Decretazione d’urgenza: il declino di una fonte
Politica e Istituzioni
di Simona Di Maria
18 maggio 2015

La riforma costituzionale in divenire, tra le altre cose, consolida gli argini e chiarisce i confini dei limiti di legittimità della decretazione d’urgenza, eretti esegeticamente dalla giurisprudenza costituzionale, con l’intento di rimediarne l’abuso; dal diritto vivente al diritto positivo. Al contempo offre al Governo strumenti di intervento sui lavori parlamentari, alternativi alla decretazione e meno dirompenti. L’obiettivo è di ri-bilanciare i rapporti fra gli organi dello Stato che, di fatto, si sono squilibrati in modo sempre più evidente a favore dell’Esecutivo (e della maggioranza che lo sostiene). Mediare fra governabilità e tutela della rappresentatività parlamentare, disciplinando i casi e i modi della decretazione, è una delle necessità primarie.

La questione è l’idoneità degli strumenti approntati a perseguire lo scopo e se si assisterà, finalmente, al declino della fonte decretizia.

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Alcuni spunti sull’abrogazione del voto capitario nelle banche popolari
Finanza
di Mitja Stefancic
18 maggio 2015

Efficienza, controllo e redditività: queste sono, in sintesi, le parole chiave alla base delle manovre del Governo Renzi per demutualizzare le principali banche popolari, allineandole sia alle aspettative dei mercati finanziari internazionali sia alle loro dimensioni e crescente complessità. Il Governo ha deciso per l’abrogazione del voto capitario nelle maggiori banche popolari, a favore di un modello di governo societario simile a quello delle commerciali. In riferimento ad alcune recenti analisi economiche, la suddetta manovra appare auspicabile dal punto di vista di un maggiore controllo rispetto alle decisioni dei manager-banchieri e, dunque, adatta per salvaguardare l’efficienza nel perseguimento degli obiettivi delle banche. Qualora fosse applicata indistintamente a tutte le banche popolari, essa non terrebbe però conto della loro natura essenzialmente cooperativa. Vediamo il perché. 

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Cina: la fase di transizione crea incertezze ma non deve alimentare pessimismo
Internazionali
di Silvano Carletti
18 maggio 2015

La Cina ha chiuso il 2014 con un tasso di crescita del 7,4%, oltre tre volte e mezzo il ritmo di crescita del Resto del Mondo (2,2%). Il consuntivo dell’anno scorso è però inferiore a quello del biennio precedente (7,8%), al trend di sviluppo di lungo periodo (+9,7% nel decennio 2000-10) ed è il più basso degli ultimi 25 anni. Si tratta di un appannamento congiunturale o di un indebolimento strutturale destinato a ridimensionare il ruolo di questo Paese a livello mondiale? A domande di questo genere difficilmente si può rispondere in modo perentorio, tantomeno nel caso della Cina. Volendo comunque arrivare ad una sintesi sono molti gli argomenti che possono sostenere una risposta tendenzialmente positiva.

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Il concorso delle Aree Metropolitane alla sostenibilità del Debito Pubblico
Enti locali
di Massimo Bianco, Antonio Troisi
18 maggio 2015

L’art. 12 della legge n. 243/2012 impone a tutti i livelli di governo locale di contribuire alla sostenibilità del debito pubblico ed anche il D.E.F. 2015 conferma la priorità di questo impegno. Pertanto, per il governo locale è necessario realizzare, entro ottobre, due scelte:

1) definire nella Legge di Stabilità 2016 il concorso effettivo della P.A. locale, tenendo conto degli effetti positivi della riforma strutturale dei poteri locali (legge n. 56/2014) sulla sostenibilità del debito pubblico;

2) riscontrare l’effettiva realizzazione di detto concorso non ricorrendo al burocratismo letterario.

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Il Parlamento alla prova della riforma della Rai: la proposta del Governo (e le altre)
Servizi Pubblici
di Martino Liva
04 maggio 2015

Mentre a grandi passi si avvicina la scadenza del mandato del Consiglio di Amministrazione della Rai, che cesserà con l’assemblea di bilancio di questa primavera, entra nel vivo il dibattito parlamentare concernente la riforma della tv di Stato.

Già, perché se ora sono divenuti noti i termini dell’azione riformatrice del Governo, forse è meno noto il fatto che, con leggero anticipo rispetto al d.d.l. governativo, sono state depositate altre proposte in Parlamento, aventi anch’esse ad oggetto la Rai S.p.A.. 

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La crisi di profittabilità dell’economia italiana
Economia reale
di Andrea Vaona
04 maggio 2015

L’articolo commenta la recente notizia che le società non finanziarie sono andate incontro ad un calo della quota dei profitti sul totale del prodotto. In questo contributo si discute la profittabilità del capitale in Italia e se ne offre una contestualizzazione di lungo periodo, analizzandone le dimensioni aggregata, settoriale, territoriale e di genere. Si conclude con alcune implicazioni per le politiche macroeconomiche, industriali e di genere nel nostro paese.

