Una spiegazione non convenzionale della disoccupazione giovanile
Lavoro
di Floro Caroleo
23 gennaio 2015

In un precedente articolo (Dal Jobs Study al Jobs Act) ho cercato di mostrare come vi sia un comune idem sentire tra gli studiosi e i policy maker che riconduce l’alta disoccupazione giovanile in Italia, se paragonata agli altri paesi europei, al malfunzionamento del mercato del lavoro. Da qui il dibattito si concentra nella identificazione delle istituzioni, le norme, formali o informali che contribuiscono a determinare tali fattori di rigidità e nella ricerca delle politiche, prevalentemente orientate ad una maggiore flessibilità, utili a ripristinare il regolare funzionamento del mercato.  

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La leva fiscale di Obama per rilanciare classe media e sviluppo. La centralità dell’istruzione.
Fisco
di Renata Targetti Lenti
23 gennaio 2015

“What I offer tonight is a set of concrete, practical proposals to speed up growth, strengthen the middle class, and build new ladders of opportunity into the middle class”. Il discorso annuale sullo stato dell’Unione, che Obama ha tenuto lo scorso 20 gennaio, è pervaso di ottimismo. Respinge il tabù della progressività delle imposte e apre le porte ad una società più inclusiva. L’accesso all’istruzione di base e superioreè tra le massime priorità.  

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Redistribuire costa?
Fisco
di Franco Osculati, Renata Targetti Lenti
12 gennaio 2015

Contrariamente alle attese e agli auspici manifestati quarant’anni fa da importanti economisti del tutto rispettosi della funzione del mercato, la povertà non è stata debellata neppure in società ricche come la nostra o come quella americana. E’ ormai accertato che eccessive diseguaglianze di reddito e di patrimonio nuocciono alla crescita del Pil convenzionalmente misurato. Se rimaneva il dubbio che le politiche di redistribuzione in sé rischiano di rallentare la crescita, si deve ritenere che, nell’ampio arsenale di misure possibili, tante possono essere attuate senza generare contrasti insormontabili tra gli obiettivi dell’etica e le regole dell’efficienza.         

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Dal Jobs Study al Jobs Act
Lavoro
di Floro Caroleo
12 gennaio 2015

Negli ultimi decenni si è affermato un pensiero dominante che considera la crisi attuale come il frutto del malfunzionamento dei mercati. In particolare, in un famoso documento dell’OECD, il Jobs Study del 1994, si mostrava come la disoccupazione fosse il risultato della eccessiva rigidità delle istituzioni che regolamentano il mercato del lavoro.

La tesi mainstream individua nelle rigidità istituzionali anche la causa del deteriorarsi della condizione lavorativa dei giovani in Italia. Le soluzioni, quindi, possono essere trovate solo dopo aver analizzato i fattori strutturali che impediscono il regolare funzionamento del mercato del lavoro di costoro.

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La ripresa economica e la politica industriale e regionale in Italia e Europa
Economia reale
di Maurizio Baravelli, Marco Bellandi, Riccardo Cappellin, Enrico Ciciotti, Enrico Marelli
12 gennaio 2015

Molti economisti sono convinti che la recessione e stagnazione sono il risultato di politiche o inefficaci o sbagliate e comunque da cambiare. Al fine di avviare una ripresa rapida e soddisfacente dell’economia italiana ed europea, le politiche fiscali o monetarie da sole, specialmente come sono state attuate in Italia e nell’Eurozona negli ultimi anni, si sono dimostrate inefficaci e devono essere integrate con le politiche regionali e delle infrastrutture e con le politiche di sviluppo industriale. 

Il  deficit annuale di investimenti sia privati che pubblici, nel 2013 rispetto al 2008, era in Europa di circa 370 miliardi di euro e in Italia di circa 85 miliardi  di euro per anno. 

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La voluntary disclosure per il rientro dei capitali dall’estero: la fine di un’epoca?
Fisco
di Giuseppe Marino, Daniele Russetti
12 gennaio 2015

Dopo più di un anno dall’avvio delle discussioni in materia di rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero, il Senato ha approvato la versione definitiva della norma che dà il via libera alla voluntary disclousure, oltre ad introdurre la fattispecie penale del c.d. auto-riciclaggio. In sostanza, tale provvedimento normativo propone a chiunque abbia nascosto patrimoni all’estero, ma anche in Italia, di autodenunciarsi in cambio di sconti su sanzioni e pene. Una montagna di denaro nascosto al Fisco che, per quanto riguarda la parte depositata nei caveau oltre confine, la Banca d’Italia stima essere circa di 300 miliardi di euro, il 20% del PIL italiano.

