Un rimedio peggiore del male?
Ambiente ed Energia
di Luca Salvatici
06 maggio 2016

Nei giorni scorsi a New York è stato firmato l’accordo approvato in occasione della Conferenza sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi lo scorso dicembre e che prevede di limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto all’aumento di 4 gradi previsto in mancanza di interventi. Il cambiamento climatico appare particolarmente importante per il settore agricolo visto che le rese sono direttamente influenzate da una serie di variabili fisiche come precipitazioni, temperature, venti, umidità e irraggiamento solare. Il contenimento della temperatura sembrerebbe quindi essere un obiettivo sinergico al miglioramento della sicurezza alimentare nella misura in cui verrà evitata la desertificazione o conseguenze catastrofiche, come quelle derivanti alla crescita del livello delle acque degli oceani.

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Riforma del Terzo Settore e imprese sociali: una sfida che potrebbe aiutare i giovani del Sud
Mezzogiorno
di Federica Roccisano
06 maggio 2016

I passi in avanti fatti in aula al Senato sulla Riforma del Terzo Settore ci dicono che oggi si sta vivendo un momento davvero positivo per il mondo del sociale e per il rafforzamento della cultura dell’economia sociale. Grazie alla riforma curata dal sottosegretario Bobba con l’apporto e la condivisione del mondo del Terzo Settore, infatti, finalmente viene conferito un ruolo centrale a chi opera nel terzo settore e soprattutto si interviene ridefinendo il ruolo di chi vi opera. 

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Il ddl sul lavoro autonomo: dalla tutela della dipendenza alla tutela della persona
Lavoro
di Orsola Razzolini
06 maggio 2016

Il DDL n. 2233 a firma Poletti, che al capo I introduce una tutela del lavoro autonomo, rappresenta una vittoria per l’associazione dei lavoratori autonomi ACTA e per i suoi fondatori, fra cui Anna Soru e Sergio Bologna, che da tempo sollecitano un mutamento di prospettiva: essi chiedono di non essere considerati né lavoratori autonomi semi-dipendenti, destinatari di protezioni minori (v. il caso dei lavoratori a progetto), né imprese la cui attività economica si incentra su un’organizzazione impersonale  e non sulla persona e sui suoi bisogni esistenziali.

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Banche e potere politico: il rischio dei titoli sovrani
Finanza
di Achille Flora
06 maggio 2016

La proposta olandese all’Ecofin dello scorso 22 aprile di assegnare un tetto all’esposizione delle banche in titoli sovrani o d’introdurre un grado di rischio e, quindi, requisiti di capitale per il loro possesso da parte bancaria, ha acceso o riflettori sul rischio insito nel possesso dei titoli pubblici. Come dimostrato dalla crisi del debito pubblico nel 2011/12, partita dalla Grecia ma estesasi rapidamente a Spagna, Italia e Portogallo, il rischio esiste e si trasmette al sistema bancario proprio attraverso il possesso di titoli sovrani.

La crisi del 2011/12 determinò una notevole elevazione dello spread tra i titoli sovrani dei Paesi dell’Europa mediterranea e gli analoghi titoli sovrani tedeschi. Le banche europee fecero incetta dei titoli del debito pubblico nazionale, trasferendo in tal modo l’instabilità del settore pubblico a quello privato bancario. 

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Come dividere il grano dal loglio nel caso dei possessori di obbligazioni subordinate delle banche
Finanza
di Emilio Barucci
06 maggio 2016

La scorsa settimana il Governo ha finalmente varato i criteri per gli indennizzi dei possessori di bond subordinati di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e di Chieti. I commentatori si sono divisi tra coloro che gridano allo scandalo in quanto non tutti i risparmiatori saranno indennizzati e coloro (tra questi il Presidente Renzi) che sostengono che si sia fatto il meglio possibile. Nonostante il ritardo accumulato, la ragione sta più con i secondi che con i primi. Vediamo perché.

Partiamo da una constatazione: è molto difficile distinguere il risparmiatore truffato da quello incauto o ignorante che ha investito non valutando pienamente i rischi puntando su un elevato rendimento. 

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Intelligenza Artificiale e Mercato del Lavoro: il nuovo dibattito d’Oltreoceano
Lavoro
di Gabriele Marzano
11 aprile 2016

L’Intelligenza Artificiale sta “esplodendo” in questi anni, in termini di dimensioni e capacità assolutamente impensabili in passato. Aspetti come l’aumento esponenziale della capacità di calcolo informatico, il volume in costante crescita di insiemi enormi di dati (disponibili soprattutto in Internet), l’applicazione di procedure nuove di apprendimento artificiale (es. il deep learning) sembrano risolvere il cosiddetto “paradosso di Polanyi”: “gli esseri umani sanno fare molte più cose di quante ne possono direttamente descrivere“. Molte funzioni inerenti ad attività lavorative complesse vengono così imparate dalle learning machines senza bisogno che gli operatori umani debbano previamente descriverle o codificarle. 

