Intelligenza Artificiale e Mercato del Lavoro: il nuovo dibattito d’Oltreoceano
Lavoro
di Gabriele Marzano
11 aprile 2016

L’Intelligenza Artificiale sta “esplodendo” in questi anni, in termini di dimensioni e capacità assolutamente impensabili in passato. Aspetti come l’aumento esponenziale della capacità di calcolo informatico, il volume in costante crescita di insiemi enormi di dati (disponibili soprattutto in Internet), l’applicazione di procedure nuove di apprendimento artificiale (es. il deep learning) sembrano risolvere il cosiddetto “paradosso di Polanyi”: “gli esseri umani sanno fare molte più cose di quante ne possono direttamente descrivere“. Molte funzioni inerenti ad attività lavorative complesse vengono così imparate dalle learning machines senza bisogno che gli operatori umani debbano previamente descriverle o codificarle. 

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La difficile missione della ricerca pubblica extra-universitaria in Italia
Scuola e Università
di Achille Pierre Paliotta
11 aprile 2016

La notizia della misurazione delle onde gravitazionali, tramite due interferometri gemelli (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, LIGO), è stata annunciata, l’11 febbraio scorso, in contemporanea, in due conferenze stampa tenute simultaneamente negli Stati Uniti, a Washington, e in Italia, a Cascina (Pisa). La ricerca, pubblicata dal “Physical Review Letters”, è frutto della collaborazione scientifica LIGO e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto nazionale di fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) francese. 

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Il dilemma della redistribuzione dei rifugiati
Welfare
di Alessandro Toppeta
11 aprile 2016
Il 2015 è stato segnato dall’arrivo di 900mila rifugiati, secondo i dati EUROSTAT. E’ stato un numero senza precedenti che ha spinto Ungheria e Bulgaria a innalzare muri per bloccarne l’arrivo, a mettere in discussione il trattato di Schengen, introducendo controlli ai confini, e ha portato al potere un partito populista e contro gli immigrati in Polonia. La cancelleria tedesca Angela Merkel ha avuto un ruolo fondamentale all’interno della crisi, aprendo i confini ai rifugiati siriani, che si dirigevano verso la Germania. Ha sottolineato la necessità di una cooperazione a livello europeo, per poter dar vita ad un piano di ripartizione equa dei rifugiati fra i paesi partecipanti all’Unione. 
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Il progetto di inserimento lavorativo in Regione Lombardia
Lavoro
di Gianluca Natale
11 aprile 2016

La Regione Lombardia, per fronteggiare gli effetti negativi della crisi economica, l’aumento della povertà e favorire l’integrazione sociale, ha adottato nuove misure di crescita occupazionale, promuovendo interventi di inserimento e reinserimento lavorativo in particolare verso i soggetti maggiormente svantaggiati della società: giovani, donne, disoccupati e lavoratori coinvolti in crisi aziendali.

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Le sfide delle bcc in attesa della riorganizzazione
Finanza
di Francesco Pastore, Mitja Stefancic
24 febbraio 2016

I cambiamenti che si stanno susseguendo sul fronte della regolamentazione bancaria a livello europeo, le nuove norme per la garanzia dei depositi, la trasparenza e la tutela dei risparmiatori, nonché le novità nella governance di alcune tipologie bancarie nel nostro Paese riguardano da vicino anche il settore del credito cooperativo. A questo proposito, possiamo attenderci importanti novità riguardanti il governo societario delle banche di credito cooperativo (bcc) a partire dalle loro basi giuridiche e dalla disciplina legislativa del sistema di credito cooperativo.

Il credito cooperativo è storicamente ben radicato nel territorio italiano. Le bcc hanno saputo sfruttare negli anni tale radicamento e la loro vicinanza ai cittadini e alle piccole imprese, instaurando in questo modo rapporti solidi, proficui e duraturi. Da un lato ciò ha consentito loro di rafforzare la vicinanza con il territorio attraverso una rete di filiali e sportelli che è cresciuta negli anni; e, dall’altro, ha permesso alle stesse banche di registrare delle buone performance non solo prima della crisi finanziaria, ma anche durante i primi anni della crisi (Catturani e Stefani, 2011; Stefancic, 2014).

