Un nuovo veicolo per arginare la crisi: la società salva aziende del decreto Investment Compact
Finanza
di Martino Liva
23 febbraio 2015

Non sarà una nuova Iri, come ha specificato il Ministro dell’Economia Padoan, ma ancora non sono del tutto chiari i tratti caratteristici che avrà la nuova «Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese», la cui istituzione è prevista dall’art. 7 del recente D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 (cd. Investment compact). Si tratta, quest’ultima, di una norma ancora difficile da valutare, lasciando infatti molto di non detto e richiedendo un necessario decreto ministeriale di attuazione, ma che probabilmente avrà un certo impatto (si spera positivo) sul tessuto produttivo italiano.

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Martin Lutero e il Marchese del Grillo
Europa
di Francesco Pastore
23 febbraio 2015

Sono i giorni della fermezza della Grecia. Il neo-ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis ha appena dichiarato che non accetterà la proposta della Troika. Quella proposta si fonda su un dato di fatto falso: il PIL greco sarebbe cresciuto secondo la Troika in termini reali, ma questa, a suo dire, è solo un’apparenza. Il PIL nominale si è ridotto, in realtà, ma sembra aumentare in termini reali solo a causa della deflazione dei prezzi che corre ad un ritmo ancora superiore a quello del PIL. Insomma, la domanda aggregata in Grecia, i consumi e quindi anche il reddito continuano a languire, non aumentano. Questo per Varoufakis è la dimostrazione più evidente che la ricetta della Troika per superare la crisi greca è fallita.

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E’ il momento della carbon tax
Fisco
di Franco Osculati
23 febbraio 2015

Forse sarebbe eccessivo parlare di un “dividendo” addirittura triplo, ma è certo che gli elementi a favore dell’introduzione della “carbon tax” sono importanti e numerosi come non mai. Essa consentirebbe di mantenere e accentuare gli incentivi alla sostenibilità ambientale e di finanziare interventi favorevoli allo sviluppo. Senza effetti collaterali significativi.  A Parigi, in dicembre, nuova conferenza sul cambiamento climatico. Non presentiamoci a mani vuote.  

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Il gioco in corso nell’Eurozona
Europa
di Francesco Farina
23 febbraio 2015
La debolezza delle istituzioni dell’Eurozona ha anche la conseguenza di esaltare le personalità, invece dei luoghi deputati a prendere le decisioni. Piuttosto che l’Eurogruppo, formato dai ministri dell'Economia e delle Finanze degli Stati membri dell’Eurozona, come protagonisti dell’ennesima crisi europea troviamo Angela Merkel e Yannis Varoufakis. Un “tavolo intergovernativo” davvero inedito: Davide e Golia. La guerra di nervi ingaggiata da Germania e Grecia ha una posta in gioco molto alta: l’eventuale uscita della Grecia dall’euro, con le inevitabili ripercussioni economiche e politiche che si propagherebbero con esiti imprevedibili all’interno dell’Eurozona. Con queste premesse, il confronto fra i due contendenti è stato definito da Paul Krugman nel suo blog un esempio di Chicken Game.
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Giustizia civile, geografia e infrastrutture
Giustizia
di Massimo Fabiani
09 febbraio 2015

Medico condotto, farmacista, maresciallo dei carabinieri, pretore. Questo magnifico quadrilatero, celebrato dai grandi maestri del neorealismo, nella commedia all'italiana e nella letteratura romanzesca regionale, per tanti anni ha rappresentato in modo icastico il presidio dello Stato sul territorio. Ancora oggi, in tanti piccoli paesi si trova il cartello stradale con indicata "Via della Pretura" e chi ha superato i cinquanta non può non essere colto da un senso di nostalgia. Tuttavia chi vuole guardare avanti, consapevole della realtà attuale, è ben consapevole che i presidi di prossimità sono un lusso che non possiamo più permetterci e che, in ogni caso, i mutamenti della società forse più non giustificano.

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Se va bene alla FIAT…
Lavoro
di Leonello Tronti
09 febbraio 2015

Il lavoro cambia e non si può evitare di tenerne conto. Il cambiamento è rischioso, più rischiosa è la tentazione di fermarlo. Venerdì 23 il Dipartimento di Economia e diritto della Sapienza Università di Roma ha ospitato la giornata di studio “Le persone e la fabbrica. Il World Class Manufacturing dai principi all’applicazione. Il caso FIAT”.

