La biodiversità bancaria come salvaguardia della stabilità finanziaria in Europa
Europa
di Giorgio Caselli, Mitja Stefancic
25 luglio 2016

In questo contributo, che deriva principalmente dalle nostre rispettive ricerche di dottorato, ci poniamo come obiettivo quello di mettere in luce non tanto perché gli intermediari finanziari esistano (Degryse et al., 2009), bensì per quale motivo sia importante salvaguardare la sopravvivenza di diverse forme di intermediari finanziari. Negli ultimi anni si sono potute osservare due tendenze opposte: da un lato, una più accorta supervisione degli intermediari finanziari per evitare che questi si cimentino in operazioni troppo rischiose, tali da minare la stabilità finanziaria e, di conseguenza, ridurre la credibilità del settore bancario con conseguenze negative sul rapporto di fiducia tra creditori/debitori e queste istituzioni; dall’altro lato, la tendenza a trattare il settore finanziario, e più in specifico quello bancario, come un sistema relativamente omogeneo, dettando politiche potenzialmente lacunose.

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La Grillonomics: back to disaster!
Politica e Istituzioni
di Francesco Pastore
25 luglio 2016

In un’intervista concessa da Luigi Di Maio a Manuela Perrone su Il Sole 24 ore del 22 giugno 2016, l’esponente di punta del M5S ha enunciato i punti cardine della proposta di politica economica del suo partito.

Il primo punto è già una svolta epocale. Il M5S non è contro l’Unione Europea, ma vuole un’Europa più solidale, e fin qui siamo perfettamente d’accordo. Il Movimento, però, è più drastico e proporrà un referendum di indirizzo per l’uscita dell’Italia dall’area euro e il ritorno ad una moneta nazionale. Collegato a questo tema del ritorno alla lira sarebbe “ripubblicizzare” Bankitalia, togliendo alle banche private le quote di capitale da esse possedute. Una quota degli utili netti destinati a riserve (il 4%) dovrebbe essere impegnata per finanziare un Fondo per il reddito di cittadinanza. La somma destinata sarebbe di poco inferiore al miliardo. 

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Aree interne e servizi. La coesione territoriale come criterio dello sviluppo sostenibile
Servizi Pubblici
di Luisa Corazza, Ruggiero Di Pace
25 luglio 2016

Il tema delle aree interne pone una serie di problemi di carattere economico-sociale, in grado di incidere sulla qualità della vita delle popolazioni ivi residenti. Questi problemi sono direttamente collegati al tema dello spopolamento, che ne è al contempo conseguenza e causa, poiché in epoca di contenimento della spesa pubblica, l’offerta di servizi pubblici è spesso modulata sul dato numerico degli utenti di riferimento. Affrontare il tema dei servizi delle aree interne è dunque un aspetto essenziale di qualsiasi strategia che intenda arginare il processo di spopolamento delle aree stesse.

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ANPAL: start up delle politiche attive del lavoro
Lavoro
di Giovanni Di Corrado
25 luglio 2016

L’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), nasce con l’articolo 4 del decreto legislativo n. 150/2015, recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive”. In particolare, il suddetto decreto ha istituito infatti, una Rete Nazionale dei Servizi per le Politiche del Lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, dall’ INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il Lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, nonché dagli enti per la formazione continua.

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La lezione delle turbo-banche venete
Finanza
di Edoardo Gaffeo
25 luglio 2016

Lo scorso 11 luglio il Consiglio Regionale del Veneto si è riunito in seduta straordinaria per analizzare i lavori della “Commissione d’inchiesta sui gravi fatti riguardanti il sistema bancario in Veneto”, finalizzati a ricostruire la dinamica del dissesto che ha contemporaneamente investito Veneto Banca (VB) a Banca Popolare di Vicenza (BPVi). Le risultanze dell’indagine conoscitiva e le proposte avanzate in sede di discussione si sono dimostrate molto limitate, come era d’altro canto lecito attendersi. L’analisi delle vicende relative alle due banche popolari venete consente tuttavia di trarre alcune lezioni su un tema di portata più generale, vale a dire l’individuazione di adeguati strumenti di natura prudenziale volti a prevenire l’insorgere di crisi bancarie sistemiche.

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L'Europa dei popoli distrugge se stessa
Europa
di Roberto Tamborini
07 luglio 2016

Una delle diagnosi dominanti delle cause della Brexit degli europeisti è, stranamente, la stessa degli antieuropeisti: l'Europa lontana dai popoli, schiava delle burocrazie tecnocratiche.  E' una diagnosi totalmente sbagliata, che certifica come gli antieuropeisti ora dettino l'agenda politica europea. Leggendo il profluvio di commenti sul risultato del referendum britannico a favore dell'uscita dall'Unione Europea non vi sarà sfuggito che c'è (almeno) una delle diagnosi del fatale evento che mette d'accordo europeisti e antieuropeisti: l'Europa è troppo lontana dai popoli e schiava delle burocrazie tecnocratiche. Peccato che si tratti di una diagnosi totalmente sbagliata,  e il fatto che anche il fronte europeista la sottoscriva rende evidente la gravità della situazione: gli antieuropeisti ora dettano l'agenda politica europea.