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L’alternanza scuola-lavoro e la buona scuola
Scuola e Università
di Anna Orsi
04 maggio 2015

Il ddl. “La buona scuola” sembra optare per la valorizzazione di un sistema di alternanza scuola-lavoro, che dovrà coinvolgere non solo gli studenti degli istituti tecnici e professionali, ma anche quelli dei licei. È necessario ribadire che tale modello, non è un nuovo modello di apprendistato, ma un sistema di alternanza scuola-lavoro che somiglia un po’ al modello duale tedesco, plasmato, però, alla realtà italiana.

L’alternanza scuola-lavoro può essere il giusto ponte di collegamento tra la scuola e il lavoro e, se concepita bene, con alla base un effettivo sostegno statale anche a livello economico, è uno strumento in grado di ridurre la disoccupazione giovanile, ma soprattutto in grado di modellare l’offerta formativa in base alle esigenze delle imprese e all’andamento del mercato, basandosi proprio su un forte dialogo tra sistema di istruzione, imprese, famiglie, studenti e associazioni sindacali.

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La scatola nera di una legge a tutela della concorrenza
Concorrenza
di Michele Grillo
04 maggio 2015

Le considerazioni che seguono possono apparire lontane dallo spirito di nelMerito: sono pessimiste e incapaci di convertirsi in buoni consigli su “che fare”. Tuttavia, di fronte a vicende che segnano un distacco crescente tra le cose e le parole che le descrivono, tra gli obiettivi e gli strumenti che si disegnano per conseguirli, un approccio ‘negativo’ può essere premessa necessaria per interrogarsi seriamente su un diverso e più efficace ‘fare’.

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Opere e investimenti pubblici. Troppo pochi.
Enti locali
di Franco Osculati
04 maggio 2015
Anche i dati del Documento di economia e finanza 2015 indicano che la spesa pubblica locale, sanità compresa, è stata stabilizzata, con sacrificio, soprattutto, dei pagamenti per il personale e degli investimenti. Il calo degli interventi in conto capitale per opere pubbliche si inserisce in una tendenza internazionale in atto da prima della crisi su cui ha richiamato più volte l’attenzione anche il Fondo monetario internazionale. La qualità delle infrastrutture fisiche non può degradarsi oltre misura e la quantità degli investimenti pubblici è elemento essenziale per sostenere la crescita del Pil e dell’occupazione. Il riassetto dell’Amministrazione pubblica locale può aiutare a migliorare la situazione, ma alcuni vincoli della legislazione vigente sembrano eccessivi e macchinosi.


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Su rinnovi e contrattazione collettiva ad inizio 2015
Lavoro
di Achille Paliotta
20 aprile 2015

A poco più di un anno dalla firma del Testo unico sulla Rappresentanza (10 gennaio 2014), siglato da Cgil-Cisl-Uil d'intesa con Confindustria, si registra una forte fibrillazione e un’intensificazione del dibattito, all'interno delle principali organizzazioni sindacali e datoriali, non solo sull'annoso tema della rappresentanza e su quello, più recente, del ruolo da assegnare alla contrattazione di secondo livello, quanto piuttosto sullo stesso ruolo della contrattazione collettiva in Italia. L'ultima occasione è stata il seminario organizzato dalla Filctem-Cgil, qualche settimana fa a Roma (3-4 marzo), per un’iniziale riflessione, ad ampio raggio, e in questa fase necessariamente a livello inter-categoriale ed unitario, sulla nuova stagione, che si è appena aperta, dei rinnovi contrattuali.

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The regional effects of the economic crisis in Europe
Mezzogiorno
di Francesco Prota, Gianfranco Viesti
20 aprile 2015

Recently, the disparities among countries have increased significantly in the EU-15, due to the difficulties of the Eurozone periphery countries, but also disparities within the countries have followed the same pattern. Fiscal consolidation policies have been harsher in less developed regions, so increasing internal disparities among regions (and citizens). Recent Italian data clearly show that tax increases and expenditure cuts were both, simultaneously, stronger in the Italian Mezzogiorno than in the rest of the country, inducing a worse performance of this area in terms of GDP per capita and employment.

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La Cina è vicina?
Economia reale
di Anna Carbone
20 aprile 2015

La Cina è diventata sotto tutti i riguardi un colosso commerciale nei mercati agroalimentari mondiali grazie a tassi di crescita elevatissimi delle sue importazioni ma anche per via del potenziale produttivo che si rafforza sempre più. La crescita del reddito procapite dei cinesi stimola non solo maggiori acquisti in quantità ma anche la ricerca di un’offerta differenziata e di elevata qualità. In questo contesto crescono le opportunità per l’eccellenza enogastronomica italiana. Una chance che le nostre imprese sembrano cogliere anche se non fino in fondo.

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