“We cannot win the future with the tax rules of the past”
Fisco
di Giuseppe Marino, Daniele Russetti
20 marzo 2015
In data 2 febbraio 2015, la Casa Bianca ha pubblicato il c.d. Budget Document – Fiscal Year 2016, documento di natura programmatica ove sono elencati e spiegati, punto per punto, tutti gli obiettivi che il Governo degli Stati Uniti d’America cercherà di realizzare nel prossimo decennio. Si tratta di un atto estremamente interessante in quanto non è il solito paper infarcito di parole roboanti con l’intento ultimo di creare belle ma inutili speranze ma, anzi, si presenta come analisi dettagliata, soprattutto in termini economici, della situazione attuale e di quella che dovrebbe caratterizzare il Paese a stelle e strisce al termine del 2025. 
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Horizon 2020 e la Smart City. Una strategia realistica per l’Italia é ripartire dall’ABC
Pubblica Amministrazione
di Matteo Corsi
20 marzo 2015

Il nuovo programma europeo dedicato a ricerca e innovazione si occupa anche di Smart City, indirizzando risorse verso alcuni temi prioritari per le aree urbane dell’Unione. L’obiettivo é creare una costellazione di progetti, arricchendo il ventaglio di strumenti intelligenti a disposizione delle città. Sfortunatamente, questo approccio richiede, a monte, una struttura di analisi e di elaborazione e gestione delle politiche territoriali rispondente, a sua volta, a requisiti minimi di “Smartness” che per l’Italia sono ancora irraggiungibili. Prima di occuparsi dell’intelligenza dei progetti urbani converrebbe recuperare terreno sull’intelligenza dei processi decisionali e degli strumenti che li supportano.

 

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Università e lingua degli insegnamenti: alla ricerca dell’autonomia smarrita
Scuola e Università
di Michele Giovannini
20 marzo 2015

La globalizzazione dei mercati ha avviato una profonda trasformazione del contesto entro il quale le università sono chiamate ad operare, spingendo il Legislatore all’adozione di misure dirette a sottrarre i nostri atenei al loro “splendido isolamento” e a favorirne l’integrazione con i sistemi universitari europei ed internazionali. Se da un lato, infatti, soprattutto nell’area delle cd. “scienze dure” il processo di integrazione tra comunità scientifiche è già oggi in stadio avanzato, dall’altro le politiche nazionali in materia di ricerca e formazione risentono ancora di una concezione che vede le singole realtà accademiche (ed il sistema che le esprime) slegate dal contesto europeo ed internazionale.  

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Jobs Act, alcuni commenti e qualche previsione
Lavoro
di Giuseppe Croce
20 marzo 2015

Il Jobs Act, del quale nei giorni scorsi sono stati emanati i primi decreti attuativi, è un provvedimento complesso che riforma il lavoro da molteplici punti di vista, pertanto non è facile valutarne sinteticamente l’efficacia. Tuttavia, limitandoci ai provvedimenti relativi ai contratti di lavoro, è possibile evidenziarne alcune implicazioni e azzardare qualche previsione.

I margini di flessibilità esterna e interna per le imprese sono ora molto più ampi. Sembra difficile a questo punto che si possa ancora sostenere che le rigidità del lavoro costituiscano un fattore decisivo di freno agli investimenti.

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Ci sarà una rivoluzione tecnologica in Italia?
Scuola e Università
di Francesco Pastore
06 marzo 2015

Pur restando ancora una delle più basse nell’Unione Europa, la percentuale dei laureati in Italia è aumentata in modo significativo negli ultimi due decenni. Secondo l’ultima edizione di Education at a glance dell’OCSE, la quota dei laureati fra i giovani di età compresa fra i 25 e i 34 anni è più che raddoppiata, passando dal 10.5% del 2000 al 22.7% del 2013. La media OCSE del 2013 è di poco superiore al 40%.

Dovrebbe essere questa un’ottima notizia per il paese e per i giovani. Invece, l’espansione dei laureati sembra aver prodotto una forte delusione, forse anche dovuta alla contemporanea esplosione della crisi economica. 
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Il “falso” superamento dei cococo nel Jobs Act
Lavoro
di Adalberto Perulli
06 marzo 2015
La legge delega (10 dicembre 2014, n. 183) prevede il superamento delle collaborazioni, anche a progetto. Perché questa scelta? Per offrire uno “scalpo” nella lotta alla precarietà, a favore del Contratto a tutele crescenti, come se la precarietà fosse tutta nel lavoro autonomo, ovvero come se il lavoro autonomo fosse tutto espressione di frode e simulazione. Scontiamo ancora una volta un ritardo culturale nei confronti del lavoro autonomo, e siamo piu' avvezzi a vederci la frode che le genuine espressioni di nuove soggettivita' al lavoro. 
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European Youth Guarantee
Europa
di Jutta Steinruck
06 marzo 2015