Ma come funzionerà il tutto?

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Fondi strutturali, opere pubbliche, Mezzogiorno. Dov’è il problema?
Mezzogiorno
di Gianfranco Viesti
12 gennaio 2015

L’analisi dei dati di OpenCoesione mette in evidenza che il ritardo nella spesa dei fondi strutturali al Sud è interamente ascrivibile alla lentezza dei lavori pubblici – specie in Campania, Calabria e Sicilia -  che pesano molto di più che nel Centro-Nord sul totale delle risorse. Gli interventi finanziati dai fondi strutturali europei sono oggetto nel nostro paese di diversi articoli di stampa e di molti commenti.  Il tono comune è fortemente negativo: si lamenta l’incapacità di spendere queste risorse nel Mezzogiorno, ovvero la loro cattiva programmazione, con la conseguente dissipazione di risorse pubbliche (si vedano ad esempio gli articoli de La Repubblica del 7 luglio “Fondi europei: il grande spreco da 7 miliardi”, e del 16 ottobre 2014 “Il grande spreco dei fondi europei”). 

 

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Pluralismo ed efficienza: la proposta dualistica per la RAI
Pubblica Amministrazione
di Martino Liva
09 dicembre 2014

Con l’approvazione da parte di Consob del prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di vendita, è entrata ufficialmente nel vivo l’operazione di quotazione del 30,51% del capitale sociale di Rai Way S.p.A., società interamente controllata, prima della quotazione, da Rai S.p.A. L’offerta pubblica è terminata lo scorso 13 novembre ed il 19 novembre Rai Way ha debuttato in borsa, con un guadagno del 4,68% del valore del titolo a fine giornata. Potrebbe trattarsi di una prova generale, in vista di un possibile approdo a Piazza Affari anche di Rai S.p.A. Ipotesi, questa, non avveniristica ma che al contrario pare a molti l’unica modalità per contrastare un bilancio difficile (- 9,4% dei ricavi, negli ultimi quattro anni), dovuto anche al calo pubblicitario, e così raccogliere capitali per rilanciarsi, internazionalizzarsi ed investire sul prodotto.

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Caso LuxLeaks: la rincorsa delle tasse tra esigenze di trasparenza e bramosie di opacità
Fisco
di Giuseppe Marino, Giorgio Beretta
09 dicembre 2014

In principio fu Wikileaks. La madre di tutte le “fughe di notizie” dell’epoca contemporanea, capace di trasformare, nell’autunno del 2010, la rivelazione tramite il web di migliaia di documenti segreti in un grande happening da servire sul proscenio mondiale. A stretto giro, con dinamiche per certi aspetti simili, si sono poi materializzati gli scandali legati alla National Security Agency (NSA), e perfino quelli che hanno osato varcare le ovattate pareti delle stanze vaticane, ribattezzati con il nome di Vatileaks. Ebbene, voilà: ora anche il “tax” ha i suoi “leaks”.


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Se le tutele del lavoro servono per favorire la buona impresa
Lavoro
di Franco Scarpelli
09 dicembre 2014

Da mesi siamo immersi ancora una volta nella vecchia discussione sull’art. 18, nonostante che tutti (almeno tutti coloro che vogliano ragionare nel merito, e non solo sui simboli) sappiano che l’abbassamento delle tutele sui licenziamenti non crea di per sé posti di lavoro, né di per sé può attrarre investimenti.

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Collocare gli Over 50’, la vera sfida dei servizi al lavoro
Lavoro
di Francesco Giubileo
09 dicembre 2014

Attualmente la “piaga” della disoccupazione giovanile rappresenta il tema principale delle politiche del lavoro, eppure all’interno di coloro che possiamo considerare “svantaggiati” i giovani non sono quelli più in difficoltà. Infatti esiste una categoria di soggetti che purtroppo paga un elemento discriminatorio (l’età anagrafica) indifferente al livello di  competenza,  ovvero quei disoccupati Over 50’ che provengono da settori saturi (manifatturieri o, piccoli imprenditori  di attività commerciali fallite, ex-quadri dirigenti) e che riscontrano una difficoltà enorme nel reinserirsi nel mercato del lavoro.


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Le sorti dell’apprendistato dopo il Jobs Act
Lavoro
di Lisa Rustico
24 novembre 2014

La proposta di disegno di legge avente ad oggetto le deleghe al governo in materia di lavoro sembra non intervenire direttamente sulla disciplina dell’apprendistato. In coerenza con gli indirizzi delle precedenti legislature, almeno negli ultimi dieci anni, il testo oggi in discussione alla Camera sembra voler salvaguardare e valorizzare questo contratto quale strumento privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

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