Lo Stato Quantico
Diritti Fondamentali
di Emiliano Mandrone
28 luglio 2014
Posso iscrivere mio figlio all’asilo? Dipende. Vorrei una visita medica, quanto costa? Dipende. Quando andrò in pensione? Dipende. Ho perso il lavoro, posso avere il sussidio? Dipende! Crescente è nel nostro Paese, come in molti altri europei, l’introduzione di un condizionamento alla erogazione di servizi pubblici o prestazioni sociali, ridefinendo i termini del campo di applicazione dei c.d. diritti soggettivi.
Cioè si passa da principi universali, assai generali, ad abiti su misura, con un dettaglio molto fine, prossimo all’individuo, statisticamente determinato. Ciò, seppur motivato dall’esiguità delle risorse dovute al periodo di ristrettezze dettate dal quadro macro-economico, introduce un diritto ad assetto variabile. 
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Oltre la flessibilità: Dai parametri di Maastricht a quelli di Europa 2020
Europa
di Francesco Pastore
28 luglio 2014

In questi giorni, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Presidente del gruppo europeo dei Socialisti e Democratici, Gianni Pittella, hanno chiesto all’Unione Europea e al capo di stato tedesco, Angela Merkel, di superare il trattato di Maastricht nel senso di offrire ai capi di stato dei paesi più in difficoltà una maggiore flessibilità nell’applicazione dei parametri di stabilità finanziaria. In particolare, Pittella ha condizionato all’accettazione di questo punto il voto favorevole del Partito dei Socialisti e Democratici europei alla designazione di Jean-Claude Junker alla carica di Presidente della Commissione Europea.

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Quali patti di servizio?
Lavoro
di Daniele Fano
28 luglio 2014
l patti di servizio, introdotti dalla normativa a partire dalla metà degli anni ’90 e via via sviluppati a livello nazionale e regionale, rappresentano uno strumento utilizzato dai servizi  per l'impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto personale scelto, sia esso un sostegno all'inserimento lavorativo ovvero alla partecipazione ad un percorso formativo.
Così, per esempio, la Regione Lombardia ha avviato da alcuni anni patti sotto la forma della dote. Molte regioni, per esempio la Regione Lazio, stanno sperimentando o si apprestano a sperimentare contratti di ricollocazione dei beneficiari degli ammortizzatori sociali o di collocazione di giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro, avvalendosi di soggetti terzi, sulla base dei fondi stanziati dalla legge di stabilità 2014 per le politiche attive (15 milioni) e nell’ambito del programma Garanzia Giovani. 


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Il trapasso dell’Avcp rivitalizza l’Anac: nuove norme in tema di anticorruzione ed opere pubbliche
Pubblica Amministrazione
di Fabio Di Cristina
28 luglio 2014

Col decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, il governo ha introdotto disposizioni generali in tema di vigilanza sugli appalti, controlli, lotta alla corruzione. Tra queste, spiccano quelle relative al rafforzamento dell’Autorità nazionale anticorruzione mediante una operazione di incorporazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e l’attribuzione di poteri da esercitarsi in relazione a Expo 2015. Da un lato, l’Anac diventa il pivot del sistema anticorruzione italiano e può compiere rilevanti incursioni nel settore delle commesse pubbliche. Dall’altro, traspare dall’articolato del decreto la volontà di opporre alle troppe deroghe che accompagnano la logica dell’emergenza un presidio amministrativo stabile.

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La semplificazione dei mille giorni
Pubblica Amministrazione
di Alessandro Natalini
28 luglio 2014

Il decreto legge n. 90/2014, il primo tassello del disegno di riforma amministrativa proposto dal governo Renzi, contiene limitati interventi in materia di semplificazione, evidenziando una tendenza a dilatare i tempi del cambiamento, a cercare nuove mediazioni tra autonomia territoriale e semplificazione, nonché a superare la prassi concertativa, che caratterizzava da tempo le politiche di miglioramento della qualità della regolazione, utilizzando invece modalità di partecipazione con un’inclinazione populistica.

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Le partecipate locali e la cipria del mercato.
Enti locali
di Franco Osculati
14 luglio 2014

Si pensava fossero più di 4.000, ma meno di 5.000. Tuttavia nel sistema Siquel della Corte dei conti al 18 aprile 2014 risultavano 7.472 iscrizioni. Alla fine di giugno il Commissario alla revisione della spesa pubblica Cottarelli ha però dichiarato che le partecipazioni pubbliche si aggirano attorno alle 10.000 unità. Sono troppe. Si deve intervenire, ma senza il consueto inchino alla supposta superiorità del privato.