In April 2013, the EU Member states started formally the Youth Guarantee. This was the first success in a long story of challenging ways to fight Youth Unemployment in a European Initiative. With the Youth Guarantee the Member States should ensure that, within four months of leaving school or losing a job, young people under 25 can either find a good-quality job suited to their education, skills and experience; or acquire the education, skills and experience required to find a job in the future through an apprenticeship, traineeship or continued education. For us Socialists and Democrats the adoption of the youth guarantee has been a very positive step, since it offers a fresh start for millions of young people.

  

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Gli effetti delle manovre nel biennio 2014/2015: una valutazione territoriale.
Mezzogiorno
di Stefano Prezioso
06 marzo 2015
Recentemente l’ISTAT ha rilasciato le nuove stime di Contabilità Regionale che, con riferimento al 2013, restituiscono una situazione che vede il paese ancora fortemente spaccato al suo interno: il Pil per abitante del Mezzogiorno è risultato pari, infatti, ad appena il 55% di quello del Centro-Nord. Un simile dato ha ovviamente dietro di sé una “lunga storia”, che chiama in causa molteplici cause. Ad ogni modo, gli ultimi anni sono stati profondamente segnati, sul piano della politica economica, da manovre di finanza pubblica molto ingenti; appare interessante avere un’idea di quale possa essere l’effetto di queste sull’evoluzione congiunturale del Pil delle due macroaree. 
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Un nuovo veicolo per arginare la crisi: la società salva aziende del decreto Investment Compact
Finanza
di Martino Liva
23 febbraio 2015

Non sarà una nuova Iri, come ha specificato il Ministro dell’Economia Padoan, ma ancora non sono del tutto chiari i tratti caratteristici che avrà la nuova «Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese», la cui istituzione è prevista dall’art. 7 del recente D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 (cd. Investment compact). Si tratta, quest’ultima, di una norma ancora difficile da valutare, lasciando infatti molto di non detto e richiedendo un necessario decreto ministeriale di attuazione, ma che probabilmente avrà un certo impatto (si spera positivo) sul tessuto produttivo italiano.

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Martin Lutero e il Marchese del Grillo
Europa
di Francesco Pastore
23 febbraio 2015

Sono i giorni della fermezza della Grecia. Il neo-ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis ha appena dichiarato che non accetterà la proposta della Troika. Quella proposta si fonda su un dato di fatto falso: il PIL greco sarebbe cresciuto secondo la Troika in termini reali, ma questa, a suo dire, è solo un’apparenza. Il PIL nominale si è ridotto, in realtà, ma sembra aumentare in termini reali solo a causa della deflazione dei prezzi che corre ad un ritmo ancora superiore a quello del PIL. Insomma, la domanda aggregata in Grecia, i consumi e quindi anche il reddito continuano a languire, non aumentano. Questo per Varoufakis è la dimostrazione più evidente che la ricetta della Troika per superare la crisi greca è fallita.

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E’ il momento della carbon tax
Fisco
di Franco Osculati
23 febbraio 2015

Forse sarebbe eccessivo parlare di un “dividendo” addirittura triplo, ma è certo che gli elementi a favore dell’introduzione della “carbon tax” sono importanti e numerosi come non mai. Essa consentirebbe di mantenere e accentuare gli incentivi alla sostenibilità ambientale e di finanziare interventi favorevoli allo sviluppo. Senza effetti collaterali significativi.  A Parigi, in dicembre, nuova conferenza sul cambiamento climatico. Non presentiamoci a mani vuote.  

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Il gioco in corso nell’Eurozona
Europa
di Francesco Farina
23 febbraio 2015
La debolezza delle istituzioni dell’Eurozona ha anche la conseguenza di esaltare le personalità, invece dei luoghi deputati a prendere le decisioni. Piuttosto che l’Eurogruppo, formato dai ministri dell'Economia e delle Finanze degli Stati membri dell’Eurozona, come protagonisti dell’ennesima crisi europea troviamo Angela Merkel e Yannis Varoufakis. Un “tavolo intergovernativo” davvero inedito: Davide e Golia. La guerra di nervi ingaggiata da Germania e Grecia ha una posta in gioco molto alta: l’eventuale uscita della Grecia dall’euro, con le inevitabili ripercussioni economiche e politiche che si propagherebbero con esiti imprevedibili all’interno dell’Eurozona. Con queste premesse, il confronto fra i due contendenti è stato definito da Paul Krugman nel suo blog un esempio di Chicken Game.
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