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La costituzionalizzazione degli standard della spesa pubblica locale
Fisco
di Franco Osculati
24 febbraio 2016
Se dal totale della spesa pubblica italiana togliamo interessi e previdenza, di quel che resta il 47% è spesa centrale e il 53% è locale. Quantità e, inevitabilmente, qualità delle erogazioni e dei servizi degli enti territoriali rimangono questioni di grande rilevanza che la teoria del federalismo fiscale consegna soprattutto a meccanismi (rappresentavi o diretti) di scelta democratica applicati attorno alle compatibilità finanziarie autonome, nel rispetto dei vincoli macroeconomici. In Italia, però, l’autonomia tributaria è tornata ad essere vista con fastidio, come dimostrano l’annullamento dell’imposta immobiliare sulla prima casa e il ridimensionamento e snaturamento dell’Irap. Con Ici (poi Imu e successive denominazioni) e Irap nel corso degli anni ’90 si disegnò un sistema tributario accettabilmente decentrato e trasparente. Ora la tesi più diffusa e l’inerzia normativa che ne discende sembrano voler affidare il timone della spesa pubblica locale agli “standard”.       
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Vecchie idee (sbagliate) e falsi miti sulle banche locali
Finanza
di Stefano Di Colli
24 febbraio 2016

Il 2015 si è chiuso con la vicenda del decreto “salva-banche” in favore di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e Carichieti. Sovrapponendo elementi oggettivi, elementi ancora da valutare (le eventuali responsabilità civili e penali degli amministratori, le eventuali omissioni di vigilanza delle autorità preposte) ed elementi aneddotici, si è fatto passare a livello mediatico un messaggio tanto semplice quanto non dimostrato: le banche locali (BL) sarebbero instabili, più difficili da vigilare, con un management inadeguato e più facilmente condizionabile da lobby locali e nazionali. Ergo, sarebbe urgente riformarle. Questo apparente sillogismo si è insinuato nell’opinione pubblica durante la fase finale della discussione sulla riforma delle Banche di Credito Cooperativo (BCC-CRA), in realtà in corso già da gennaio 2015.

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L'euro ha bisogno di un ministro del Tesoro, vero
Europa
di Roberto Tamborini
24 febbraio 2016

In una lettera congiunta pubblicata da diversi quotidiani europei (La Repubblica, 9 febbraio), i banchieri centrali di Germania e Francia, Jens Weidmann e François Villeroy De Galhau, si schierano a favore della creazione di un "ministro del Tesoro" comune per i paesi dell'euro. Perché la risonanza della lettera nelle cancellerie sembra essere stata assai minore che nelle redazioni dei quotidiani?

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GACS: solo un piccolo passo verso la pulizia dei bilanci bancari
Finanza
di Emilio Barucci, Carlo Milani
10 febbraio 2016

Dopo una trattativa durata più di un anno il Ministro Padoan ha recentemente concluso con la Commissione Europea un accordo per il varo in Italia di un meccanismo avente la finalità di ripulire i bilanci bancari del gravoso peso dato dalle sofferenze bancarie. Avendo quest’ultime raggiunto i 200 miliardi di euro, a cui vanno sommati altri 150 miliardi di crediti deteriorati, di cui una buona parte passerà nel tempo a sofferenza, l’esigenza di un intervento su questo campo non era più rinviabile. Le sollecitazioni giunte più volte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE, che bisogna ricordare essere ora l’autorità di supervisione dei principali istituti bancari dell’Area euro, testimoniano l’importanza del problema. Ma l’accordo raggiunto risolve effettivamente il problema?