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L’economia della falsa povertà: il caso Sicilia
Welfare
di Rosamaria Alibrandi, Mario Centorrino, Pietro David, Antonella Gangemi
14 luglio 2014

La lettura e l’ascolto quotidiano dei media ci offrono numerosi materiali di conoscenza sulla povertà in Italia. Descritta con abbondanza di dati statistici grazie alla documentazione puntuale fornita dall’Istat, sia con inchieste di taglio sociologico condotte sul campo.

Non è frequente, invece, imbattersi in ricostruzioni della “falsa” povertà, di casi cioè quantitativamente numerosi nei quali dietro un’attestazione di povertà, significativa ai fini delle tipologie Istat e della  percezione di sussidi, si nascondono truffe. Nel senso che risorse erogate per sostenere condizioni di povertà affluiscono a soggetti che non si ritrovano in queste condizioni. 

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Un’analisi dei bilanci delle principali banche europee in attesa degli stress test
Finanza
di Carlo Milani
14 luglio 2014
I sistemi bancari dei principali paesi europei sono al centro di importanti trasformazioni, sia per l’impulso di storici cambiamenti normativi, come l’Unione bancaria, sia per effetto delle normali dinamiche di mercato. Le pressioni verso il cambiamento si esercitano soprattutto sulle banche dei paesi periferici: Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo stanno infatti rivedendo il loro focus sul tradizionale business bancario consistente nell’erogazione del credito, diminuendo progressivamente il peso degli impieghi sul complesso delle attività bancarie. 
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Unioni civili: molti i nodi ancora da sciogliere
Diritti Fondamentali
di Alberto Maria Benedetti
14 luglio 2014

Governo e opposizione sembrano oggi concordare sul fatto che, anche in Italia, è giunto il momento di affrontare, sul piano legislativo, il tema delle coppie che non “possono” sposarsi; di quelle coppie, cioè, che, appartenendo al medesimo sesso, non sono abilitate, pur desiderandolo, ad accedere al matrimonio, almeno per come oggi esso è costruito dal legislatore. Il tema è sul tavolo da tempo: la Corte costituzionale si è più volte espressa, auspicando che il legislatore affrontasse il tema delle coppie omosessuali, individuando le forme giuridiche idonee a dare soddisfazione all’aspirazione a un riconoscimento giuridico di realtà che rappresentano, nell’attuale configurazione sociale, un fenomeno di grande rilievo.

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Il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia: alcuni aspetti critici
Welfare
di Elena Granaglia
23 giugno 2014

Provare a fare proposte concrete, in particolare, in ambiti che coinvolgono vere e proprie emergenze è sempre meritorio. Per chi le critica, invece, il rischio è sempre in agguato del “benaltrismo” o, quanto meno, della divagazione in sterili cavilli. Accetto questo rischio e vorrei provare a indicare quelli che a me paiono seri limiti della proposta bipartisan di legge a favore dell’Istituzione del Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia presentata, alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno.

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L'Europa in stallo. Qual è la prossima mossa?
Europa
di Francesco Farina, Roberto Tamborini
23 giugno 2014

Dopo il voto del 25 maggio, l'Unione Europea rimarrà imbrigliata nello status quo, o farà una mossa per recuperare la legittimazione democratica che sta venendo meno? E in quale direzione: più o meno sovranità nazionale, più o meno integrazione sovra-nazionale? Alla vigiliua del semestre italiano alla guida dell'Unione, che nel gergo politico nostrano si annuncia come "costituente", offriamo ai lettori la nostra previsione sull'esito probabile, e una proposta per trasformarlo da un rischio in una opportunità.

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Istruzione in Italia: tra esclusione e povertà educativa
Scuola e Università
di Mario Centorrino, Rosamaria Alibrandi
23 giugno 2014
Li chiamano i “drop out”. Il termine algido e tecnico sottende a un dramma reale, che si paga oggi e si pagherà con gli interessi in futuro: sono, rispetto al numero di studenti registrati all’anagrafe scolastica, i giovani che “cadono fuori” dalla scuola. Uno ogni 100 già tra i bambini che ogni anno iniziano la scuola primaria. Cinque su 100 si fermano alla licenza elementare; 32 lasciano dopo le medie, 17 non finiscono le superiori e altrettanti non arrivano alla laurea. L’Italia, con il 17,6% di ragazzi che abbandonano gli studi, è in fondo alla classifica europea, la cui media è pari al 14,1%.
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