Un aspetto fondamentale accomuna i diversi filoni di letteratura che affrontano l’una o l’altra prospettiva della riorganizzazione del lavoro. È il ruolo centrale attribuito alla conoscenza e, quindi, alla sua gestione all’interno del processo produttivo al fine di trasformarla in competenza, innescando un percorso di apprendimento continuo. In generale, la creazione, condivisione e utilizzazione della conoscenza comportano frizioni e costi di transazione elevati, che è necessario superare per assicurare il ‘costrutto intenzionale’ dei lavoratori che consente di trasformare la conoscenza in competenza (Boyatzis).
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La breccia nel Muro. La BCE alla prova del Quantitative Easing
Europa
di Roberto Tamborini
09 febbraio 2015

Il 21 gennaio è ufficialmente iniziato il programma di "Quantitative Easing" da parte della Banca centrale europea, e con esso è terminato il regime di "austerità monetaria" della Zona Euro. L'annuncio ha suscitato vasta approvazione al di fuori della Germania. Ma di cosa si tratta veramente?  Timori e critiche tedesche sono giustificate? Avrà gli effetti sperati in favore della ripresa economica?

Cos'è il QE?

QE è un termine introdotto nel gergo bancario dalla Riserva federale americana in occasione della sua prima ondata di "politiche monetarie non convenzionali" tra 2008 e 2009. Non è facile tradurlo in italiano, ma si potrebbe dire "espansione quantitativa dell'offerta di moneta". Si tratta di operazioni di vario genere che hanno in comune l'effetto di creare moneta mettendola direttamente sui conti delle banche affinché queste la trasformino in finanziamenti al resto dell'economia. 

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Un’inversione di tendenza in Europa
Europa
di Gianni Pittella
09 febbraio 2015

Si potrebbe dare fiato alle trombe. Ma non lo facciamo. Vogliamo solo salutare, con un pizzico di legittima soddisfazione, quel che è avvenuto in sede europea dopo tanto parlare, in questi ultimi mesi, della battaglia tra austerità e crescita. La Commissione Juncker ha mantenuto la promessa e ha consegnato la sua “Comunicazione” sul famoso fondo europeo per gli investimenti strategici (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-3222_fr.htm). É significativo che ciò sia avvenuto nel giorno di chiusura del semestre di presidenza italiana a poche ore dal resoconto svolto nell’aula di Strasburgo dal presidente Renzi. Ed è importante che la politica di flessibilità possa tagliare oggi un importante traguardo. A dimostrazione che le battaglie politiche condotte con convinzione e fermezza si possono vincere.

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Il Comprehensive Assessment e i rischi delle banche europee
Finanza
di Emilio Barucci, Roberto Baviera, Carlo Milani
26 gennaio 2015

Il Comprehensive Assessment (CA), completato nel mese di ottobre del 2014 da parte della Banca Centrale Europea  (BCE) e della European Banking Authority (EBA), rappresenta un passo importante verso la Banking Union ed in particolare verso il Single Supervisory Mechanism (SSM). L’assessment ha riguardato 130 banche per l’Asset Quality Review (AQR) per un totale di 22 trilioni di assets e risk weighted assets per 8.5 trilioni, una quantità che è pari all’ 81.6% del sistema bancario all’interno del SSM.

IL CA intendeva raggiungere due obiettivi: definire un level playing field armonizzando i differenti approcci nazionali alla supervisione bancaria, quantificare i rischi delle banche europee. 

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Reti di imprese e prospettive della contrattazione decentrata
Lavoro
di Luca di Salvatore
26 gennaio 2015

Uno dei principali ostacoli allo sviluppo della contrattazione collettiva decentrata è dato dalla frammentarietà del nostro tessuto produttivo. In Italia si contano soltanto poco più di 3.000 imprese con più di 250 addetti a fronte di circa 3,5 milioni di piccole imprese al di sotto dei 15 dipendenti e circa 200 mila imprese nella fascia dimensionale media tra i 16 e i 250 addetti. Pertanto, il 99,9 % delle imprese italiane è costituito da micro, piccole e medie imprese (Rapporto OCSE 2014 - “Le politiche per le PMI e l’imprenditorialità in Italia”).

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Una spiegazione non convenzionale della disoccupazione giovanile
Lavoro
di Floro Caroleo
23 gennaio 2015

In un precedente articolo (Dal Jobs Study al Jobs Act) ho cercato di mostrare come vi sia un comune idem sentire tra gli studiosi e i policy maker che riconduce l’alta disoccupazione giovanile in Italia, se paragonata agli altri paesi europei, al malfunzionamento del mercato del lavoro. Da qui il dibattito si concentra nella identificazione delle istituzioni, le norme, formali o informali che contribuiscono a determinare tali fattori di rigidità e nella ricerca delle politiche, prevalentemente orientate ad una maggiore flessibilità, utili a ripristinare il regolare funzionamento del mercato.  

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La leva fiscale di Obama per rilanciare classe media e sviluppo. La centralità dell’istruzione.
Fisco
di Renata Targetti Lenti
23 gennaio 2015

“What I offer tonight is a set of concrete, practical proposals to speed up growth, strengthen the middle class, and build new ladders of opportunity into the middle class”. Il discorso annuale sullo stato dell’Unione, che Obama ha tenuto lo scorso 20 gennaio, è pervaso di ottimismo. Respinge il tabù della progressività delle imposte e apre le porte ad una società più inclusiva. L’accesso all’istruzione di base e superioreè tra le massime priorità.  

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