Sulla base delle informazioni diffuse dal MEF in un comunicato stampa ci sono molti dubbi al riguardo.

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Postmeridionalismo. Esiste un’alternativa all'intervento straordinario?
Mezzogiorno
di Francesco Pastore
10 febbraio 2016

Ad oltre un ventennio dalla fine dell’intervento straordinario per il Mezzogiorno, appare sempre più evidente che, come aveva previsto Augusto Graziani in un suo saggio del 2000, il Mezzogiorno è ancora più indietro di quando non era già, non importa quanto male congegnato e realizzato fosse quell’intervento. Se, alla fine degli anni Ottanta, il persistere dei divari del Mezzogiorno dal resto del paese era senz’altro una prova schiacciante del fallimento dell’intervento dello stato, in particolare dell’intervento straordinario e della Cassa del Mezzogiorno, ad oltre vent’anni dalla fine della Cassa, il crescente livello dei differenziali regionali dimostra che il libero mercato, da solo, non porta ad un loro assorbimento, quanto piuttosto ad un loro ulteriore allargamento. Il Mezzogiorno, ora, è tornato ad essere non più solo un bell’esempio di fallimento dello stato, ma anche di fallimento del mercato.

Questo importante cambiamento di sfumature si traduce, in termini scientifici, in una crisi dell’approccio liberale e nell’emergere sempre più pressante e convincente di teorie alternative dei divari geografici nel mercato del lavoro. 

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Agricoltura campana: un presidio per avvicinare lo Stato al territorio
Ambiente ed Energia
di Antonio Di Niola, Francesco Pastore
10 febbraio 2016

Da qualche anno, l’Unione Europea ha introdotto un’importante e complessa direttiva (Reg. 1107/2009) a tutela dei consumatori che impone, fra l’altro, una serie di limitazioni della libertà degli agricoltori nell’uso di fitofarmaci per il trattamento della frutta. I fitofarmaci possono essere veleni per i consumatori se presenti al di sopra di una certa quantità, ma sono importanti per due motivi fondamentali: primo, per combattere gli insetti e i parassiti che possono distruggere quote importanti di raccolto; e, secondo, per una più facile conservazione del prodotto e la sua immissione sul mercato fuori stagione.

L’utilità dei fitofarmaci contro gli insetti non richiede spiegazioni. Meno immediata è, invece, l’utilità dei fitofarmaci in funzione di calmiere dei prezzi di mercato. La immissione sul mercato della frutta stoccata nei frigoriferi nel momento in cui l’offerta langue, serve a mantenere i prezzi più stabili a vantaggio dei produttori, ma anche dei consumatori: quando c’è il raccolto, i prezzi scenderebbero quasi a zero se i produttori non potessero sottrarre al mercato la quantità in eccesso rispetto alla domanda, quantità che serve poi per ridurre i prezzi fuori stagione, quando il prodotto scarseggia, ma il consumatore continua a richiederlo. 

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Riforma del lavoro: alcune criticità
Lavoro
di Beniamino Piciullo
10 febbraio 2016

In Italia per lungo tempo la politica è sempre stata molto “timida” ed “indecisa” per quanto concerne la definizione del mercato del lavoro sul piano legislativo. “Timida” nel senso che non ha mai tentato, fino al Jobs Act, di “riscrivere” organicamente le “regole del lavoro subordinato” e “indecisa” poiché le molteplici riforme intervenute sono state per lo più “marginali”, dunque hanno prevalentemente “costruito sopra l'esistente”, invece di “porre le fondamenta” ad una nuova disciplina. Il Jobs Act cui si faceva cenno, tuttavia, ha programmato una rielaborazione della materia, andando anche a riformulare il “baluardo” del tempo indeterminato, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (già parzialmente emendato dalla c.d. “Riforma Fornero”). Ad ogni modo sarebbe folle (o meglio, ingiusto) rendere più flessibili i licenziamenti senza che da ciò la società possa trarre un adeguato vantaggio.

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