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Authorities e Istituzioni
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di Nicola Lupo
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04 luglio 2008 |
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La necessità di scrivere regole del gioco condivise tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione è giustamente stata evidenziata come imprescindibile per superare la fase che si è aperta nel 1993. In un sistema ad impostazione bipolare, infatti, le regole del diritto costituzionale e quelle del diritto parlamentare hanno bisogno di essere concordate da ambedue i poli e, soprattutto, di divenire più pervasive e più stringenti rispetto al passato.
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Authorities e Istituzioni
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di Francesco Clementi
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04 luglio 2008 |
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Era il 1990. Il Muro di Berlino era caduto e sotto di sé era stata sepolta anche la teoria sulla conventio ad excludendum per il governo nazionale, quando appariva, proprio nel gennaio di quell’anno, un volume per i saggi tascabili della Laterza curato da Gianfranco Pasquino (con contributi di Oreste Massari e Antonio Missiroli), dal titolo significativo "Opposizione, governo ombra, alternativa".
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Authorities e Istituzioni
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di Eduardo Gianfrancesco
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04 luglio 2008 |
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Nel momento in cui si redigono queste brevi osservazioni, nubi sempre più minacciose si addensano attorno alla prospettiva di riforme dei regolamenti parlamentari condivise tra Maggioranza ed Opposizione, così come di elaborazione comune e bipartisan di prassi, convenzioni, consuetudini, in grado di integrare e sorreggere i numerosi punti deboli della vita delle nostre assemblee legislative.
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Authorities e Istituzioni
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di Giovanni Piccirilli
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04 luglio 2008 |
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I regolamenti parlamentari sono rimasti in gran parte ancorati all’impianto vigente nel precedente regime proporzionale, specie per la mancata formalizzazione di un ruolo compiuto dell’opposizione, nonché – specularmente – di una chiara configurazione dei poteri del Governo "in" Parlamento (vedi articoli di Francesco Clementi e Nicola Lupo su questo sito).
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Authorities e Istituzioni
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di Guido Rivosecchi
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04 luglio 2008 |
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In avvio della XVI legislatura repubblicana lo stato delle istituzioni appare tutt’altro che in buona salute. Uno dei malati più gravi è senza dubbio il Parlamento. In primo luogo, perché una legge elettorale truffaldina – che combina impropriamente il premio di maggioranza con la clausola di sbarramento – taglia fuori dalla rappresentanza parlamentare una fetta più o meno consistente dei partiti e dei movimenti politici (e altri ancora rischia di tagliarne fuori in futuro, se non verrà modificata), senza peraltro conseguire i vantaggi di stabilità del sistema politico e di un più diretto rapporto tra eletti ed elettori, normalmente propri di un sistema effettivamente maggioritario.
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Authorities e Istituzioni
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di Francesca Rosa
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04 luglio 2008 |
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Con l'avvio della XVI legislatura si è riaperto il dibattito sulle riforme regolamentari e con esso è tornato in auge il tema della statuto dell'opposizione (cfr. Lupo, Alcune premesse per una riforma dei regolamenti parlamentari e Clementi, Riformare i regolamenti parlamentari, adeguarsi al cambiamento), ad integrare il quale si propone di introdurre un istituto del Parlamento britannico che prende il nome di opposition days. Nella Camera dei Comuni, in base allo Standing Order 14(2), in ogni sessione annuale venti giorni dei lavori dell'Assemblea sono dedicati alla discussione di temi selezionati dall’opposizione.
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Povertà
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di Luca Beltrametti
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01 luglio 2008 |
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La manovra economica recentemente varata dal Governo prevede (art. 81, commi 32-38, d.l. 112/08) l’introduzione di una carta acquisti da assegnare a "cittadini residenti che versano in condizione di maggior disagio economico". Questo provvedimento solleva molte, serie, perplessità ma il giudizio conclusivo dovrà tenere conto anche delle effettive modalità di implementazione che saranno individuate dal Governo.
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Finanza
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di Vincenzo Chiorazzo, Carlo Milani
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01 luglio 2008 |
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Tra le nefaste conseguenze che la crisi americana dei mutui subprime ha provocato sulla scena macrofinanziaria mondiale vi è la straordinaria crescita dell’incertezza. In questo contesto il ruolo della Banca Centrale Europea è particolarmente complesso in quanto deve fronteggiare l’incremento delle quotazioni del petrolio e dei beni alimentari.
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Relazioni industriali
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di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
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01 luglio 2008 |
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E’ oramai ampiamente condiviso che "il" problema dell’Italia sia la crescita zero e che questa sia a sua volta il frutto di una insufficiente dinamica della produttività. Molto minore è il consenso su quali siano le origini del rallentamento della produttività. Di recente, però, il dibattito sulle cause di questa malattia si è andato sempre più polarizzando. Quali posizioni sono emerse? I nostri interventi su nelMerito hanno messo in luce il ruolo negativo esercitato sulla crescita della produttività da una insufficiente crescita del rapporto capitale-lavoro, derivante a sua volta dalla scelta delle imprese di adottare tecniche di produzione a maggiore intensità di lavoro.
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Lavoro
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di Giuseppe Croce, Maurizio Franzini
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01 luglio 2008 |
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Per contrastare la segmentazione che la moltiplicazione delle forme contrattuali ha creato, negli ultimi anni nel nostro mercato del lavoro, sono state avanzate diverse proposte. Quella di cui si discute maggiormente consiste nella drastica semplificazione dell’attuale congerie di forme contrattuali riconducendole tutte, nella maggior misura possibile, al contratto a tempo indeterminato, peraltro modificato con l’introduzione di elementi nuovi di flessibilità sia in entrata sia in uscita. La semplificazione dei contratti costituisce certamente un passo importante nella direzione giusta. È, però, assai dubbio che questa misura sia, da sola, sufficiente: le pratiche che determinano segmentazione tra lavoratori potrebbero, facilmente, persistere.
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Scuola e Università
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di Luca Murrau, Sergio Scicchitano
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01 luglio 2008 |
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"..la bassa collocazione del nostro sistema scolastico nelle graduatorie internazionali ha una caratterizzazione territoriale che merita attenzione. Al Sud i divari nei livelli di apprendimento sono significativi già a partire dalla scuola primaria... Il ritardo si amplia se si tiene conto dei più elevati tassi di abbandono scolastici". Sono queste le parole usate nelle sue "considerazioni finali" dell’anno scorso dal Governatore della Banca d’Italia, il quale, ritornando sulla qualità dell’azione pubblica al Sud anche nella recente relazione del 31 maggio 2008, ribadisce di considerare "il livello di apprendimento degli studenti uno dei campi in cui stabilire un corretto sistema di incentivi, indirizzare le risorse pubbliche".
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Povertà
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di Lorenzo Sacconi
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01 luglio 2008 |
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Contrariamente a quanto si crede spesso gli economisti affrontano "temi etici". Il Festival dell’economia di Trento ne ha ripreso alcuni che sono stati nei mesi scorsi al centro delle riflessioni degli economisti italiani – specie quelli riuniti del network di EconomEtica. Uno dei "temi etici" più interessanti in effetti è posto dal libro dell’economista di Harvard (ospite del Festival) Benjamin Friedman – "Il valore etico della crescita " (trad. it. EGEA 2006, in effetti il titolo sarebbe le "conseguenze morali della crescita economica" – che riflette assai meglio le intenzioni dell’autore, per il quale l’etica è per l’appunto più una conseguenza che un valore a sé)
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