciarra
09 giugno 2014
flags.jpgIl semestre europeo a guida italiana, ormai prossimo all’inizio, ci riporta all’eterno dilemma del riformismo. Stretti fra l’urgenza di un avvio sollecito e l’ansia del lungo periodo, i riformisti devono saper scegliere le priorità e le mosse per renderle concrete. Le questioni istituzionali sono indiscutibilmente al centro, anche perché questa volta, sulla scorta di una Raccomandazione della Commissione europea del marzo 2013, i partiti politici europei hanno reso visibile agli elettori la loro dimensione sovranazionale e democratica, indicando il candidato alla Presidenza della Commissione e dunque segnando, non sempre in modo inequivocabile, il nesso fra strategie nazionali e sovranazionali.  fb

 
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