 

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Detassazione e welfare dopo il Jobs Act
Lavoro
di Giovanni Di Corrado
07 luglio 2016

L’art. 1, della Legge n. 208/2015, dal comma 182 al 189, prevede un’agevolazione fiscale per tutte le somme che vengono corrisposte a titolo di premio di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili, nonché per quelle somme la cui erogazione è prevista sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa ed è proprio sulla base di ciò che è stato emanato il decreto interministeriale del 25 Marzo 2016.

In particolare, la Legge di Stabilità 2016 dispone l’assoggettamento dei premi di produttività ad una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000,00 euro lordi annui, che può essere innalzato sino a 2.500,00 euro lordi annui.

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Un dispetto alla Germania che danneggia soprattutto il Regno Unito
Europa
di Francesco Pastore
07 luglio 2016

In un tweet del 25 giugno, Enrico Letta ha notato: “Una chiave per capire voto per #Brexit? Tra gli elettori nella fascia 18-24 ha votato solo il 36%, tra quelli sopra i 65 anni ha votato l'83!” Osservazione acuta! Che sconfessa l’analisi diffusa in precedenza dalla stampa, in realtà poco convincente, secondo cui i giovani erano per il remain[1]. In realtà, i giovani sono quelli che stanno alimentando tutti i movimenti euroscettici d’Europa. Il Movimento 5 Stelle in Italia, podemos in Spagna e i movimenti nazionalistici in Europa centrale sono tutti fatti in prevalenza da giovani. Già alle ultime elezioni europee, sono stati proprio i giovani che hanno mandato a sedere sugli scranni del Parlamento Europeo un cospicuo drappello di deputati euroscettici (25% degli eletti). Si tratta di un fenomeno già notato dagli analisti politici su cui non mi soffermo ulteriormente.


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Privatizzazione senza liberalizzazione? Lo strano caso delle ferrovie italiane
Servizi Pubblici
di Alfredo Del Monte, Richard Price
07 luglio 2016
Il governo italiano sta procedendo alla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. In questo articolo si avanzano delle proposte, anche attraverso il confronto con l’esperienza della Gran Bretagna su come modifiche nella privatizzazione e nel processo di riforma proposto possono apportare sostanziali benefici agli utenti delle ferrovie ed ai contribuenti.
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Il problema delle banche in Italia: ‘‘too little, too late’’
Finanza
di Emilio Barucci, Carlo Milani
07 luglio 2016

La messa in sicurezza del sistema bancario italiano è oramai un tema inamovibile dell’agenda dei governi che si sono succeduti dallo scoppio della crisi finanziaria. L’accordo con la Commissione Europea in merito alla garanzia pubblica sulle emissioni di obbligazioni bancarie e il prospettato intervento pubblico in sede di aumento di capitale per salvare il Monte dei Paschi rappresentano gli ultimi episodi di una lunga saga.

Anche a causa della difficile situazione sul fronte del debito pubblico, i governi Monti e Letta non hanno brillato per prontezza e lungimiranza (basta ricordare l’ostinazione nel non voler fare la bad bank quando ancora le regole sugli aiuti di Stato lo permettevano). Complice la più dura recessione che l’Italia unita abbia vissuto, la ‘‘nuttata’’ non è passata.

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Un rimedio peggiore del male?
Ambiente ed Energia
di Luca Salvatici
06 maggio 2016

Nei giorni scorsi a New York è stato firmato l’accordo approvato in occasione della Conferenza sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi lo scorso dicembre e che prevede di limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto all’aumento di 4 gradi previsto in mancanza di interventi. Il cambiamento climatico appare particolarmente importante per il settore agricolo visto che le rese sono direttamente influenzate da una serie di variabili fisiche come precipitazioni, temperature, venti, umidità e irraggiamento solare. Il contenimento della temperatura sembrerebbe quindi essere un obiettivo sinergico al miglioramento della sicurezza alimentare nella misura in cui verrà evitata la desertificazione o conseguenze catastrofiche, come quelle derivanti alla crescita del livello delle acque degli oceani.

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Riforma del Terzo Settore e imprese sociali: una sfida che potrebbe aiutare i giovani del Sud
Mezzogiorno
di Federica Roccisano
06 maggio 2016

I passi in avanti fatti in aula al Senato sulla Riforma del Terzo Settore ci dicono che oggi si sta vivendo un momento davvero positivo per il mondo del sociale e per il rafforzamento della cultura dell’economia sociale. Grazie alla riforma curata dal sottosegretario Bobba con l’apporto e la condivisione del mondo del Terzo Settore, infatti, finalmente viene conferito un ruolo centrale a chi opera nel terzo settore e soprattutto si interviene ridefinendo il ruolo di chi vi opera. 

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