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La difficile missione della ricerca pubblica extra-universitaria in Italia
Scuola e Università
di Achille Pierre Paliotta
11 aprile 2016

La notizia della misurazione delle onde gravitazionali, tramite due interferometri gemelli (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, LIGO), è stata annunciata, l’11 febbraio scorso, in contemporanea, in due conferenze stampa tenute simultaneamente negli Stati Uniti, a Washington, e in Italia, a Cascina (Pisa). La ricerca, pubblicata dal “Physical Review Letters”, è frutto della collaborazione scientifica LIGO e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto nazionale di fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) francese. 

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Il dilemma della redistribuzione dei rifugiati
Welfare
di Alessandro Toppeta
11 aprile 2016
Il 2015 è stato segnato dall’arrivo di 900mila rifugiati, secondo i dati EUROSTAT. E’ stato un numero senza precedenti che ha spinto Ungheria e Bulgaria a innalzare muri per bloccarne l’arrivo, a mettere in discussione il trattato di Schengen, introducendo controlli ai confini, e ha portato al potere un partito populista e contro gli immigrati in Polonia. La cancelleria tedesca Angela Merkel ha avuto un ruolo fondamentale all’interno della crisi, aprendo i confini ai rifugiati siriani, che si dirigevano verso la Germania. Ha sottolineato la necessità di una cooperazione a livello europeo, per poter dar vita ad un piano di ripartizione equa dei rifugiati fra i paesi partecipanti all’Unione. 
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Il progetto di inserimento lavorativo in Regione Lombardia
Lavoro
di Gianluca Natale
11 aprile 2016

La Regione Lombardia, per fronteggiare gli effetti negativi della crisi economica, l’aumento della povertà e favorire l’integrazione sociale, ha adottato nuove misure di crescita occupazionale, promuovendo interventi di inserimento e reinserimento lavorativo in particolare verso i soggetti maggiormente svantaggiati della società: giovani, donne, disoccupati e lavoratori coinvolti in crisi aziendali.

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Le sfide delle bcc in attesa della riorganizzazione
Finanza
di Francesco Pastore, Mitja Stefancic
24 febbraio 2016

I cambiamenti che si stanno susseguendo sul fronte della regolamentazione bancaria a livello europeo, le nuove norme per la garanzia dei depositi, la trasparenza e la tutela dei risparmiatori, nonché le novità nella governance di alcune tipologie bancarie nel nostro Paese riguardano da vicino anche il settore del credito cooperativo. A questo proposito, possiamo attenderci importanti novità riguardanti il governo societario delle banche di credito cooperativo (bcc) a partire dalle loro basi giuridiche e dalla disciplina legislativa del sistema di credito cooperativo.

Il credito cooperativo è storicamente ben radicato nel territorio italiano. Le bcc hanno saputo sfruttare negli anni tale radicamento e la loro vicinanza ai cittadini e alle piccole imprese, instaurando in questo modo rapporti solidi, proficui e duraturi. Da un lato ciò ha consentito loro di rafforzare la vicinanza con il territorio attraverso una rete di filiali e sportelli che è cresciuta negli anni; e, dall’altro, ha permesso alle stesse banche di registrare delle buone performance non solo prima della crisi finanziaria, ma anche durante i primi anni della crisi (Catturani e Stefani, 2011; Stefancic, 2014).

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La costituzionalizzazione degli standard della spesa pubblica locale
Fisco
di Franco Osculati
24 febbraio 2016
Se dal totale della spesa pubblica italiana togliamo interessi e previdenza, di quel che resta il 47% è spesa centrale e il 53% è locale. Quantità e, inevitabilmente, qualità delle erogazioni e dei servizi degli enti territoriali rimangono questioni di grande rilevanza che la teoria del federalismo fiscale consegna soprattutto a meccanismi (rappresentavi o diretti) di scelta democratica applicati attorno alle compatibilità finanziarie autonome, nel rispetto dei vincoli macroeconomici. In Italia, però, l’autonomia tributaria è tornata ad essere vista con fastidio, come dimostrano l’annullamento dell’imposta immobiliare sulla prima casa e il ridimensionamento e snaturamento dell’Irap. Con Ici (poi Imu e successive denominazioni) e Irap nel corso degli anni ’90 si disegnò un sistema tributario accettabilmente decentrato e trasparente. Ora la tesi più diffusa e l’inerzia normativa che ne discende sembrano voler affidare il timone della spesa pubblica locale agli “standard”.       
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Vecchie idee (sbagliate) e falsi miti sulle banche locali
Finanza
di Stefano Di Colli
24 febbraio 2016

Il 2015 si è chiuso con la vicenda del decreto “salva-banche” in favore di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e Carichieti. Sovrapponendo elementi oggettivi, elementi ancora da valutare (le eventuali responsabilità civili e penali degli amministratori, le eventuali omissioni di vigilanza delle autorità preposte) ed elementi aneddotici, si è fatto passare a livello mediatico un messaggio tanto semplice quanto non dimostrato: le banche locali (BL) sarebbero instabili, più difficili da vigilare, con un management inadeguato e più facilmente condizionabile da lobby locali e nazionali. Ergo, sarebbe urgente riformarle. Questo apparente sillogismo si è insinuato nell’opinione pubblica durante la fase finale della discussione sulla riforma delle Banche di Credito Cooperativo (BCC-CRA), in realtà in corso già da gennaio 2015.

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